Perché un investitore medio non avrebbe dovuto investire in Bitcoin

Bitcoin, di cosa stiamo parlando

In questo articolo, scriverò per la prima volta in questo Blog del bitcoin, la moneta elettronica creata tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 e rapidamente diffusasi quantomeno a livello internet.

Per prima cosa, però, voglio premettere che personalmente non sono un esperto di bitcoin e con questo articolo cercherò di spiegarti perché non dovresti esserlo nemmeno tu.

Il bitcoin è una moneta elettronica che dietro di se non ha una banca centrale o un istituto di emissione. I bitcoin vengono generati informaticamente dalla rete bitcoin tramite migliaia di persone che, sfruttando la potenza di calcolo dei loro hardware, generano appunto nuovi bitcoin, con un’attività simile a quella che può essere il “mining” di una miniera d’oro o di argento.
Il tutto, entro un limite prestabilito che tende a 21 milioni e tale limite dovrebbe essere raggiunto nel corso dei prossimi anni (entro il 2017 si dovrebbe arrivare al 75% del totale).

In ogni caso, come detto, non sono un tecnico dei bitcoin e per tutte le informazioni potete visitare la relativa pagina di wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Bitcoin.

Quello che invece mi preme spiegare è il bitcoin come forma di investimento.

Una moneta libera dalle manipolazioni

In base a quanto detto sopra, il bitcoin è una valuta che non può essere manipolata facilmente e non c’è comunque un istituto di emissione che può inflazionarla o deflazionarla a suo piacimento.

Inoltre, l’attività simile al “mining” rende la produzione comunque “faticosa” sotto certi punti di vista, un po’ come avviene per estrarre l’oro o l’argento.

Questa moneta, quindi, è piaciuta molto a coloro che non si accontentano di una “paper money” o “fiat money”, cioè una moneta che non ha un sottostante fisico, ma solo la garanzia di uno Stato.

In ogni caso, la diffusione del bitcoin è stata notevole, sono nate molte piattaforme per la compravendita di bitcoin. Inoltre, anche molti esercizi commerciali on line hanno iniziato ad accettare il bitcoin.

Una moneta piena di problemi

Tuttavia, bisogna subito dire che non è tutto oro ciò che luccica. Anzi.

Personalmente, intravedo, su tutti, questi problemi:

1 – Mancanza di regolamentazione

Tutti gli amanti del libero mercato (tra cui anche il sottoscritto) non vedono affatto questo come problema, bensì come opportunità.
Tuttavia, gli amanti del libero mercato dovrebbero essere anche realisti. Noi non viviamo in una società anarchica e la presenza dello stato è molto forte. Questo non vale solo per l’Italia, ma quantomeno per tutto il mondo occidentale e anche gran parte dei PVS.
Pertanto, tutte le attività economiche, quando assumono una certa dimensione, finiscono con il dover essere inquadrate dagli Stati.
Attualmente il bitcoin ha poche regole e molto lacunose. Questo lascia spazio ai governi per intraprendere varie misure che al momento sono difficilmente immaginabili. Potrebbero tassarli, potrebbero renderli fuorilegge, potrebbero acquisirne i diritti di emissione. O magari non fare nulla. Tuttavia, il grado di incertezza è alta e soprattutto quando si ha a che fare con la questione monetaria gli stati, le banche e le banche centrali non vanno per il sottile, visto che il potere di battere moneta è un potere notevole.

2 – Diffusione limitata

Ludwig Von Mises definiva la moneta come “the most marketable commodity”, cioè la merce più facilmente commerciabile. In passato questa merce fu sicuramente l’oro o monete in oro o altri metalli come l’argento.
Oggi sono sicuramente le valute nazionali, che all’interno di ogni Paese sono la merce più commerciabile. A livello globale le merci più commerciabili sono il dollaro e l’euro.
In questa situazione, il bitcoin può solo svolgere una funzione di valuta sovrannazionale, andando in competizione con euro e dollaro. Ma capite che la diffusione è enormemente limitata. Inoltre, a livello commerciale è molto difficile pensare a breve ad una diffusione nell’economia non internet. Andare dal salumiere e pagare i salumi accreditando il suo conto bitcoin è ancora fantascienza.

3 – Speculazione

La diffusione ridotta di questa moneta la rende molto soggetta a speculazione. Una moneta che varia contro il dollaro del 20-30% in poco tempo non è proprio il massimo come moneta. Può andar bene per speculare, ma non certo da tenere in salvadanaio.

 

Bitcoin come investimento

Detto questo, molti si sono buttati sul bitcoin non tanto come moneta, bensì come strumento finanziario per la speculazione.

Di seguito il grafico del bitcoin della piattaforma Bitfinex, una delle più diffuse.chart

 

 

Come vedete, abbiamo di fronte uno strumento estremamente volatile. Dai massimi di dicembre 2013, il bitcoin ha perso il 75%. Certo, siamo ancora a quasi il triplo del prezzo di metà 2013.

Una cosa, però, è evidente.

Anche se potenzialmente il bitcoin dovrebbe apprezzarsi perchè la quantità massima in circolazione è definita, questo è comunque tutto da verificare. Se il bitcoin non dovesse diffondersi come sperato, il valore potrebbe anche scendere. E comunque, nel frattempo, dovreste sopportare delle vere e proprie montagne russe.

Conclusioni

Il bitcoin è sicuramente un esperimento interessante.

Tuttavia, se siete un investitore medio nessuno vi obbliga a partecipare all’esperimento.

Se effettivamente il bitcoin diventrà la moneta del futuro, allora il suo valore dovrebbe raggiungere livelli inimmaginabili. Valori tipo 50.000-100.000 USD, magari anche un milione. Considerate che con un valore di 1 milioni di USD, i 21 milioni di bitcoin massimi varrebbero 21.000 miliardi di USD, cioè il 130% del solo PIL americano attuale. E si considera che la massa monetaria M2 dei soli USA supera i 10.000 miliardi.

In questa situazione, ci sarà tutto il tempo per noi comuni mortali di acquistare Bitcoin.

Nel frattempo, però, va trattato sostanzialmente come un asset fortemente speculativo. Quindi, in caso di buy and hold, limitare davvero al massimo l’esposizione (ad esempio comprare qualche centinaio di euro di controvalore), mentre in ottica di trading comprare solo con un definito trend rialzista.

Trend rialzista che al momento non c’è.

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