Investire in modo sostenibile è una buona strategia?

investire in modo etico

Investire in modo sostenibile è un tema che sicuramente interessa molti. Probabilmente interessa anche a te!

Cosa vuol dire, però, investire in modo sostenibile? E’ una scelta che paga anche in termini di rendimento?

Oggi ti parlerò di questo tema e, soprattutto, di ETF sostenibili. Si tratta di un trend che sta diventando molto importante a livello internazionale e quindi vedremo se è il caso di perseguire questa strategia.

Investire in modo sostenibile: aumenta l’offerta di ETF sostenibili

L’investimento sostenibile può voler dire molte cose. Spesso si parla di investire sostenibile limitandosi a specifici settori come ad esempio le energie alternative.

In realtà ci sono indici che raccolgono al loro interno aziende che rispondono a specifici parametri relativi all’ambiente, al sociale e alla governance. Si tratta dei così detti indici ESG (Environmental, Social, Governance).

Naturalmente, l’industria degli ETF non ha snobbato questo comparto. Attualmente sono quotati in America ben 20 ETF sostenibili, i quali gestiscono 4.2 miliardi di dollari di asset.

Insomma, un segmento ancora piccolo ma abbastanza interessante. Soprattutto, un segmento in crescita considerando che si tratta di un tema molto importante per i “millennials”, che a loro volta sono una fascia di età dove l’investimento in ETF riscuote un enorme successo.

Negli USA uno degli ETF più grandi è lo Ishares MSCI KLD 400 Social, che ha alle spalle qualche anno di storia.

Dei 20 ETF quotati negli USA, infatti, 17 sono stati lanciati di recente e hanno quindi poco storico. Questo ci porta a parlare di rendimenti.

Investire sostenibile porta a buoni rendimenti?

Il fatto che molti ETF sostenibili siano stati lanciati di recente rende molto difficile valutare la qualità delle performance.

L’ETF Ishares MSCI KLD 400 Social sopra menzionato è riuscito a tenere il passo dell’S&P500. Ecco di seguito il grafico:

investire in modo sostenibile grafico

Però non tutti gli ETF sostenibili mostrano queste performance. Soprattutto quelli focalizzati su singole industrie recentemente hanno fatto peggio dell’indice.

Alcune ricerche empiriche mostrano che gli investimenti sostenibili non mostrano una particolare capacità di generare alpha positivi.

In generale, si tratta di un investimento ancora da scoprire.

Conclusione: conviene investire in modo sostenibile?

Personalmente l’investimento sostenibile ha ancora poco storico alle spalle. Quindi, il mio consiglio è che se proprio volete fare un investimento etico dedicate solo una parte ridotta del vostro portafoglio, non più del 5%.

In Italia non c’è molto se non ETF settoriali, che comunque io sconsiglio di acquistare solo per il fatto di essere “etici”. Se il settore in questione non ha una fase favorevole, c’è il serio rischio di avere una sottoperformance.

Recentemente BNP Paribas ha quotato l’ETF Easy MSCI KLD 400 US SRI UCITS ETF D EUR (ISIN: IT0005215709) che ha lo stesso sottostante dell’ETF Ishares quotato negli USA. Ma si tratta comunque di un ETF con pochi volumi a Milano e tutto da verificare.

Sicuramente con l’aumento della domanda di questo genere di ETF anche l’offerta progressivamente aumenterà. Tuttavia, tieni sempre presente i rischi di sottoperformance e non esagerare con l’esposizione.

Buon investimento.

2 pensieri riguardo “Investire in modo sostenibile è una buona strategia?

  • 11 gennaio 2018 in 21:32
    Permalink

    Non ho ben compreso, se il consiglio di evitare gli etf settoriali era riferito all’articolo e quindi agli eft sostenibili, oppure a tutti gli Etf settoriali quotati da borsa italiana. Questo anche perchè a meno di scegliere ETC, mi sembra nei settoriali ci siano ETF anche di settori strategici di commodities come oro, petrolio ed energia.
    Articolo molto interessante cmq, su un argomento ancora poco affrontato da siti di consulenza indipendente.
    saluti

  • 12 gennaio 2018 in 12:51
    Permalink

    Buongiorno Alex. Il suggerimento è in generale quello di non esporsi troppo ad ETF etici solo per il fatto di essere appunto etici, siano essi settoriali o generali. Sui settoriali, il consiglio non è di evitarli a priori ma di studiare bene le prospettive del settore e non sceglierli sono perché sono di un settore etico/sostenibile.

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