ETF a replica fisica ed ETF a replica sintetica: conosci le differenze?

etf-a-replica-fisica-e-etf-a-replica-sintetica-differenzeIn questo blog ti suggerisco da sempre gli ETF come migliore strumento per investire. I  vantaggi te li ho già elencati in passato, ma è bene riprenderli. Con un ETF:

  1. Replichi la performance dei vari mercati sottostanti senza sorprese (positive o negative), perché l’ETF non fa gestione attiva
  2. Hai bassi costi di gestione e di negoziazione
  3. E’ uno dei modi più efficienti di investire nel lungo termine, perché l’ETF effettua al suo interno e a bassissimo costo tutti i ribilanciamenti periodici dei singoli titoli ed essendo spesso localizzato in giurisdizioni favorevoli per i veicoli finanziari hanno anche una buona ottimizzazione fiscale

Il punto su cui oggi vorrei però farti riflettere è il primo, cioè la modalità di replica dell’indice sottostante. Diversi investitori ignorano del tutto le modalità attraverso cui un etf può replicare un indice.

ETF fisici e sintetici: 2 modalità per replicare un indice

Di fatto, gli ETF replicano gli indici a cui fanno riferimento con due diverse modalità alternative:

  • replica fisica 
  • replica sintetica

ETF a replica fisica: replica un indice acquistando i titoli che lo compongono.

Il primo modo con cui gli ETF replicano gli indici è tramite la replica fisica, cioè l’acquisto vero e proprio dei titoli che compongono l’indice.

Questa modalità prevede al suo interno due diversi tecniche:

  • ETF a replica fisica completa: vengono comprati esattamente tutti i titoli nelle precise percentuali che compongono l’indice
  • Etf a replica fisica a campionamento (o a campione): dove vengono acquistati i titoli più significativi che compongono l’indice usando tecniche statistiche e, come dice il nome, di campionamento.

Se da un lato sembrerebbe che la prima modalità sia da preferire perché è più diretta e facile da comprendere, c’è da dire che la tecnica a campionamento ha i suoi vantaggi. Gli etf a replica fisica completa è idoneo replicare indici come il DAX30, l’Eurostoxx50 o il Dow Jones, che detengono pochi titoli (e a grande capitalizzazione).

Al contrario, etf a replica fisica completa si dimostrano inefficienti a replicare indici composti da azioni non sempre acquistabili facilmente.
Questa difficoltà, ad esempio, si riscontra di frequente quando si replicano indici di società a media e soprattutto piccola capitalizzazione. Problemi di reperibilità di titoli si riscontrano anche con indici di paesi emergenti o periferici.

La replica fisica a campionamento può essere molto utile a raggirare  questo problema. Chiaramente nel caso della replica fisica a campione il gestore del fondo deve impiegare tutti gli strumenti necessari al fine di selezionare i titoli più liquidi e al contempo più rappresentativi.

Se i titoli selezionati sono poco rappresentativi il rischio di una replica non fedele dell’indice è molto alto: l’etf evidenzierebbe un trekking error troppo elevato!  Al contrario se il lavoro di selezione è svolto bene si ottimizzano i ribilanciamenti e la gestione dei dividendi e quindi il trekking error potrebbe essere addirittura inferiore rispetto alla replica fisica completa.

ETF a replica fisica: il rischio di controparte non esiste!

L’aspetto positivo della replica fisica, sia essa sintetica o a campione, è che non c’è alcun rischio controparte.  Il gestore dell’etf che applica questa modalità di replica ha la piena proprietà di tutti i titoli. Inoltre, i titoli risultano custoditi presso una banca depositaria e costituiscono patrimonio separato rispetto alla società emittente. In periodi turbolenti come il 2008, quando persino i grandi istituti finanziari vacillarono, è un plus non da poco.

ETF a replica sintetica: replica un indice facendo ricorso a strumenti derivati

Gli ETF a replica sintetica non compra i titoli che compongono l’indice. In questo caso per seguire l’indice si fa ricorso ad un contratto derivato (SWAP) stipulato con una banca d’affari.

