Le crisi finanziarie nella storia degli anni 2000

crisi finanziarie nella storia 2000

Venerdì abbiamo passato in rassegna le maggiori crisi finanziarie nella storia del ‘900.

Oggi chiudiamo il cerchio raccontando le maggiori crisi finanziarie nella storia degli anni 2000. Queste crisi sono state essenzialmente 2. Che, comunque, in 17 anni non sono poche.

La prima delle crisi finanziarie nella storia del nuovo millennio

Gli anni ’80 e ’90 del ‘900 registrarono il più lungo e forte Mercato Toro della storia borsistica. Nell’aprile 1982 l’indice USA S&P500 quotava 109 punti ed arrivò nel 2000 al massimo di quasi 1.500 punti. Nello stesso periodo, il Nasdaq passò da 184 punti nel 1982 a quasi 4.000 punti nel 2000.

Il Nasdaq era cresciuto molto più dell’S&P500 (che pure fece una performance eccezionale) perché da metà anni ’90 una vera e propria febbre contagiò gli investitori americani, europei e, in genere, di tutto il mondo e si concentrò soprattuto nel settore tecnologia.

Le storie di azioni sconosciute che arrivarono a capitalizzare miliardi a fine anni ’90 erano all’ordine del giorno. Molte di queste aziende, di fatto, non producevano nulla. Eppure, capitalizzavano più di FIAT, General Motors ed altri colossi dell’industria mondiale. Allo stesso modo, bastava che un’azienda della “old economy” annunciasse un progetto internet o anche solo aprisse un sito  e subito registrava rialzi enormi in Borsa.

Tutto questo fu favorito anche dalla diffusione di internet e del trading on-line. Per la prima volta, con poca spesa anche l’uomo della strada poteva fare trading con un click e avere a disposizione grafici e informazioni che fino a pochi anni prima erano disponibili solo per i professionisti.

Ad un certo punto il governatore FED Greenspan provò ad aumentare i tassi. Inoltre, gli investitori iniziarono a perdere un po’ di euforia quando i tassi di espansione attesi sulle nuove aziende tecnologiche non si materializzarono. L’attentato alle Torri Gemelle del 2001 fece il resto.

Il mercato americano e quelli del resto del mondo crollarono per quasi 3 anni di seguito (pur tra notevoli oscillazioni e con diversi settori in controtendenza).  L’S&P500 rivide i valori del 2000 solo nel 2007, mentre il Nasdaq addirittura nel 2014.

La seconda delle maggiori crisi finanziarie nella storia: il 2008

Il 2008 è stata la seconda tra le maggiori crisi finanziarie nella storia dopo il 1929. Le radici affondano però nello scoppio della bolla dei primi anni 2000.

Infatti, per reagire alla crisi di inizio 2000 la FED mandò i tassi ai minimi storici quasi immediatamente. Questo ebbe un buon effetto sul mercato azionario, che tra il 2003 e il 2007 raddoppiò (S&P500).

Ma soprattutto, ebbe effetto sul mercato immobiliare. Le banche USA (e non solo) per espandere i loro bilanci e i loro profitti, orfani in parte degli utili derivanti dai servizi di trading di fine anni ’90, iniziarono a concedere mutui praticamente a tutti. Anche a coloro che non avevano merito creditizio.

Questi mutui venivano poi “impachettati a migliaia” dentro un veicolo societario. A questo punto il veicolo, corredato delle necessarie garanzie e certificazioni di revisori e agenzie di rating, usava questa massa di mutui come collaterale per obbligazioni emesse e collocate con giudizio investment grade. Il tutto, spesso, con leve notevoli.

Quando la FED iniziò ad aumentare i tassi il giochino si incrinò. I primi debitori mancarono le rate e i veicoli iniziarono ad essere insolventi, facendo saltare il leverage.

Il risultato fu il fallimento di banche intere, culminata con quella di Lehman Brothers, il più grande fallimento bancario della storia. Interi Paesi come l’Irlanda, dove la bolla immobiliare e bancaria aveva un peso notevole sull’economia, furono vicini al default. Anche AIG, il più grande assicuratore al mondo al tempo, fu ugualmente vicina al default e si salvò grazie ad una nazionalizzazione ed un prestito FED di 85 miliardi di dollari, successivamente esteso a 182 miliardi dal Tesoro americano.

La situazione fu salvata da un grosso intervento delle banche centrali. In particolare, la FED, che garantì tassi a zero e liquidità illimitata, comprando direttamente le obbligazioni a rischio. Anche il governo impegnò i fondi federali per il piano TARP a sostegno del sistema finanziario.

Cosa possiamo imparare dalle maggiori crisi finanziarie nella storia?

Ora, abbiamo visto le principali crisi finanziarie nella storia degli anni 2000 e venerdì quelle del ‘900. Quali sono gli elementi comuni a tutte queste crisi?

Io ne vedo diversi:

  1. La crisi è stata preceduta da alti livelli di euforia e speculazione
  2. La crisi è stata preceduta da bassi tassi di interesse, spesso tenuti a quei livelli in modo artificioso dalle banche centrali
  3. Collegata al punto 2, la crisi è stata quasi sempre preceduta da un’elevata espansione del credito e, di conseguenza, da un livello di leverage elevato nell’economia reale o nelle operazioni di Borsa
  4. Nei primi periodi della crisi c’è stata una riduzione del tasso di espansione del credito ed un aumento dei tassi di interesse

Queste sono state quasi delle costanti nelle fasi iniziali delle diverse crisi finanziarie nella storia.

Oggi abbiamo questi elementi?

No, non ancora. Quantomeno non tutti.

La speculazione borsistica non è ancora elevata. Soprattutto, non ha contagiato il “parco buoi”, che dopo i colpi del 2000 e del 2008 ha ancora paura ad investire in Borsa.

Naturalmente sappiamo tutti che i tassi sono ai minimi storici, ma il credito bancario e le operazioni a leva non sono ancora a livelli “euforici”. Anzi le banche, ancora alle prese con lo smaltimento dei problemi del 2008, sono più selettive nella concessione di finanziamenti per l’economia reale.

Infine, i tassi hanno avuto dei piccoli aumenti, ma sono ancora molto bassi.

Non voglio dire che non ci siano rischi. Una buona parte dei profitti in Borsa sono già stati fatti. Ma prima che tutto finisca, credo che dobbiamo ancora vedere la fase finale della crescita dei mercati.

Magari questa fase ci sarà nel 2018, prima che la terza delle crisi finanziarie nella storia del nuovo millennio arrivi.

Buon investimento.

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