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Perchè non dovremmo avere un nuovo ’29 (Parte 1)

Nel corso degli ultimi mesi ed ancora adesso,
molti hanno paragonato il mercato Orso del 2008
a quello partito nel ’29 e durato poi per tutti i
primi anni ’30, tenendo conto anche di un
deterioramento dell’economia che ha delle
similitudini con quella situazione. Proprio
la situazione economica generale, ancora
lontana dalla vera ripresa, è uno degli
argomenti che porta ancora molti a
paragonare le due situazioni.

A fronte di questa visione, il rialzo partito
da marzo 2009 è stato visto come un normale
Bear Market Rally destinato presto ad esaurirsi
e lasciare spazio ad una nuova ondata ribassista.

All’inizio del rialzo, anche io l’ho battezzato come
un Bear Market Rally. Nel pieno della più grande
Orso dal ’29 è bene essere prudenti. In seguito,
comunque, man mano che la struttura del mercato
andava rafforzandosi, ho cambiato progressivamente
idea e quando le quotazioni hanno superato
le medie lunghe (media mobile a 200 giorni,
40 settimane e 10 mesi) ho considerato
questo Orso concluso e un nuovo Toro
ciclico partito. Mai sposare un’idea e
mantenerla anche quando le evidenze
mostrano chiaramente il contrario.

Personalmente, non sposo l’idea di un nuovo ’29
con la successiva attesa per una nuova onda
ribassista.

Vedo in proposito diverse divergenze rispetto al ’29
che ho analizzato in una vecchia edizione del
servizio premium Trend e Strategie di Investimento.
e che riporto oggi in questa edizione.

Si tratta, principalmente, di quattro aspetti
che analizzeremo. Due in questa edizione e
due in una prossima edizione.

1 – Interventi statali e delle banche centrali.

Nel ’29, ci furono diversi interventi sia di tipo fiscale
che monetario. Tuttavia, soprattutto dal punto di
vista monetario, gli interventi furono poco invasivi
se confrontati con gli interventi di questo 2008/2009.
Non è questo il luogo per discutere se questi
interventi siano, in definitiva, positivi o negativi.
Io sono un forte sostenitore della non
manipolazione monetaria e ritengo quindi questi
interventi pericolosi soprattutto per il futuro
della struttura economica e monetaria. Tuttavia,
è innegabile che nell’immediato l’inflazione monetaria
tende a sostenere o gonfiare i valori nominali.
In altri termini, nel ’29 un solo Orso risolse
tutti gli eccessi del periodo precedente e per
questo fu particolarmente duro. Oggi è
probabile che gli eccessi vengano smaltiti
su più Orsi ciclici e qui veniamo al punto due.

2 – Diversi stadi del ciclo dei mercati azionari
e diversi livelli delle valutazioni.

Un Bear Market devastante come quello
del ’29 non puo’ che partire da livelli di P/E
molto alti e dopo un periodo di rigonfiamento
delle quotazioni, generalmente sostenute da
una certa euforia ed esuberanza dell’opinione di
investitori ed operatori. Il ’29 partì da un
picco del rapporto P/E vicino a quota 32
(dove il denominatore E è
rappresentato dalla media degli ultimi 10
anni degli utili e non quelli dell’anno in corso
perché ritengo l’utile del singolo anno poco
significativo) e dopo un Toro fortissimo
partito ad inizio anni ’20 con le quotazioni più
che triplicate rispetto ai livelli di partenza.
Per contro, l’Orso del 2008 è partito da un
rapporto P/E vicino a 27. Alto, certo, ma
già più basso di quello del ’29 e che quindi
di per se già giustifica un Orso più moderato.
A questo, aggiungiamo che rispetto ai livelli
di partenza del 2003 le quotazioni sono
soltanto raddoppiate e il precedente Toro
è durato meno rispetto a quello del ’29.
Una situazione simile al ’29 la ritrovavamo
ad inizio anni 2000. Allora eravamo reduci
da un rialzo spaventoso, persino superiore
a quello degli anni ’20 e i livelli P/E erano
esorbitanti, addirittura intorno a quota 44.
Come già detto, nel ’29, gli eccessi furono
ripuliti da un unico Orso che, quindi, fu
necessariamente molto forte. Gli eccessi
degli anni ’90, invece, sono stati ripuliti
con più ribassi ciclici. Gli interventi monetari sono
stati finalizzati proprio ad evitare un altro ’29
e quindi non avere un Orso devastante. Le
autorità hanno ritenuto preferibile più Orsi
per smaltire gli eccessi piuttosto che uno
unico capace di scatenare un panico
duraturo. Da questo punto di vista, il
Bear Market del 2008 fa seguito, a
distanza non troppo lontana, ad un
altro Bear Market, quello del 2000.
Già questo basterebbe per ritenere più che
accettabile che i singoli Orsi siano più moderati
e quello del 2008 è più che sufficiente. Inoltre,
ritengo anche che dopo un buon Toro dovremo,
in un futuro non molto lontano, scontare un altro
Orso (ma probabilmente i minimi del 2009
dovrebbero reggere) che aiuterebbe ulteriormente
ad eliminare gli ultimi eccessi e permettere
quindi la partenza di un altro Toro, questa
volta generazionale (come quello degli anni ’80/90
o ’50/60).

Nella prossima edizione vedremo altre due
divergenze e tireremo delle conclusioni
sull’argomento.

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