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Crollo borse: qualcuno già sapeva! Ecco chi e quanto hanno risparmiato!

crollo borse mondialiL’ennesimo crollo borse mondiali ci pone dinanzi al solito interrogativo: qualcuno già sapeva? Era possibile evitare di incappare in questo brutto tracollo? Era già previsto un crollo dei mercati finanziari in questa prima parte del 2020?

Il dubbio non è venuto ad un gruppo di risparmiatori “complottisti”. Bensì al Wall Street Journal, che ha analizzato più di 4.000 comunicazioni inviate all’autorità di controllo dei mercati americani (Sec) nel periodo tra febbraio e marzo 2020. Scopriamo insieme la verità!

Crollo borse 2020: un’analisi del Wall Street Journal rileva che in molto già sapevano (?)

L’analisi condotta dall’autorevole giornale finanziario americano ha rilevato che alcuni top manager sono riusciti a vendere le azioni prima del crollo delle borse!

Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, agli inizi di marzo ha venduto azioni della sua stessa società per 3,4 miliardi di dollari, pari a circa il 3% della sua partecipazione. In questo modo è riuscito ad evitare una perdita di circa 300 milioni di dollari.

Un caso? Non proprio!

Anche Larry Fink, presidente, Ceo e co-fondatore di BlackRock, la maggior società del risparmio gestito del mondo, ha venduto azioni proprie pari a 25 milioni di dollari il 14 febbraio, scongiurando una perdita potenziale di 9,3 milioni.

Lance Uggla, ceo di IHS Markit, società di dati e analitica, il 19 febbraio ha venduto azioni della sua azienda per 47 miliardi di dollari.

Ed ancora, Marc Rowan, co-fondatore e direttore di Apollo Global Management, tra febbraio e inizio marzo ha venduto 99 milioni di dollari di azioni, scansando perdite potenziali per circa 40 milioni.

Ma non finisce qui! L’analisi ha rilevato che sono stati oltre 150 i top manager che hanno venduto, tra l’inizio di febbraio e il 20 marzo, azioni delle proprie società quotata in Borsa, per almeno un milione a testa!

Crollo borse, top manager, notizie privilegiate!

A leggere questi dati viene da storcere indubbiamente il naso! Più indizi, e qui ci sono, fanno una prova! Sembrerebbe che alcuni pezzi grossi del mondo degli affari hanno accesso ad informazioni privilegiate. Grazie a queste soffiate sarebbero in grado di uscire dal mercato poco prima di un pesante crollo!
A ben vedere il quotidiano finanziario rileva che tra febbraio e marzo molti topo manager tendono a vendere quote delle proprie società!
La cosa “strana” è che stavolta i manager hanno venduto tra febbraio e marzo un 30% in più di quote rispetto a quanto avvenuto nello stesso periodo degli ultimi due anni!

Notizie privilegiate: la nostra opinione

I dati passati in rassegna onestamente più di qualche dubbio lo fanno venire! Tuttavia dobbiamo porci un domanda molto semplice. Se alcuni manager avessero avuto accesso a notizie privilegiate, perché limitarsi a vedere una bassa percentuale delle quote detenute?

Per non dare “nell’occhio”?! Forse! Ma è anche verosimile che cedere quote che al  di sotto del 50% del proprio patrimonio non ha grande senso in termini di riduzione delle perdite.

Immagina di avere un portafoglio dal valore di 10.000 euro e che qualcuno ti dica che tra qualche giorno il mercato azionario crollerà e tu vendi il 5% delle azioni, ovvero 500 euro!

Qual è l’effettivo vantaggio di aver fatto un’operazione del genere? Praticamente nulla, resterai esposto al mercato azionario per 9.500 euro! Quindi significa che se il mercato crolla del 50% risparmieresti una perdita potenziale di 250 euro, anziché 500 euro!

Mmmmh! Non mi sembra proprio una mossa geniale! Certo meglio recuperare qualcosa che nulla! Ma capisci bene che se avessi notizie certe sul futuro del mercato, di certo non ti limiteresti a vedere una quota così piccola!

Inoltre, visto che siamo sui mercati da oltre 10 anni, che si può guadagnare in borsa anche senza ricorrere a presunte notizie privilegiate!

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Buon investimento!

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