FTSE Small Cap: un’alternativa per investire sul mercato italiano

ftse small cap

Il mercato italiano negli ultimi 10 anni è stato uno dei peggiori a livello mondiale. Questo considerando la performance dell’indice generale FTSE MIB.

Questo però non è l’unico indice. Infatti, il mercato italiano oltre alle sue Blue Chip ha anche molte società di piccola e media dimensione.

Oggi ti parlerò di un’alternativa all’indice delle grandi società e cioè dell’FTSE Small Cap, l’indice italiano small cap.

Cos’è il FTSE Small Cap?

Ma in cosa consiste questo indice?

Si tratta di un indice che raccoglie decine di società di piccola capitalizzazione. Complessivamente, le società dell’indice rappresentano circa il 4% della capitalizzazione del listino italiano e l’1% degli scambi giornalieri.

Quindi l’impatto di queste aziende sull’intero listino è molto basso. Inoltre, il peso degli scambi è 1/4 della capitalizzazione complessiva. Questo significa che la liquidità delle società dell’indice è inferiore rispetto alla media del mercato italiano.

Del resto, questo non deve sorprendere, visto che parliamo di un indice di società appunto a piccola capitalizzazione, la cui proprietà è spesso poco frammentata e saldamente in mano ad una famiglia o a pochi azionisti.

Per quanto riguarda la composizione ftse italia small cap, le società sono oltre un centinaio. Molte di queste non sono molto note ai non addetti ai lavori. Tra le più famose troviamo Sogefi, Stefanel, Il Sole 24 Ore, le società di calcio Roma e Lazio, Mondadori, Tiscali, RCS, Pininfarina e Piquadro.

Ma come si è comportato questo indice negli anni?

FTSE Small Cap: che performance?

Ho scritto in passato che sul mercato italiano l’indice generale FTSE MIB non è la migliore scelta. Infatti, non è l’indice più performante.

Detto questo, anche l’indice delle piccole capitalizzazioni non ha brillato particolarmente.

Come puoi vedere dal grafico qui sotto, su un orizzonte di cinque anni è riuscito a fare solo leggermente meglio dell’indice generale:

ftse small cap grafico

Non solo, ma nell’ultimo anno l’indice ha perso quasi il 23%, mentre le blue chip italiane poco più del 13%. Una bella differenza.

Il problema è che tra le società dell’indice ce ne sono molte poco contendibili, altre facilmente manipolabili e molte che, a causa della piccola dimensione, sono anche poco competitive rispetto alla concorrenza.

In proposito, tra le peggiori dell’anno troviamo Mondadori, Safilo, Trevi e Astaldi.

Poi, naturalmente, ci sono anche molti “gioiellini”. Ad esempio, negli ultimi cinque anni società come Basicnet, Cembre o La Doria hanno dato ai loro azionisti performance superiori al 100%.

Per coloro che vogliono fare stock-picking su questo indice, un modo per separare i titoli buoni da quelli meno buoni è selezionare le società dell’indice ftse small cap che appartengono anche allo STAR.

Quest’ultimo indice richiede, per appartenervi, condizioni stringenti soprattutto in materia di trasparenza, liquidità e corporate governance. Comprende società dell’ftse small cap e dell’ftse medium cap. Quasi tutte le small cap che appartengono anche allo STAR sono state particolarmente generose in termini di redditività per gli azionisti.

In ogni caso, considera sempre che si tratta di società molto piccole e volatili, quindi limita la tua esposizione complessiva di portafoglio.

Buon investimento.

2 pensieri riguardo “FTSE Small Cap: un’alternativa per investire sul mercato italiano

  • 5 dicembre 2018 in 17:34
    Permalink

    Post molto interessante
    Direi quindi di puntare direttamente su titoli inclusi nello Star

  • 5 dicembre 2018 in 20:28
    Permalink

    Se uno vuole fare stock picking sul mercato italiano meglio andare a pescare lì.

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