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Asset allocation: scopri ciò che veramente conta!

asset-allocation-Uno dei nomi sicuramente più noti degli ultimi anni nel mondo finanziario è Mebane Faber. Faber è Chief Investment Officer e co-fondatore di Cambria Investment Management, una società di gestioni patrimoniali.

Faber ha scritto un libro, “The Quantitative Approach to Tactical Asset Allocation”, dove spiegava come combinare l’asset allocation con tecniche di trend following per migliorare il rendimento complessivo del portafoglio. Seguendo il suo testo, gli investitori si sarebbero risparmiati buona parte delle perdite del 2008.

Un appproccio di questo tipo è anche quello che seguo personalmente.

Recentemente, Faber è uscito con un nuovo libro dal titolo: “Global Asset Allocation: A Survey of the World’s Top Asset Allocation Strategies”. In questo libro, sono state analizzate diverse strategie di asset allocation tra le più famose al mondo e ne ha studiato i risultati.

Quale è stata la sorprendente conclusione?

Che di fatto, le differenze sono minime.

La differenza tra la migliore strategia e la peggiore, su un lunghissimo orizzonte temporale di oltre 30 anni, è stata solo di 1,5 punti percentuali.

Cos’è veramente importante…?

Pensate, magari spendete tanto tempo nello scoprire diverse strategie, le testate, cercate di implementarle e poi la differenza complessiva è solo 1,5 punti percentuali. Certo, su oltre 30 anni anche solo 1,5 punti generano una certa differenza, ma comunque non così abissale da investire troppo tempo.

Questa risultato ci porta quindi ad una seconda conclusione. Gli investitori dovrebbero dedicare meno tempo a studiare le varie strategie e concentrarsi, invece, sull’unica cosa che fa veramente la differenza, cioè tenere bassi i costi.

Perchè i costi sono importanti

I costi di una gestione rappresentano uno dei pochi elementi che è sotto controllo dell’investitore e sicuramente il più importante.

Nessuno sa cosa può fare il mercato, soprattutto nel breve termine. Nessuno può sapere con certezza quale titolo o quale strategia farà meglio.

Tuttavia, è facile sapere se un fondo costa il 2% l’anno o lo 0,5%. Se la vosta banca per ogni operazione vi fa pagare 10 euro o 50 euro. Se ci sono o meno commissioni di ingresso.

Riducendo i costi, sarete in grado di migliorare non poco le performance del vostro portafoglio.

Come ridurre i costi

Concretamente, come potete ridurre i costi? Di seguito, alcuni suggerimenti:

1 – Scegliete banche on-line. Tendenzialmente, sono molo meno costose. Senza fare nomi o pubblicità, poi, alcune banche on line specializzate offrono profili commissionali molto più economici rispetto alle banche tradizionali, oltre ad una maggiore scelta.

2 – Se possibile, orientatevi su ETF piuttosto che su Fondi di Investimento. I primi hanno generalmente costi di gestione molto più bassi.

3 – Valutate il costo di gestioni patrimoniali, consulenti, ecc… Mentre pagare per una consulenza è tutt’altro che sconsigliato, soprattutto se indipendente, assicuratevi di non pagare troppo. Considerate che una consulenza patrimoniale onesta non dovrebbe superare l’1%, massimo l’1,5% del vostro capitale investito. Se il costo è superiore, per quanto valore possano creare queste consulenze l’impatto sul capitale totale diventa eccessivo.

A proposito dell’ultimo punto, voglio ricordarvi che il nostro servizio Trend e Strategie di Investimento costa solo 29 euro al mese, quindi 348 euro l’anno. Se avete un portafoglio di soli 50.000 euro, il peso totale è dello 0,70%. Con un portafoglio di 100.000 siamo a 0,35%. A questo costo avete tre portafogli tra cui scegliere, tre portafogli che si movimentano poco, che tengono bassi i costi e che storicamente battono il mercato.

Buon investimento,

Roberto Donzelli

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