Mercati Finanziari

Mercati emergenti prospettive 2017: andamento, rendimenti e che fare

mercati emergentiIl 2017 si è rilevato fino ad ora di grande successo per l’azionario mercati emergenti! L’indice Msci Emerging nei primi mesi dell’anno ha messo a segno un guadagno di circa il 17%! 
E’ un ottimo risultato ma che non stupisce più di tanto. Era l’inizio del 2016 quando con un articolo ti mettemmo in guardia sui possibili benefici futuri che si sarebbero ottenuti se da quell’anno si fosse iniziato ad investire nei mercati emergenti.

Una performance tuttavia che se letta oggi, paragonata con l’indice più forte al mondo balza agli occhi. L’S&P 500 da inizio anno ha realizzato una performance del “solo” 7%!

Eppure per molti a fine 2016 le prospettive per il 2017 per l’azionario dei mercati emergenti non erano di certo rosee.

I paesi emergenti erano stati etichettati come le principali “vittime” del periodo Trump e della lunga era della “normalizzazione dei tassi di interesse” ad opera della Fed.

Ad oggi i dati sembrano smentire tali paure. Da inizio anno ingenti flussi di capitale si sono indirizzati oltre che sul mercato azionario anche sulle obbligazioni degli stessi paesi emergenti.

I rendimenti dei bond governativi emergenti al momento si aggirano attorno al 5% mentre quelli corporate riconoscono un 4% circa.

Rendimenti che evidentemente hanno attirato l’attenzione di chi è alla ricerca di un rendimento apprezzabile. Sai benissimo che rendimenti così alti attualmente sono difficili da scovare nelle economie avanzate. A patto che tu non sottoscriva strumenti specifici.

Il dato che più fa riflettere è che dall’inizio dell’anno, per ogni singolo mese, sia il mercato azionario che quello obbligazionario dei paesi emergenti ha registra una performance positiva sia in valuta locale che in valuta forte!

Forse detta così questo dato non ti dice nulla. Per farti comprendere la rarità di questo “fenomeno” tieni presente che l’ultima volta che si è registrata una cosa del genere è stata nel lontano 2002!

E da quell’anno e per alcuni anni a venire i rendimenti azionari dei mercati emergenti hanno brillato!

Se facciamo una fotografia sull’attuale situazione dei paesi emergenti questi dati non dovrebbero meravigliarti più di tanto.

Diverse sono state le dinamiche che hanno giocato dall’inizio dell’anno a favore dei mercati emergenti, tuttavia i fattori determinanti sono riassumibili in tre aspetti:

  • Miglioramento degli indicatori macroeconomici dei mercati emergenti
  • Stabilizzazione dei prezzi delle materie prime
  • Approccio sotf della FED all’aumento dei tassi

Benché tutti e  tre i fattori  abbiano favorito la ripresa delle economie emergenti senza dubbio la cautela della Fed sull’aumento dei tassi ha giocato un ruolo fondamentale.

Sai benissimo che i paesi emergenti sono notevolmente esposti sul dollaro americano. È inutile quindi dirti che un indebolimento dello stesso è stato una manna dal cielo per i mercati emergenti! Per un paese che è fortemente indebito in dollari un indebolimento della divisa statunitense significa a parità di debito dover convertire una minore quantità di valuta locale. Per i paesi emergenti si tradurrebbe nei fatti in una diminuzione del debito.

Al contrario, in presenza di un rafforzamento del dollaro i paesi emergenti devono convertire un maggiore quantità di moneta locale. Si registrerebbe quindi un aumento del debito dei paesi emergenti.

Inoltre l’aumento dei tassi d’interesse renderebbe più oneroso il debito.

Mercati emergenti andamento e analisi delle quotazioni

Qui di seguito puoi notare il grafico che esprime l’andamento dell’indice Msci Emerging in dollari che sintetizza l’andamento dei mercati emergenti nel loro insieme nell’ultimo decenni.

grafico indice mercati emergenti

grafico indice mercati emergenti

I punti salienti:

  • I mercati emergenti registrano un tonfo nel 2009 a causa della crisi dei mutui subprime iniziata l’anno precedente negli USA.
  • Fine 2011. I mercati emergenti pagano la crisi del debito sovrano scoppiata in Europa. L’ondata di panico spinge gli investitori a scappare da tutte le economie ritenute a rischio debito. Gli investitori in generale riducono l’esposizione a tutto ciò che può essere percepito come rischioso. L’oro, bene rifugio per eccellenza, schizza ai massimi!
  • Metà 2013. L’indice registra una forte correzione a causa delle parole del presidente della FED. Bernanke lascia intuire l’inizio della fine della politica monetaria accomodante che avrebbe portato ad un potenziale rafforzamento della divisa a stelle e strisce.
  • Dal 2013 alla metà del 2015 inizia una fase di forte lateralità dei mercati emergenti. Si alternano mercati rialzisti e correzioni più o meno forti. Chi ha investito nel periodo considerato ottiene a metà un 2015 un rendimento quasi nullo.
  • Inizio 2016. Il mercato continua la discesa iniziata da metà del 2015. Il mercato tracolla e l’indice raggiunge livelli toccati nel 2009. La causa principale è da ricondurre al crollo del prezzo del petrolio e alla debolezza delle commodity. Le materie prime rappresentano la principale fonte di ricchezza dei mercati emergenti.
  • Inizio 2017. Le ipotesi di una stretta monetaria meno accomodante dal parte della FED per contrastare le politiche economiche e fiscali espansive ipotizzate da Trump si affievoliscono. Le condizioni macro dei paesi emergenti migliorano e il prezzo delle commodity si stabilizza. Aspetti che favoriscono i mercati emergenti. L’indice riparte e continua il trend rialzista iniziato nella prima metà del 2016. Nei primi mesi 4 del 2017  realizza un guadagno del 17%!

