Perché le gestioni passive sono la migliore scelta per i tuoi investimenti

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Il dibattito tra le gestioni passive e la gestione attiva è sempre molto aperto. Un argomento che interessa molti operatori, investitori, accademici ed analisti.

Da un lato ci sono coloro che sostengono che una gestione attiva, affidata ad un buon gestore ben selezionato e con un ottimo storico, può portare a risultati migliori rispetto ad un semplice ETF o ad un fondo indice.

Dall’altra, invece, c’è chi sostiene che i manager del risparmio gestito non aggiungono alcun valore e mediamente i rendimenti delle gestioni attive non riescono a battere una strategia passiva.

Chi ha ragione? Oggi te lo spiegherò.

Gestioni passive e gestioni attive: chi ha ragione?

Gestione attiva contro gestione passiva! Chi ha ragione?

Da un punto di vista teorico, le due affermazioni indicate prima sono entrambi giuste.

Infatti, è vero che alcuni manager riescono effettivamente a battere il mercato anche dopo i costi e le spese. Quindi, selezionando bene il singolo gestore si può effettivamente battere il mercato.

Al tempo stesso, mediamente i gestori non battono il mercato, anzi solo un piccola percentuale ci riesce. Quindi, le probabilità di selezionare uno dei gestori vincenti sono piuttosto basse e la strategia passiva è quella che offre maggior sicurezza.

Proprio per quest’ultimo motivo io sono un sostenitore della gestione passiva e perché operare con ETF per l’investitore comune è la scelta migliore.

Non solo, ma anche selezionando un gestore attualmente valido, c’è il rischio che non lo sia più nel corso degli anni.

Ad esempio, ecco cosa ci dice una ricerca effettuata per il periodo 2000-2016.

Nel comparto USA Large Cap, selezionando i gestori che nei tre anni precedenti avevano battuto il mercato, solo il 34% di questi riuscì a confermarsi anche nell’anno successivo, solo il 13,62% nei due anni successivi e solo il 5% nei tre anni successivi.

Non so se mi sono spiegato! Anche selezionando i gestori con uno storico vincente, dopo tre anni solo il 5% di questi è riuscito a mantenere la performance.

Su altri comparti, come Small Cap USA, azionario internazionale, ecc… i dati non sono molto diversi.

Perché le gestioni passive sono la scelta migliore

Ti ho già scritto in passato perché la gestione attiva non è una buona scelta. I gestori sono infatti coloro che fanno gran parte dei volumi. Loro sono il mercato.

Quindi, se uno o più gestori attivi aggiungono valore battendo il mercato di 5 punti percentuali, ci saranno uno o più gestori che distruggeranno valore sottoperformando per lo stesso importo.

La media sarà quella del mercato e, una volta calcolate le spese di gestione, il risultato sarà inevitabilmente inferiore alla media.

A dire il vero, ci sono dei comparti dove le differenze gestione attiva e passiva sono favorevoli alle prime. Si tratta di mercati inefficienti e di frontiera, dove un buon gestore può sfruttare gli errori di molti operatori individuali. Si tratta di alcuni Paesi emergenti o di alcuni settori oppure small cap sempre di Paesi Emergenti.

Ma, complessivamente, parliamo di casistiche ridotte. Man mano che aumenta l’efficienza dei mercati azionari e finanziari, sarà sempre più difficile per un gestore battere il mercato.

Il fai da te non è una buona alternativa alle gestioni passive!

E il fai da te? Beh, non c’è dubbio che “l’uomo della strada” ha dei vantaggi rispetto ad un gestore. Tuttavia, è anche mediamente meno esperto e il rischio di fare errori è notevole. Inoltre, per battere di qualche punto il mercato è richiesto un grande lavoro ed un grande impegno.
Una cosa di cui si era accorto anche Benjamin Graham già alla fine degli anni ’60. Tanto che il maestro di Warren Buffett suggeriva un portafoglio diversificato di large cap USA (oggi sarebbe un ETF su S&P500) nell’ambito di un’asset allocation ben ripartita tra azioni ed obbligazioni.

Insomma, anche a fine anni ’60, quando ancora non c’erano gli ETF, gli osservatori più accorti avevano percepito la superiorità delle gestioni passive.

Fare tutto il difficile lavoro per battere il mercato ha quindi senso se relativo a grandi somme o per molte persone. Come facciamo noi all’interno di CRESCITA & RENDIMENTO, che dal 2012 è riuscito a battere l’indice MSCI World. Proprio in questi giorni abbiamo riaperto le iscrizioni ad un prezzo fortemente scontato. Non perdere questa occasione!

Buon investimento

2 pensieri riguardo “Perché le gestioni passive sono la migliore scelta per i tuoi investimenti

  • 6 ottobre 2017 in 08:43
    Permalink

    Nonostante questi evidenti dati siano sotto gli occhi di tutti, la tendenza ad affidarsi alla “gestione attiva” è preferita dalla maggior parte delle persone, dal punto di vista strettamente pratico pratico, che delegano ciecamente agli altri le loro sorti economiche (patrimoni)………non è un caso infatti che l’italia abbia scarsa cultura finanziaria rispetto ad altri paesi europei, e per di più le persone non la cercano proprio ahimè…..
    Siamo poi il paese delle banche e questo anche è tutto dire………..
    La cultura crea sempre valore e questo sito lo dimostra…anche con i risultati!!!
    un saluto

  • 6 ottobre 2017 in 10:46
    Permalink

    Grazie Alex del suo feedback!

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