Anche gli etf a replica sintetica si basano su due diverse tecniche:

  • Etf a replica sintetica unfunded
  • Etf a replica sintetica funded

Il primo è la replica sintetica unfunded, dove l’ETF compra (cash) un paniere di titoli da una controparte (generalmente banche e istituti finanziari primari), girando a quest’ultima il rendimento del paniere, e in cambio stipula un contratto dove tale controparte riconosce la performance total return dell’indice da replicare. In questo caso, l’ETF si espone ad un rischio controparte pari alla differenza tra il valore del NAV e quello del paniere sostitutivo di sua proprietà. Se la controparte fallisce e non onora il derivato, la differenza di valore appena vista resterebbe a carico dell’ETF.

La seconda modalità è la replica sintetica funded, dove l’ETF stipula con una controparte un derivato (SWAP) con il quale viene riconosciuto il rendimento del benchmark.

A fronte di questo derivato, l’ETF trasferisce alla controparte il denaro che costituisce il NAV. Con il denaro trasferito, la controparte acquista dei titoli primari a garanzia del derivato, sui quali l’ETF ha un pegno. Se la controparte fallisce, l’ETF prende i titoli e li liquida. Non è comunque eliminato il rischio controparte, perché la liquidazione di questi titoli potrebbe non coprire interamente il NAV.

Tuttavia, la normativa limita molto il rischio di controparte ad una percentuale non superiore al 5% del NAV. Inoltre sono sempre di più gli emittenti che chiedono garanzie aggiuntive.

La replica sintetica, come puoi vedere, ha un rischio controparte. Tuttavia, si tratta di una replica che si avvicina molto alla perfezione in quando queste forme di replica generano un trekking error molto basso.

Etf replica fisica e etf a replica sintetica: quali sono i più diffusi?

Le varie case di investimento prediligono diverse modalità di replica. Ad esempio, Ishares non usa quasi per nulla la replica sintetica Dei circa 100 ETF Ishares quotati sul nostro indice, i 3/4 sono a replica fisica completa, solo 3 a replica sintetica e il resto a replica fisica a campione. Al contrario, Lyxor usa quasi esclusivamente la replica sintetica “unfunded”.

Complessivamente, degli ETF quotati in Italia il 50% è a replica sintetica unfunded, il 18% a replica sintetica funded, il 25% a replica fisica completa e solo il 7% sono ETF a replica fisica a campione.

Tuttavia negli ultimi anni il numero degli etf a replica sintetica sta diminuendo drasticamente a favore degli etf a replica fisica.

Replica fisica o sintetica: quale scegliere?

Ora, però, sono sicuro che vuoi sapere quali ETF preferire per i tuoi investimenti.

La mia risposta è che, di fatto, non ci sono grandi differenze tra ETF a replica fisica ed ETF a replica sintetica.

Se però l’ETF a replica sintetica ha costi più bassi, puoi anche scegliere questa tipologia. Considera che l’ETF a replica sintetica ha sì un rischio controparte, ma questo non è certo per il 100% del NAV dell’ETF, ma solo per la differenza tra il NAV e il valore del paniere a garanzia. Spesso questa differenza è davvero minima.

Concludendo, puoi stare tranquillo con tutti gli ETF e scegliere comunque quelli a replica fisica quando i costi e l’efficienza della replica sono uguali alla sintetica. Per avere una visione completa sui rischi degli etf ti consiglio di leggere questo articolo sul rischio di fallimento di un etf.

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Buon investimento.

2 pensieri riguardo “ETF a replica fisica ed ETF a replica sintetica: conosci le differenze?

  • 3 settembre 2017 in 11:37
    Permalink

    Immagino che la mia domanda da inesperto faccia orridere o di più. Perché, chiedo, di un paniere non si replicano sotanto i titoli che hanno una performanca superiore alla media del paniere?

  • 3 settembre 2017 in 16:11
    Permalink

    Ciao Cesare. Perché un ETF su indice replica l’indice così com’è, senza applicare particolari strategie. Poi ci sono anche ETF che seguono particolari strategie (es. ETF su titoli ad alto dividendo, ETF su titoli value, growth, ecc…), quindi potrebbe esserci spazio anche per un ETF del tipo da te indicato. Tuttavia, non è detto che questo ETF faccia meglio di quello sull’indice ordinario, perché i titoli con performance superiori di ieri non necessariamente avranno performance superiori anche domani.

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