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Criptovalute e influencer, binomio non sempre vincente

criptovalute influencer

“Vi piacciono le criptovalute?” Questo è quello che ha chiesto Kim Kardashian in un post su Instagram la scorsa estate. Un post che ha attirato l’attenzione dei suoi 250 milioni di follower su una nuova moneta nota come EthereumMax.

Il post della star della reality TV potrebbe aver fatto la storia del mercato finanziario con la sua portata, superando le promozioni di criptovaluta e le sponsorizzazioni di dozzine di altre celebrità famose. Ma una settimana dopo il messaggio, i token avevano perso il 70% del loro valore. Il prezzo non ha mai recuperato.

Gli influencer parlano sempre più spesso di criptovalute!

Ormai sappiamo tutti cosa sono le criptovalute. Ma in pochi si stanno rendendo conto dei numerosi rischi che comporta questo mondo di monete digitali di ultima generazione.

“Il settore emergente delle criptovalute è purtroppo afflitto dai cosiddetti influencer, che promuovono investimenti incredibilmente rischiosi per il loro pubblico e i loro fan”, ha affermato John Jasnoch, partner dello studio legale Scott e Scott, che ha presentato il caso class-action su questa questione.

La denuncia, presentata in un tribunale federale degli Stati Uniti all’inizio di questo mese, sostiene anche che gli sponsor di EthereumMax abbiano utilizzato l’afflusso di denaro dei seguaci di Kardashian per vendere una quantità significativa di token con profitto, intascando i loro guadagni prima che il prezzo crollasse.

Di fatto, sempre più investitori retail si basano sulle informazioni non tradizionali. Per informazioni non tradizionali intendo quanto si trova su Reddit o su Instagram.

In questi ambienti digitali, è molto facile lasciarsi trascinare dalle pubblicità incessanti e martellanti sui soldi facili. Ultimamente, gli investimenti sono stati protagonisti di tali pubblicità (azioni, cfd, commodities), sono pubblicizzati come se negoziarli fosse un gioco da ragazzi, ma le cose stanno in modo diverso.

Le ultime arrivate sono state proprio le criptovalute. Ma, appunto, sono solo l’ultima moda di un trend che in questi venti anni ha visto molto altro. Il forex, i CDF, un tempo i futures e i covered warrants.

La promessa ogni volta è la stessa. Non serve essere ricco per diventare ricco. Grazie all’effetto leva, con una piccola somma puoi fare grandi guadagni.

La moda delle Criptovalute

Se le mode sono state molte, c’è da dire che le crypto, come nessun altro asset, hanno avuto un’eplosione totale, andando in alcuni casi a raggiungere quotazioni vertiginose (si pensi al bitcoin, o ad ethereum).

Questa situazione ha dato il via alla nascita di una serie di nuove criptovalute (molte fake, altre con alcune fondamenta logiche). E’ chiaro che essendo le criptovalute nate come “fenomeno antisistema” (concetto che aprirebbe più di un’obiezione vedendo a dove siamo arrivati oggi), hanno avuto un grande appeal un po’ su tutto il mondo retail, soprattutto dei più giovani, che hanno visto in esse una possibilità di guadagno facile.

Ma è davvero così facile riuscire a guadagnare con le criptovalute?

E quali sono i rischi che si corrono?

Criptovalute ed educazione finanziaria

Prima ho scritto che la promessa dei vari sponsor è che non serve essere ricchi per diventare ricchi.

Su questa affermazione posso anche essere d’accordo. Tuttavia, bisogna aggiungere che se non serve essere ricchi occorre, però, essere “educati”. E molto.

In questo caso intendo che serve avere un’adeguata educazione finanziaria.

Perché di “tentatori”, in questo mondo, ce ne sono molti.

Un sondaggio di ottobre della società di ricerca sui consumatori Cardify, ha rilevato che per i detentori di criptovaluta, le celebrità sono una delle principali fonte di informazioni. Quasi il 60% degli intervistati ha fatto riferimento a queste persone di alto profilo per informazioni sulle criptovalute.

Un risultato devo dire abbastanza agghiacciante.

E le celebrità sono diventate una fonte di validità sempre più importante per i token volatili. In un documento pubblicato da EthereumMax ad ottobre, il marchio ha elencato il suo marketing basato su celebrità ed influencer come uno dei principali punti di forza del token.

