Cosa sono gli ETF minimum volatility?

ETF minimum volatility

In un recente articolo ti ho parlato degli ETF multifactor. In tale articolo ti ho parlato dei vari ETF con diverse strategie, come ad esempio ETF value, dividend, equal weight, size, ecc…

Tra le varie strategie dei diversi ETF, un peso importante è dato dagli ETF  minimum volatility, i quali hanno ricevuto una certa attenzione degli investitori.

Oggi ti spiegherò cosa sono questi ETF e che offerta è presente su Borsa Italiana.

ETF minimum volatility: cosa sono?

Gli ETF minimum volatility sono ETF che selezionano e ponderano i titoli di un certo indice sulla base della minore volatilità.

Ad esempio, su un ETF MSCI World minimum volatility (o low volatility) saranno inseriti i titoli che compongono il tradizionale MSCI World, ma con maggior peso di quelli con minore volatilità.

Per capire meglio, ti riporto di seguito i primi dieci titoli per capitalizzazione dell’MSCI World, confrontati con quelli dell’MSCI World Minimum Volatility:

Indice MSCI World

  1. Apple 2,42%
  2. Microsoft 2,40%
  3. Amazon 1,88%
  4. Facebook 1,12%
  5. Alphabet C 0,92%
  6. JP Morgan 0,92%
  7. Alphabet A 0,88%
  8. JNJ 0,84%
  9. Nestlé 0,79%
  10. Exxon 0,76%

Indice MSCI World Minimum Volatility

  1. Swiss RE 1,34%
  2. WasteManagement 1,33%
  3. Nestlé 1,29%
  4. Pepsico 1,16%
  5. JNJ 1,14%
  6. Consolidated Edison 1,14%
  7. McDonald’s 1,14%
  8. NTT 1,04%
  9. Nextera Energy 1%
  10. Procter & Gamble 1%

Come si può vedere, la composizione è molto diversa. Per fare un confronto, i primi 10 titoli dell’ETF minimum volatility in tutto pesano per l’11,74% del fondo. Gli stessi titoli, sull’indice MSCI World tradizionale, pesano solo per il 3,74%.

La diversa composizione la si ritrova anche a livello geografico e settoriale.

Composizione Geografica:

ETF minimum volatility tabella

Composizione Settoriale:

ETF minimum volatility tabella settori

Nel complesso, vediamo che negli ETF a bassa volatilità pesano di più Paesi come Svizzera e Giappone e Canada, a discapito di USA (che pesano meno), UK e Francia. A livello settoriale, l’IT ha un peso minore, gli industriali non sono tra i primi settori, mentre assumono un peso maggiore i finanziari, i beni di consumo classici e i servizi di comunicazione.

ETF minimum volatility: quali vantaggi?

La diversa composizione ovviamente si ripercuote su volatilità, rendimenti e performance complessiva.

Sulla volatilità, in effetti riescono a svolgere perfettamente il loro ruolo, visto che di fatto abbassano la deviazione standard dei rendimenti.

Sull’indice MSCI World, ma anche su altri indici importanti americani ed europei, large e small cap, gli ETF low volatility sul medio-lungo termine (5 e più anni) riescono a ridurre la deviazione standard tra i 2 e i 3 punti percentuali. Secondo Morningstar, questa è la differenza di deviazione standard:

ETF low volatility

Fin qui la volatilità. Ma cosa succede ai rendimenti?

Beh, sembra che anche su questo fronte le cose vadano bene. Questo è il confronto tra MSCI World classico e MSCI World Minimum Volatility:

ETF minimum volatility grafico

Insomma, anche su lunghi orizzonti temporali sembra che non solo la volatilità sia inferiore, ma anche la performance sia da preferire.

Tutto oro ciò che luccica?

Nel complesso, un ETF minimum volatility è uno strumento sicuramente interessante.

Il mio consiglio è di usarlo non in completa sostituzione, ma a fianco di un ETF sul relativo indice tradizionale.

Considera che sulla migliore performance pesano molto gli anni 2008 e 2011, cioè gli anni negativi, dove in effetti l’ETF minimum volatility riesce ad avere un notevole vantaggio rispetto all’indice generale. Negli anni positivi, comunque, spesso questo ETF sottoperforma.

Insomma, non si può avere tutto, ma nel lungo periodo il mix rischio/rendimento ad oggi risulta competitivo, quindi sicuramente va tenuto in considerazione.

Per quanto riguarda il miglior etf minimum volatily su un indice diversificato a livello globale, puoi guardare l’ETF Vanguard Global Minimum Volatility (ISIN: IE00BYYR0C64).

E’ un ETF a basso costo, ad accumulazione e a replica fisica. Purtroppo ha una dimensione molto piccola e potrebbe non durare a lungo. Ma nel frattempo è sicuramente un ETF interessante.

Buon investimento.

4 pensieri riguardo “Cosa sono gli ETF minimum volatility?

  • 28 agosto 2019 in 19:11
    Permalink

    Cosa ne pensa del fatto che, salvo errori, l’ ETF Vanguard Global Minimum Volatility (ISIN: IE00BYYR0C64) è a gestione attiva ed ha la copertura valutaria ? Infine, pur essendo molto piccolo sembra che sia attivo da circa 3 anni, Grazie, Danilo

  • 29 agosto 2019 in 10:39
    Permalink

    In generale io non amo questi ETF a strategia, ma comunque questo ha fatto buoni risultati. E’ vero che è attivo da 3 anni, ma sotto i 100 mln di € di patrimonio c’è sempre il rischio di delisting, perché per molti emittenti rappresenta la dimensione minima di break-even per la gestione.

  • 3 settembre 2019 in 09:25
    Permalink

    Buongiorno , dalla analisi dei post precedenti non è forse meglio affiancare a un tradizionale etf a un etf momentum?

  • 3 settembre 2019 in 11:38
    Permalink

    In misura non eccessiva sì, non è una scelta errata.

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