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Pepp BCE cos’è? e cosa lo distingue dagli altri programmi di acquisto titoli?

Pepp Bce cos'èQuando si parla di PEPP è doveroso fare una precisazione. Tale acronimo, infatti, può confondere non poco le idee per via del fatto che nel tempo è stato utilizzato per indicare fenomeni completamente diversi!

Ad esempio, con il termine PEPP si può fare riferimento al Pan-European Personal Pension product, ovvero prodotto pensionistico individuale paneuropeo di cui ne abbiamo già parlato in un apposito articolo.

Con lo stesso acronimo, si può indicare, tuttavia, il Pandemic Emergency Purchase Programme.

Si tratta di un programma di acquisto per l’emergenza pandemica voluto dalla Bce. Da ora in poi, per non fare confusione, parleremo di PEPP BCE per riferirci all’azione intrapresa dalla BCE.

PEPP Bce cos’é?

Finalmente hai chiarito che con il termine PEPP si possono indicare cose diverse. Compiuto questo passo, ora cerchiamo di concentrarci sul PEPP Bce.

Come anticipato, con il termine PEPP Bce si indica un programma di acquisti da parte della Bce. Questo piano è stato implementato per fronteggiare la crisi indotta dalla pandemia da coronavirus.

Con tale programma la Bce si impegna ad acquistare titoli di Stato, ovvero titoli di debito pubblico, emessi dai Paesi europei.

La crisi indotta dal blockdown, contromisura adottata per limitare l’avanzata del coronavirus, aveva messo in serio dubbio la stabilità dei paesi europei. Soprattutto dei paesi più deboli, come Italia, Spagna e Grecia.
L’intervento della BCE attraverso il programma di acquisti titoli di Stato è stato necessario per bloccare il crollo dei titoli di debito pubblico. Questo ha evitato il consequenziale aumento dello spread, che in quel periodo aveva già iniziato a surriscaldarsi!

L’annuncio del programma PEPP Bce arrivò a pochi giorni dal triste intervento, da parte dell’allora neo presidente della BCE Lagarde. Durante quella apparizione, che per molti è stato il primo vero banco di prova per il presidente, la Lagarde disse che “la Bce non è qui per chiudere gli spread!” Con questa frase la Lagarde intendeva dire che la Bce non aveva intenzione di intervenire a sostegno delle quotazioni dei titoli di Stato dei paesi europei, specie di quelli più deboli, Italia compresa.

Le conseguenze negative per i mercati furono immediate ed evidenti. Nei giorni successivi, il presidente rettificò il suo annuncio e dopo qualche giorno, sostenuta dal consiglio direttivo della Bce, annunciò il piano di acquisto dei titoli di Stato dei paesi europei.

Pepp Bce: cosa lo distingue agli altri programmi di acquisto titoli?

Non è la prima volta che la Bce interviene per acquistare titoli di Stato. Lo ha fatto in passato attuando programmi di varia natura che possono essere, almeno per la maggior parte, ricondotti sotto al “capello” di APP, l’Asset Purchase Programme, ovvero programma per acquisto di titoli.

Qual è la differenza sostanziale tra gli altri programmi di acquisto e il PEPP Bce?

Il PEPP Bce prevede, a differenza degli altri programmi di acquisto, maggiori flessibilità. In particolare, questo programma prevede l’eliminazione di alcuni vincoli che invece caratterizzavano i programmi precedenti. La Bce, infatti, ora può acquistare titoli con scadenza minima a 70 giorni (prima era 1 anno).

Inoltre, è venuto meno un altro importante vincolo che condizionava gli acquisti da parte della Bce. Il PEPP Bce non prevede più il vincolo  di “capital key“.

Con tale termine si indica la regola che limita l’acquisto di titoli per un singolo stato in base al contributo al capitale della Bce. Ora questo vincolo, almeno in parte è derogabile. Infine, la Bce può derogare ad altri limiti di acquisto: come, per esempio, il paletto del 33% per la singola emissione di debito.

I programmi d’acquisto delle banche centrali hanno salvato i mercati?

Senza dubbio le mosse messe in campo dalle banche centrali sono state di vitale importanza. Hanno evitato che sui mercati si verificassero attacchi speculativi o episodi di panic selling!

Nel panorama mondiale, ormai quasi tutte le Banche Centrali seguono lo stesso “format”. C’è tuttavia da evidenziare che alcune Banche Centrali, come la FED, sono state più veloci della BCE nell’agire e spesso più incisive, grazie all’attuazione di programmi di intervento di politica monetaria più “aggressiva”.

Questi diversi atteggiamenti delle banche centrali, uniti anche alle diverse scelte di politica economica e fiscale messe in atto ai rispettivi Paesi, hanno generato reazioni diverse da parte delle Borse. Ad esempio, la Borsa americana ha quasi recuperato il crollo di marzo, Gli indici europei, invece, sono ancora in affanno. Anche se da questo punto di vista non dobbiamo dimenticare il traino dei big della tecnologia. Il resto del listino USA, in fondo, non ha fatto poi così meglio rispetto all’Europa.

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