Dollaro ancora forte

Nell’ultima settimana, il dollaro è tornato nuovamente forte
contro l’euro. I problemi relativi alla Grecia e il taglio del
rating del Portogallo da parte dell’agenzia Fitch hanno
nuovamente indebolito la valuta europea.

Come sapete, da diverso tempo scrivo che il dollaro, a mio
avviso, è destinato ad apprezzarsi in questo 2010. Gli elementi
macroeconomici che stanno emergendo ora stanno contribuendo
sicuramente, ma personalmente ritengo che l’origine del ribasso
sia l’eccessiva valutazione raggiunta negli anni scorsi.

Praticamente per tutto l’ultimo decennio, l’euro è salito contro
il dollaro. Ma quali erano, essenzialmente, i motivi di questo
rafforzamento?

L’economia europea dagli anni ’90 si è sicuramente ristrutturata,
ma è difficile dire che sia strutturalmente più solida di quella americana.

E’ sicuramente vero che gli alti deficit commerciale e fiscale degli USA
hanno contribuito ad indebolire il dollaro, ma anche l’Europa su questo
fronte non è certo perfetta. Dal punto di vista delle partite commerciali,
la forza europea dipende essenzialmente dall’elevato surplus della Germania.
Ma altri paesi come la Spagna e l’Irlanda avevano ed hanno bilance
commerciali fortemente passive, forse anche più di quelle americane.
E relativamente all’aspetto fiscale, è vero che negli ultimi anni il deficit
americano è peggiorato moltissimo, ma i debiti pubblici di diversi paesi
europei (Italia in primis) sono molto più elevati di quello USA.

In ogni caso, c’è da tenere presente che al picco del cambio euro/dollaro,
la divisa europea si era apprezzata di oltre il 60% rispetto al precedente
minimo. In ambito valutario e, soprattutto, nei rapporti tra valute delle
due più grandi ed importanti aree economiche del mondo, una variazione
del 60% è moltissimo.

Pertanto, l’euro si presentava estremamente sopravvalutato e, personalmente,
ritengo che resti sopravvalutato anche in questo momento.

La prima ondata di rialzo del dollaro c’è stata, ma ora potrebbe partire
la seconda.

Credo che un investimento in titoli che traggono profitto dal rialzo del
dollaro, in questo momento, dovrebbe essere dentro ogni portafoglio.

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