C’è davvero un rischio correzione sui mercati?

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Da molto tempo ormai diversi analisti parlano di rischio correzione.

Del resto, il mercato USA è in rialzo dal 2009 senza correzioni davvero rilevanti. In Europa c’è stata un certa debolezza nel 2011, ma anche qui il trend da allora è stato stabilmente al rialzo.

Stiamo parlando, quindi, di uno dei rialzi più lunghi della storia. Anzi, il più lungo dagli anni ’90. Ma fin qui sarebbe persino tutto normale.

La cosa più strana è che nell’ultimo anno è crollata la volatilità. I rialzi non hanno avuto davvero interruzioni degne di nota.

Da questo punto di vista, un ribasso Borse è veramente possibile.

Vediamo però in dettaglio la situazione del mercato azionario.

Condizione del mercato e rischio correzione

Ecco di seguito il grafico dell’indice S&P500:

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Come puoi vedere, l’indice S&P500 è cresciuto di oltre il 22% nell’ultimo anno. Negli ultimi mesi c’è stata una forte accelerazione.

L’indice è molto lontano dalla media mobile a 200 giorni. Con una correzione del 10%, dai livelli attuali fino a circa 2.550 punti, l’indice resterebbe comunque ancora in trend rialzista.

Vediamo anche che gli oscillatori sono in forte condizione di ipercomprato.

Insomma, sì, il rischio correzione c’è più che mai. E forse è anche dovuta a questo punto.

Borse in ribasso: rischio correzione e possibile Bear Market!

In ogni caso, una cosa che devi avere ben chiara è la differenza tra correzione e mercato ribassista.

Una correzione normale del movimento primario è una discesa dall’ultimo massimo fino al 10%. A volte la correzione può anche essere tra il 10% e il 20%. Quando andiamo oltre il 20%, allora si parla di Mercato Toro.

Nella storia, i Bear Market non sono molto frequenti. Certo, quando arrivano fanno spesso una “strage” tra gli investitori. Perché molti comprano ai massimi e tengono fino a che le perdite non diventano notevoli. Spesso, poi, quando vendono lo fanno vicino ai minimi.

Non solo, ma i mercati ribassisti richiedono spesso molti anni per essere recuperati. Ad esempio, il Bear Market del 1929 non fu recuperato fino al 1954, ben 25 anni dopo (tuttavia, considerando i dividendi e la deflazione in termini reali il recupero fu dopo circa 7 anni e mezzo). Quello del 2008, più vicino a noi, è stato recuperato in 5 anni. Mercati ribassisti più brevi e meno profondi sono recuperati in media in 3,3 anni.

Una correzione è però qualcosa di diverso.

Correzioni di Borsa e tempi di recupero

Discese fino al 10% o poco più sono fisiologiche anche durante i lunghi movimenti rialzisti. E sono recuperati in breve tempo. Le ultime 12 correzioni del 10% o superiori (esclusi appunto i mercati ribassisti del 2000 e del 2008) sono state riassorbite mediamente in cinque mesi.

Come vedi, per quanto una correzione superiore al 10% possa spaventare nel breve termine, spesso dopo meno di sei mesi sono archiviate.

Come investitore, quindi, fino a che il trend di lungo termine resta rialzista non c’è motivo di spaventarsi.

Sì, una correzione potrebbe essere probabile. Ma non sappiamo quando arriverà e quanto sarà profonda. Quindi, visto che la storia ci dice che questi ribassi sono recuperati rapidamente, non c’è motivo di cambiare la propria strategia.

Solo se il trend dovesse diventare chiaramente ribassista, e la correzione lasciare spazio al Bear Market, allora sarà il momento di essere più prudenti. Per ora, comunque, siamo ben lontani da questa situazione.

Inoltre, se vuoi imparare ad affrontare al meglio correzioni e persino mercati ribassisti, ricordati che il nostro servizio Trend e Strategie di Investimento è passato indenne attraverso il mercato al ribasso del 2008 e la profonda correzione del 2011.

Buon investimento.

 

 

2 pensieri riguardo “C’è davvero un rischio correzione sui mercati?

  • 31 gennaio 2018 in 09:24
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    I paesi emergenti nel 2015, sono calati del 38% , quindi per essi il mercato orso è già stato percorso !

  • 31 gennaio 2018 in 17:19
    Permalink

    Gli emergenti sì, anche se da quei minimi sono già saliti del 60%. Però è vero che sono rimasti indietro rispetto al mercato USA

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