Investire in settori ciclici e difensivi, quando farlo?

Investire in settori ciclici e difensivi

Investire in settori ciclici e difensivi è una scelta che molti investitori fanno per provare a cogliere al massimo le opportunità del ciclo economico favorevole, limitando in vece le difficoltà durante le fasi meno positive.

Questo perché diversi settori hanno una reazione diversa all’andamento del ciclo economico. Alcuni amplificano guadagni e perdite, altri,  invece, sono più stabili.

Oggi ti spiegherò questo argomento, guardando anche le come si classificano i diversi settori. Alla fine vedremo anche la convenienza ad applicare questa strategia di investimento.

Settori ciclici e settori difensivi

I settori ciclici sono settori che hanno storicamente maggiori oscillazioni. Tendono ad amplificare i rialzi del mercato generale quando questo sale. Al contrario, quando il mercato generale è debole allora i settori ciclici fanno peggio.

Per contro, i settori difensivi magari non entusiasmano durante le fasi di rialzo, ma reggono meglio quando i mercati sono deboli.

Ma quali sono i settori ciclici e quali i settori difensivi?

Esempi tipici di settori ciclici sono i beni di consumo voluttuari (es. settore auto), beni industriali, materie prime, tecnologia. I settori difensivi sono invece tipicamente i beni di consumo primario (es. alimentare, beverage o personal care), farmaceutico, sanità, utilities, telecom.

Altri comparti sono più difficili da inquadrare. Ad esempio, l’energia viene spesso inserita tra i difensivi, ma presenta molti caratteri di ciclicità.

Quindi la strategia è investire in settori ciclici quando l’economia è in espansione e passare poi ai settori difensivi quando la crescita economica si contrae.

Facile no?

Ma funziona veramente?

Investire in settori ciclici e difensivi: è possibile farlo

Effettivamente è vero che storicamente nelle fasi di rialzo dei mercati i ciclici tendono a far meglio e viceversa.

Tuttavia, l’equazione non è così perfetta. Ad esempio, negli ultimi cinque anni l’economia è andata sicuramente bene in Europa, eppure ecco il confronto tra un ETF ciclico ed uno difensivo:

Investire in settori ciclici e difensivi grafico

La linea blu indica l’andamento di un ETF difensivo, quella rossa un ETF ciclico.

Come puoi vedere, l’ETF difensivo ha fatto molto meglio, nonostante il buon andamento dell’economia. Addirittura, negli anni più recenti, dal 2016 in poi, l’ETF difensivo ha accelerato nonostante l’ultieriore miglioramento dell’economia.

Insomma, il legame non è così univoco.

Non solo, ma concretamente per il singolo investitore non è facile individuare e addirittura anticipare i cambiamenti del ciclo economico. Il rischio di “arrivare in ritardo è notevole”.

Investire in settori ciclici e difensivi: come sfruttare la situazione?

Il mio consiglio è di tenere sempre una parte “core” investito in ETF generali, non legati al ciclo.

Poi, fissata questa parte “core”, si può destinare una parte del portafoglio ad ETF ciclici o difensivi. In questo modo si può provare a trarre in parte i vantaggi di una strategia di investimento legata al ciclo, senza però esporsi troppo ai rischi in caso di errore.

Buon investimento.

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