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Pandemia, psicologia e rialzo in Borsa

rialzo in Borsa

Stiamo assistendo ad un rialzo in Borsa che non trova una diretta correlazione con gli attuali fondamentali economici

I risultati economici aziendali sono stati fortemente colpiti dai vari lockdown. Ugualmente, il congelamente del commercio internazionale e dei flussi turistici hanno pesato molto.

Anche le previsioni del Fondo Monetario Internazionale testimoniano questa situazione.

Di fronte a questa situazione ci siamo sempre chiesti come mai vi sia un divario così grande tra ciò che avviene sui listini e ciò che invece avviene nella realtà.

In realtà, però, abbiamo già visto in un precedente articolo sui rialzi di Borsa, quali sono stati i principali motivi che hanno portato a questo forte recupero sui listini.

Va infatti chiarito un aspetto.

È vero che a primo impatto sembra che tutto sia assurdo. Un divario così grande tra due realtà che dovrebbero invece andare nella stessa direzione (più o meno).

È vero, la ripresa c’è stata ed è stata forte. Ma con differenze davvero notevoli tra vari Paesi e sopratutto tra settori diversi.

Rialzo in Borsa e differenze geografiche e settoriali

A dirla tutta, se prendiamo tutti i titoli dell’ S&P 500 possiamo vedere come sia composto dalla stragrande maggioranza dei titoli ancora in rosso.

Poi ci sono alcune decine di titoli in verde, tra cui i titoli che pesano parecchio nell’indice e che quindi influenzano tutto il listino.

C’è da dire che da quando sono ripartite le attività, le aziende cicliche hanno ripreso un pò di terreno. Restano però ancora lontane dai livelli pre Covid.

Se invece si guardano i titoli growth del settore tecnologico, vediamo come abbiano avuto risultati importanti durante il periodo Covid. Ma stanno anche proseguendo il loro rialzo in Borsa anche e sopratutto per via della mancanza di alternative e dall’enorme quantità di liquidità messa a disposizione dalle banche Centrali.

Rialzi di Borsa e bassi tassi di interesse

Ricordiamoci che coi tassi bassi vige l’effetto leva.

Quando un’azienda ha un business solido, avrà accesso al credito a condizioni molto favorevoli, che le consentiranno di migliorare notevolmente la redditività. E le grandi aziende quotate su questo fronte hanno un vantaggio notevole nei confronti dei concorrenti più piccoli. In queste fasi si verifica spesso l’aumento delle quote di mercato da parte delle aziende più grandi.

Gli istituzionali questo lo sanno ed agiscono di conseguenza, puntando sui cavalli vincenti.

Il mercato in questa fase premia i più forti. E tra i più forti, sicuramente le big della tecnologia sono i dominatori assoluti. Un loro andamento fortemente positivo, può dare un’idea distorta dell’andamento di un intero listino.

A voler osservare la situazione razionalmente quindi, guardando i numeri, il mercato sta prezzando le difficoltà sulle singole aziende e prezza la fiducia e la sicurezza che arriva dei colossi tecnologici in una fase delicata come questa.

Quindi, a voler ben guardare non è che vi sia questa discrepanza così marcata tra l’economia reale e la finanza. È la costruzione degli indici che porta a questa discrepanza.

Se tutte le aziende avessero lo stesso peso la situazione generale sarebbe ben diversa.

Non ci credi? Beh, allora ti do un dato. L’indice MSCI World “equal weight”, cioè il classico indice MSCI World che viene però ribilanciato in modo tale che ogni titolo abbia approssimativamente lo stesso peso, da inizio anno perde l’11,91%. Il classico MSCI World che, invece, si basa sulla capitalizzazione di mercato e quindi ha il peso preponderante dei tecnologici, limita le perdite al – 5,48%. Oltre 6 punti percentuali di differenza.

Rialzo in Borsa e psicologia degli investitori

Fin qui ti ho riportato molti degli argomenti di cui ti ho parlato recentemente. Oggi, però, è il momento di introdurre un nuovo elemento, il fattore psicologico degli investitori.

In questo momento così critico per l’economia mondiale, moltissime persone si sono ritrovate durante il periodo del lockdown a ragionare su come generare fonti di entrate differenti rispetto al loro lavoro. Vedendo una così alta volatilità di mercato si sa che le occasioni possono essere ghiotte (così come i rischi).

Moltissimi investitori, anche e soprattutto retail, si sono quindi buttati sul mercato quando hanno visto le quotazioni crescere.

Quando c’è un rialzo in Borsa dopo una crisi, le persone iniziano a pensare di aver perso il treno (un po’ come i 10 anni seguenti la crisi del 2008, in cui i mercati sono saliti costantemente segnando nuovi massimi).

Piano piano, molti hanno deciso di entrare sul mercato, per non restare fuori da questa che potrebbe essere una grossa occasione di guadagno. Insomma, una sorta di “effetto gregge” come ha detto anche il Prof. Robert Shiller in un recente articolo su Project Syndacate.

Resta fermo il fatto che vi siano P/E elevatissimi ,che nella logica fondamentale sono difficili da giustificare se non con i tassi obbligazionari ai minimi.

Di fatto, gli interventi delle Banche Centrali stanno creando diverse distorsioni nel “calcolo economico” degli operatori privati. Le scelte di investimento rischiano di essere quasi interamente condizionate dalle decisioni dei banchieri centrali.

Rialzo in Borsa, dobbiamo preoccuparci?

Detto questo, noi non viviamo in un mondo immaginario e reale. Le nostre scelte debbono basarsi su ciò che realmente sta accadendo, compresa questa distorsione.

Quindi, fino a che il mercato azionario continuerà a salire noi dobbiamo seguire il trend e restare investiti.

Ricordandoci anche che, in fin dei conti, la maggior parte delle aziende non ha ancora recuperato il tonfo avvenuto a marzo. E questo è assolutamente in linea con la situazione reale.

Magari quando i giganti tecnologici inizieranno a perdere un po’ di “momentum”, il rialzo delle altre aziende ora rimaste indietro riuscirà a bilanciare. Vedremo

Buon investimento.

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