Investire in India, ci sono opportunità in questo momento?

investire in India

Uno dei modi migliori per prendere posizione sui mercati emergenti è investire in India. Un Paese che sta acquisendo sempre più importanza e ancora di più ne avrà in futuro.

Oggi ti illustrerò quali sono i punti forza di questo Paese e anche i rischi di un investimento in India.

Iniziamo subito.

Investire in India, che Paese abbiamo di fronte?

L’India è una delle economie mondiali in maggiore sviluppo.

Nel 2019 (ma forse già nel 2018) la crescita del PIL dovrebbe superare i ritmi cinesi. Negli anni passati l’India ha registrato tassi di crescita tra il 5% e il 6%.

La popolazione è in rapido aumento. Già oggi è al secondo posto al mondo come numero di abitanti dopo la Cina, che dovrebbe comunque superare nel 2050, quando si stima che raggiungerà 1,6 miliardi di abitanti.

Abbiamo quindi di fronte un mercato enorme.

A livello economico la diffusa conoscenza della lingua inglese, eredità della colonizzazione britannica, ne fa un importante hub per la delocalizzazione dei servizi. Molto sviluppato, poi, il settore tecnologico ed informatico.

A fronte di questo, comunque, ci sono diversi problemi. Tra questi ti ricordo:

1 – Scarsa liberalizzazione: molti settori sono ancora chiusi alla concorrenza internazionale e persino agli investimenti esteri.

2 – Dazi sull’import molto elevati.

3 – Inflazione molto elevata. Le attese per il 2019 sono per una crescita dei prezzi del 9%.

4 – Corruzione elevata

Conviene investire sul mercato indiano?

Ok, questi sono i dati, ma in definitiva conviene investire sul mercato indiano?

Beh, a livello grafico la situazione non è delle migliori:

investire in India grafico

Come puoi vedere, nell’ultimo anno l’indice MSCI India in euro è stato per lo più laterale, prima di iniziare a partire dall’estate una discesa piuttosto elevata, con una perdita quasi del 20% dagli ultimi massimi.

Nonostante questo andamento non entusiasmante, i multipli del mercato indiano non sono entusiasmanti.

Attualmente l’indice NIFTY 50, l’indice delle 50 maggiori società indiane, ha un P/E poco sotto 25, un dividend yield dell’1,30% circa e una media Prezzo/mezzi propri pari a 3,27. Sono livelli non certo inferiori a quelli americani o europei. E tra i più cari nell’ambito dei Paesi Emergenti.

Quindi si tratta di un mercato non proprio economico.

Di conseguenza, al momento non suggerisco di investire in India prima di vedere una delle seguenti cose:

  • valutazioni più economiche grazie ad un calo delle quotazioni o all’aumento dei profitti
  • un trend rialzista più evidente sul grafico del mercato indiano.

Fino ad allora è il caso di non esporsi troppo su questo mercato oppure farlo investendo nel più ampio comparto Mercati Emergenti, dove l’India ha mediamente un’esposizione intorno al 20% di tutto l’indice.

Buon investimento.

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