Indice di volatilità: cosa ci dice in questo momento?

indice di volatilità

L’indice di volatilità più conosciuto è sicuramente l’indice VIX. Questo indice misura le aspettative di breve termine relativamente alla volatilità sull’indice S&P500.

Si tratta di un indice estremamente seguito dagli investitori sia individuali, sia professionisti ed istituzionali.

L’indice di volatilità VIX, quindi, non ci da informazioni sulla volatilità di un titolo o sulla volatilità di portafoglio, bensì la volatilità di un indice, e per la precisione l’indice S&P500, il più importante al mondo.

L’indice di volatilità nei primi mesi dell’anno.

Vediamo subito il grafico dell’indice di volatilità VIX degli ultimi anni:

sc (1)

Come vediamo, l’indice VIX da luglio 2015 ad oggi è sceso costantemente, passando da oltre 40 di picco fino a circa 15.

Non solo! L’indice è stato negli ultimi 2 anni normalmente tra 12,5 e 20 circa, ma nella prima parte del 2017 si è mosso tra quota 10 e quota 12,5.

Un livello molto basso rispetto alla media storica.

Ma cosa vuol dire, in concreto, un indice di volatilità VIX così basso?

Semplice, significa che l’indice S&P500 a cui si riferisce è stato poco volatile. Vediamo, infatti, la situazione dell’S&P500:

sc

Come vediamo, nel 2017 l’indice è salito costantemente o è rimasto stabile e poco mosso. La correzione più profonda ha raggiunto un 2% circa. Questa è più una volatilità da mercato obbligazionario che non da mercato azionario ed è una cosa storicamente inusuale.

Indice di volatilità e futuro: cosa possiamo aspettarci?

Per il futuro è difficile fare previsioni, ma di certo una volatilità così bassa non potrà durare. Quindi una cosa è abbbastanza certa, la volatilità aumenterà.

Qualcuno potrebbe pensare che questo voglia dire che il mercato sia destinato a scendere. Questa è la supposizione più logica. C’è, in effetti, una certa correlazione tra volatilità e timing del mercato.

Tuttavia, questo non è così scontato.

Ricorda quanto ti ho detto all’inizio, l’indice di volatilità riguarda le aspettative di breve termine.

Questo vuol dire che l’aumento di volatilità potrebbe realizzarsi con dei piccoli cali iniziali e poi un successivo recupero.

Inoltre, il rialzo successivo potrebbe materializzarsi con una serie di rialzi e ribassi e un relativo aumento della volatilità.

Quindi, ricapitolando:

  • la volatilità è destinata ad aumentare
  • questo potrebbe portare ad un calo dei mercati
  • tuttavia, ciò non è così scontato e a fronte di un aumento del “nervosismo” potrebbe comunque esserci un aumento dei prezzi, pur con alti e bassi.

Come vedi, non ci sono certezze, se non il fatto che devi prepararti ad una maggiore volatilità. Quindi nervi saldi, pochi “colpi di testa”, mantieni ferma la tua asset allocation e su singoli titoli metti sempre delle stop-loss per evitare che le perdite diventino prima o poi eccessive.

Buon investimento.

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