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Il mondo sta collassando. O forse no?

Gli anni ’90, soprattutto l’ultima parte, sono stati anni
di grande ottimismo.

Appena è finito il millennio, il “sentiment” è rapidamente
cambiato quasi a 360 gradi. L’inizio dei crolli di Borsa e
poi l’11 settembre, hanno portato una notevole ventata di
pessimismo.

E la crisi finanziaria iniziata dal 2008 e proseguita poi con
la crisi europea ha persino peggiorato la situazione.

Ci sono molte ragioni per essere pessimisti, quindi. La crisi
finaziaria, la crisi europea, la stagnazione economica occidentale,
ecc…

E i media sicuramente stanno cavalcando la situazione.

Negli ultimi anni, il pessimismo rende. Persino i “personal blog”,
un media che negli ultimi anni è esploso, sembrano fare più
facilmente successo se tendono un po’ al pessimismo.

In questo non c’è nulla di male. Ognuno ha proprie opinioni e proprie
idee ed anche a livello di media è giusto che venga scelta la propria
linea editoriale.

Tuttavia, quando dal semplice scrivere si passa agli investimenti, è
forse bene lasciare da parte le opinioni e guardare i fatti.

E i fatti dicono che, nonostante tutto, i mercati non sono crollati.
Ci sono stati dei Bear Market, seguiti però sempre da forti rimbalzi.

L’indice S&P500, il più importante al mondo, o l’indice mondiale MSCI
World, sono ancora sotto i livelli di inizio 2000, ma non spaventosamente
sotto. Abbiamo sostanzialmente vissuto una fase laterale di consolidamento
secolare come ce ne sono state altre nella storia. Nulla di più.

E ci sono motivi per essere ottimisti tanto quanti ce ne sono per essere
pessimisti. Anzi, probabilmente molti di più.

Non sono sbandierati dai media, non sono adeguatamente considerati, ma ci sono.

Vi posso riportare alcuni esempi.

– Siamo in un ambiente di bassa inflazione. Un’inflazione del 2%, 3% o
anche fosse del 4%, è un livello tra i più bassi dal Dopoguerra ad oggi.

– I tassi di interesse sono bassissimi. Certo, siamo in credit crunch.
E’ difficile ottenere mutui. E’ difficile per le small business ottenere
credito. Ma per le grandi società quotate queste restrizioni valgono molto
meno e fuori dell’Italia il credit crunch è meno pronunciato. Queste grandi
società quotate possono indebitarsi o per nuovi investimenti, o per
riacquistare proprie azioni, pagando per tutto questo interessi piuttosto
bassi.

– I profitti societari sono a livelli record. Chissà, magari siamo al
picco del ciclo, ma questo non è così scontato.

– Molte società estere sono piene di liquidità

– I mercati emergenti stanno crescendo comunque a livelli record

– Le valutazioni non sono eccessivamente care, anzi sono a livelli tra i
più economici degli ultimi anni.

E ci sono molte ragioni per essere ottimisti anche nella vita e per il
lungo termine. Alcune considerazioni:

– Negli ultimi 100 anni, la mortalità infantile è scesa del 50%

– La povertà è diminuita di più in Occidente negli ultimi 50 anni
che non nei precedenti 500 anni

– Si dice che molti americani ed europei siano sotto la soglia di povertà
e questo è vero. Ciò che non si considera è che l’asticella della povertà
è di molto aumentata e chi oggi è sotto questa soglia ha comunque a
disposizione beni e servizi che 50 o più anni fa non erano disponibili
nemmeno per le classi medie.

– Il cittadino medio, persino il povero, ha oggi beni e comodità che
persino i sovrani dei secoli passati potevano solo sognare (si pensi solo
all’acqua corrente, alle cure mediche, ecc…).

– I trasporti si sono velocizzati enormente ed oggi in poche ore si compiono
viaggi che solo un 150 anni fa avrebbero richiesto settimane anche solo
per la preparazione.

– Internet e le tecnologie della comunicazione sono una rivoluzione reale
che ci offrono opportunità un tempo impensabili.

Con tutto questo cosa voglio dire? Che tutto e magnifico e non ci sono problemi?

Tutt’altro.

Mi rendo conto benissimo di tutti i problemi.

E credo di non aver mai mancato di farli notare.

Credo anche che questo mondo che progredisce sposterà degli equilibri e ci
saranno Paesi che nella competizione vinceranno ed altri che perderanno e
purtroppo devo dire che non sono ottimista per il nostro Paese (anche se,

Ma per chi investe, l’Italia è solo un puntino sulla carta geografica e
c’è tutto il mondo a disposizione e sul mondo in genere mi sento di essere
piuttosto ottimista. L’uomo è sempre andato avanti e non vedo motivo
per cui questa cosa debba invertirsi. Non vedo segnali in proposito.
Anzi, negli ultimi 20-25 anni la crescita mondiale è sempre stata sostenuta,
nuovi mercati si sono aperti, nuovi Paesi si sono affacciati, la tecnologia
ha portato molti vantaggi e ancora molto potrà dare.

Un mondo che cresce è positivo per l’investimento azionario. E se a questo
aggiungiamo le condizioni favorevoli di breve termine di cui parlavo prima
(bassa inflazione, tassi bassi, ecc…), allora credo che quando il
pessimismo è alle stelle come qualche mese fa, occorre anche guardare oltre
ed avere un po’ di coraggio.

Perchè questo coraggio, spesso, paga.

Per chi vuole partecipare alla futura crescita mondiale ma non ha troppo
tempo da perdere con gli investimenti, oggi esistono moltissimi ETF e con
solo pochi di essi è possibile avere un’esposizione sull’intero panorama
azionario mondiale.

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