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BTP 15 anni, le caratteristiche della nuova emissione

btp 15 anni

Oggi parliamo di titoli di stato. Precisamente della nuova emissione del Btp 15 anni avvenuta il 13 febbraio. Un’emissione che ha riscosso particolare successo.
Prima di capire se conviene sottoscrivere questo titolo, un breve riepilogo per chi non conoscesse bene lo strumento.

Il Btp è una delle tipologie di titoli emessi dallo stato. Si tratta di quello caratterizzato dalla scedenza più lunga (va da 3 anni fino ad addirittura 50 anni). La cedola è semestrale.
I btp vengono emessi tramite il meccanismo di “Asta marginale”, che normalmente si svolge due volte al mese.
Prima di ogni asta, il tesoro determina ed annuncia il range di quantitativo emesso. Il prezzo di emissione viene determinato dall’incrocio tra l’offerta e la domanda pervenuta durante l’asta.
Alle aste possono partecipare solo gli intermediari autorizzati, quindi Banche o fondi di investimento.
Il valore minimo di sottoscrizione è di 1000€ e si va a salire coi multipli di mille.

E’ possibile acquistare i btp anche successivamente alla loro emissione. Si tratta di acquisti sul mercato secondario. Nel caso di Bosa Italiana l’acquisto avviene sul MOT (mercato telemativo delle obbligazioni e dei titoli di stato).

I guadagni derivanti dai btp, come per tutti gli altri titoli di stato, sono tassati al 12,50% invece che al 26%.

L’asta BTP 15 anni è stato collocato con le medesime regole appena viste.

Chi ha partcipato al collocamento del BTP 15 anni?

Il collocamento è stato realizzato mediante sindacato costituito da cinque lead manager, Goldman Sachs Int. Bank, Morgan Stanley, Nomura, Société Générale Investment Banking e Unicredit.
Il titolo diverrà nei prossimi giorni disponibile anche tra gli investitori retail.
Hanno partecipato all’operazione oltre 400 investitori per una domanda complessiva di oltre 50 miliardi di euro.
Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato il 18,5% dell’emissione (in particolare il 12% è andato a fondi pensione e assicurazioni, mentre il 6,5% è stato allocato a Banche Centrali e istituzioni governative). Agli hedge fund è stato allocato il 5,3% dell’ammontare complessivo. Le imprese non finanziarie hanno partecipato all’emissione con una quota residuale pari allo 0,2%.

Le ultime emissioni Italiane hanno fatto meglio degli altri titoli governativi dell’area euro, recuperando probabilmente anche a seguito delle elezioni regionali dell’Emilia Romagna, che hanno attenuato la percezione del rischio politico dell’ Italia.

Distribuzione geografica dle nuovo BTP 15 anni

La distribuzione geografica del titolo è stata estremamente diversificata, con una partecipazione che ha visto il coinvolgimento di oltre 30 paesi. Gli investitori esteri si sono aggiudicati poco meno dei due terzi dell’emissione (63,4%), mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 36,6%. Tra gli investitori esteri, di rilievo è stata in particolare la quota sottoscritta da investitori nordamericani (13,3%).

Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa (45,2%). Tra i principali Paesi troviamo la Germania (10,3%), il Regno Unito (9,9%), i Paesi Scandinavi (7,4%), la Francia (6,3%), i Paesi della penisola iberica (5%), la Svizzera (3,3%), il Benelux (1,2%) e poi altri Paesi europei (1,8%). Significativa la partecipazione di investitori asiatici, che si sono aggiudicati il 2,7% dell’emissione. Il resto dell’emissione è sottoscritto da investitori mediorientali (1,9%), mentre una quota residuale pari allo 0,3% è stata allocata ad investitori residenti in altri paesi.

Le caratteristiche del BTP 15 anni

Il rendimento BTP 15 anni lordo annuo è dell’1,45%, mentre la scadenza è l’1 marzo 2036 , con cedole semestrali.

L’emissione è una delle più basse in assoluto tra le emissioni dei titoli di stato italiani sulla scadenza a 15 anni. Questo è sicuramente positivo, in quanto più le cedole sono elevate e più questo tipo di finanziamento sarebbe oneroso per lo stato. Indebitarsi  a tassi ragionevoli, invece,  è sicuramente una cosa positiva. Naturalmente per l’investitore è il contrario.

Il problema è che se si confronta il rendimento con i titoli degli altri paesi dell’aerea euro, quelli italiani risultano tra i più remunerativi insieme a quelli della Grecia;  questo è meno positivo, poiché se gli altri paesi riescono a finanziarsi a costi inferiori, significa che il nostro Paese è comunque percepito come più rischioso (poco importa che il financial times abbia definito i btp come dei bunds agli steroidi….come a dire che sono anch’essi titoli sicuri, ma che pagano un interesse più alto…….perchè il premio è maggiore se il rischio percepito è maggiore).

Alla lunga, pagare interessi più alti rispetto agli altri paesi non giova alle casse dello stato italiano.

Conviene investire in questo strumento per un normale investitore?

La risposta è negativa.
Il rendimento BTP 15 anni è dell’1,45% annuo (considerando solo le cedole).
Se non si vuole portare a scadenza, va tenuto presente che vi potrà essere una variazione in conto capitale. Questa potrà ovviamente essere positiva o negativa.

Una cosa difficile da prevedere.

Possiamo dire che, probabilmente, nel breve periodo i tassi non aumenteranno. Questo perché la direzione sembra ancora quella dell’espansione di liquidità, ma fino a quanto potrà durare tutto questo?
Prima o poi bisognerà fare i conti col ritorno alla normalità.
Inoltre, se al momento dell’acquisto del btp il titolo quotasse sopra al valore nominale, dovrei fare attenzione nel portarlo a scadenza perchè dovrei anche considerare lo scarto tra prezzo di acquisto e rimborso nominale a scadenza.
L’unica certezza è che se si portasse a scadenza il titolo si avrebbe un flusso cedolare annuo dell’1,45%, con rimborso a scadenza del valore nominale.
A me non sembra un rendimento particolarmente allettante!

Inoltre, si dovrebbe comunque sopportare il rischio emittente, in questo caso il rischio Italia.
Non credo che l’Italia farà default, ma potendo scegliere le alternative ci sono.

Al momento il mercato azionario continua ad essere più remunerativo se si sa gestire, identificando le aziende solide e remunerative. Su un’orizzonte di 15 anni, si può sicuramente ottenere un risultato migliore.
Coi nostri servizi “Crescita e rendimento” e “Trend e strategie” cerchiamo  di ottenere il meglio dal mercato, con rendimenti che storicamente sono stati nettamente maggiori di quello che potrebbe essere un 1,50% annuo.

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