Siamo quindi arrivati al punto da indicare come forza di un token il numero di celebrità che lo supportano e pubblicizzano. Non importa il background delle celebrità in questione, l’importante è che possano influenzare le masse, e le masse possono far muovere i tokens.

La lunga lista di celebrità ed influencer delle criptovalute

Molti personaggi famosi si sono buttati pubblicamente nella mischia delle criptovalute. Gli attori Matt Damon, Lindsay Lohan e Steven Seagal e il regista Spike Lee hanno partnership importanti in questo campo.

“Sono considerati soldi facili”, ha affermato un dirigente di un’agenzia di marketing di criptovalute, che ha chiesto di non essere nominato, aggiungendo che le sponsorizzazioni sono spesso spinte da agenti di talento che offriranno accordi che includono post di molti dei loro clienti di alto profilo, con cartellini dei prezzi che vanno da decine di migliaia a milioni di dollari.

Mayweather, che ha presentato EthereumMax insieme ad altri marchi sui suoi pantaloncini in un importante incontro a giugno contro la megastar di YouTube Logan Paul, ha dichiarato in un’intervista all’epoca che i loghi da soli hanno fruttato un totale di 30 milioni di dollari.

Il rischio, è che possa accadere quanto accaduto proprio con Kim Kardashian, ossia che si verifichino picchi di volatilità estremi, in cui molti si possono far male, in quanto non esiste una logica precisa che possa far intendere l’andamento dei token.

Purtroppo è un fenomeno in piena espansione ed in continuo mutamento.

Si viaggia velocissimi, escono nuovi token praticamente tutti i giorni e la regolamentazione è in ritardo.
Mentre le autorità di regolamentazione si affrettano a tenersi al passo con il clamore del mercato, i partecipanti al mercato delle criptovalute prevedono che il ruolo dei testimonial famosi non farà che crescere, in particolare data la crescente popolarità dei token non fungibili (NFT).

Ma il bitcoin è cresciuto moltissimo, quindi si guadagna!

 Le prime cryptovalute hanno rappresentato una reale fonte di guadagno per molti investitori, ma hanno anche fatto diverse vittime.

Tuttavia, ora ci stiamo allontanando sempre di più dall’era pionieristica.

Con criptovalute si può guadagnare tanto, e si può perdete tanto, tutto. Come al casinò. La volatilità è spaventosa!

Questo vale per le crypto più famose come Bitcoin ed Ethereum, ma vale molto di più per tutte le altre nate dopo e per tutte quelle che stanno nascendo adesso.

Sia chiaro, non c’è nulla di nuovo, il comportamento umano è sempre lo stesso da centinaia di migliaia di anni. Se non milioni.

Un secolo fa, nei ruggenti anni ’20, si speculava sulle azioni. Alcune di quelle azioni sono diventate colossi stabili e sicuri, adatti per un investimento di lungo termine. Altre sono sparite. Quelle speculazioni ebbero molte vittime.

Con le criptovalute non sarà diverso.

Quindi, ha senso per un investitore allocare una buona parte dei propri risparmi su tali asset?

ASSOLUTAMENTE NO!

Può avere senso investire una piccola parte del proprio patrimonio in Cryptovalute?

Si, anche se sarebbe opportuno farlo attraverso le crypto più famose e che con molta probabilità potranno restare nel tempo. In questa ottica, una piccola quota di Bitcoin e/o Ethereum può anche essere presa in considerazione (lo stanno già facendo anche gli investitori istituzionali).
Ma non oltre il 5% del portafoglio. O più in generale può andare bene investirci ciò che si è disposti a perdere per intero.

Allocare la parte “core” del proprio portafoglio

Venendo invece alla parte CORE dei portafogli degli investitori, è necessario utilizzare altri strumenti. Non si può rischiare di perdere il 70% dei risparmi di una vita dall’oggi al domani perché una ragazza posta qualcosa sui social dando il via ad una catena di eventi imprevedibili.

In questo senso, gli asset più classici sono ovviamente da preferire. Azioni ed obbligazioni, meglio ancora se tramite ETF diversificati e poco costosi. Sono tutti strumenti idonei ad essere inseriti in un portafoglio di lungo termine.

Ovviamente anche in questo caso i rischi ci sono e va usata prudenza.

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Buon investimento

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