 

Mercati emergenti che fare? Conviene investire? 

Tu che hai avuto la costanza e l’interesse di leggere l’articolo fino a questo punto hai un’idea più chiara di ciò che è successo ai mercati emergenti nell’ultimo decennio.

Sono sicuro che adesso ti starai chiedendo come mettere a frutto questo bagaglio di conoscenze. E la domanda che aleggia nella tua mente è “mercati emergenti cosa fare?”.

I paesi emergenti stanno vivendo un momento positivo. E allo stato attuale le prospettive per i mercati emergenti sembrano ancora favorevoli.

Cosa significa tutto questo?  Che se operi in un’ottica di diversificazione globale i mercati emergenti non dovrebbero mancare.

Aspetta, aspetta…. prima di correre ad investire sui mercati emergenti è necessario fare alcune riflessioni.

Nel paragrafo precedente in cui abbiamo ripercorso gli ultimi 10 anni dell’indice dei paesi emergenti sicuramente ti sarai accorto che l’andamento di questo mercato è fortemente influenzato da fattori esterni quali l’andamento delle commodity, quotazione del dollaro, crisi del debito sovrano paesi avanzati ecc. ecc.

Questo significa che anche quando le cose sembrano andare per il verso giusto all’improvviso possono presentarsi eventi anche esterni che ne possono stravolgere l’andamento.

Con questo voglio dirti di non farti prendere dall’entusiasmo e di operare sempre con la dovuta cautela. Il nemico è sempre in agguato.

I mercati emergenti vengono percepiti come mercati “precari” per cui anche in condizioni favorevoli il verificarsi di eventi potenzialmente avversi è sufficiente a scatenare improvvise ondate di vendita.

Tutto questo si racchiude nel concetto statistico di scarto quadratico medio, o deviazione standard o volatilità. Se leggi qualche report finanziario sicuramente questo ultimo termine ti è più familiare.

L’indice Msci Emerging presenta una maggiore volatilità rispetto dagli indici dei mercati più avanzati.

Come investire nei mercati emergenti?

Chiarite le opportunità e soprattutto i rischi cui ti esponi investendo sui mercati emergenti resta da capire quali siano gli strumenti più validi in cui investire.

Esistono diversi etf emergenti. Ma fai attenzione a scegliere quello giusto non tutti hanno dato risultati positivi in questo periodo.

Il fatto che alcuni abbiano reso meno è perché investono in specifiche economie emergenti o solo in azioni che rispettano alcune caratteristiche.

Devi sapere che con il termine mercati emergenti si intende un insieme variegato ed eterogeneo paesi, sia in termini di dimensione economica che di possibilità di sviluppo.

Ad esempio all’interno dei mercati asiatici si distinguono economie come la Cina che ha una popolazione di miliardi di persone e realtà più “piccole” come le “tigri asiatiche” cioè Corea del Sud, Malaysia, Indonesia, Thailandia, Taiwan.

Do per certo che se adesso potessi parlarmi di chiederesti: “ma…allora dove investire nei mercati emergenti?”

Se non sei esperto il consiglio è di investire su un etf globale. Ovvero che presenti al suo interno la maggior parte dei paesi emergenti. In questo modo eviti di esporti a realtà specifiche.

Inoltre, tieni presente che spesso i tassi di cambio di queste economie subiscono forti ed improvvise oscillazioni. A volte sono talmente consistenti che “annullano” il guadagno messo a segno dall’indice azionario.

Qui di seguito trovi alcun etf mercati emergenti globali che replicano l’indice Msci Emerging elencati in ordine di costi di gestione:

Tutti e tre gli etf sono ad accumulazione. Quindi prevedono un reinvestimento dei dividendi. Se per qualche ragione necessiti di dividendi periodici puoi investire in un etf a distribuzione. In questo caso però l’offerta è limitata. A borsa italiana se sono quotati solo 2:

Adesso hai tutti gli strumenti per operare sui mercati emergenti. Ti ricordo però di farlo con molta cautela. Se però non vuoi accontentarti e vuoi ottenere rendimenti da vero professionista dai uno sguardo qui!

Buon investimento,

Roberto Donzelli

2 Comments
  • Educazione Finanziaria
    Set 4,2017 at 18:20

    Investire porta con se sempre dei dubbi. L’importante è avere una strategia e dati concreti a supporto.

  • Anonimo
    Set 4,2017 at 17:22

    Ma nutro forti dubbi

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