Sortino Ratio, cos’è e riesce a misurare effettivamente il rischio?

Sortino Ratio

Se leggi qualche sito finanziario o la stampa specializzata è probabile che qualche volta avrai sentito parlare del Sortino Ratio.

Si tratta di una misura del rischio finanziario come ce ne sono molti altri. I più importanti sono il Beta, l’indice di Sharpe, la deviazione standard e molti altri.

L’indice di Sortino è un’ulteriore indicatore che oggi ti andrò a spiegare. E oggi vedrai che cos’è, come si calcola e se, effettivamente, può essere un indicatore utile.

Indice di Sortino cos’è?

L’indice di Sortino è un indicatore del rischio finanziario che si allontana un po’ dalle tradizionali misure in termini di filosofia.

Infatti, non si basa sulla volatilità e sulle oscillazioni come ad esempio il Beta.

Il concetto base del Sortino Ratio è che l’investitore non è troppo interessato alle oscillazioni, bensì si preoccupa di non raggiungere un certo rendimento obiettivo.

Ad esempio, se un investitore ha come obiettivo un rendimento del 5%, qualora il rendimento effettivo sarà positivo, ma sotto il 5%, l’investitore non sarà soddisfatto.

Qui subentra un ulteriore concetto, quello di downside risk. Questo indicatore misura la probabilità che il rendimento non raggiunga il minimo richiesto.

Se, tendenzialmente, il rendimento di un investimento finisce per essere spesso sotto il minimo richiesto dall’investitore, allora il Downside risk sarà piuttosto elevato.

Sortino Ratio Formula: come si calcola?

L’indice di Sortino si calcola così:

(Rp-Tasso Soglia)/Downside Risk

Ti ho già parlato del Downside Risk. L’Rp è il rendimento obiettivo dell’investimento analizzato, mentre il “Tasso Soglia” è appunto il livello minimo richiesto dall’investitore.

La formula è molto tecnica e ti dico subito che non ci interessa molto.

Quello che ci interessa, al limite, è se il Sortino Ratio sia alto o basso. A noi ci interessa che sia alto, perché vuol dire che, in questo caso, anche se c’è variabilità questa si concentra al di sopra della soglia ritenuta accettabile. E questo è ottimo.

Se, invece, è basso, allora significa che l’eventuale variabilità dei rendimenti si concentra comunque al di sotto del minimo. E questo non ci piace.

Differenza tra indice di Sharpe e Sortino Ratio

La differenza tra queste due misure del rischio è essenzialmente che il Sortino Ratio si concentra maggiormente sulle oscillazioni al di sopra o al di sotto di un extra-rendimento. Il rischio, essenzialmente, verte intorno al fatto che non si raggiunga il rendimenti soglia voluto dall’investitore.

L’indice di Sharpe, invece, si concentra maggiormente sulla variabilità e sul rapporto rischio/rendimento.

Da questo punto vista, diciamo anche che i due indici possono essere usati insieme. L’indice di Sharpe può essere usato prioritariamente, poi il Sortino Ratio si può usare per discriminare/scegliere tra due investimenti che hanno un indice di Sharpe abbastanza simile.

Concludendo, però, ricordati sempre di non fare eccessivo affidamento su questi indicatori. Non che non siano importanti, ma spesso possono portare a conclusioni fuorvianti.

Alla fine l’attività di investimento ha bisogno di concentrarsi sulle basi e cioè deve consentire di salvaguardare il capitale e offrire un adeguato rendimento. Quindi occorre concentrarsi nella costruzione di portafogli diversificati e con un buon rendimento atteso. E per fare questo non è così importante conoscere approfonditamente questi indicatori.

Buon investimento.

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