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Come funziona la Borsa?

come funziona la Borsa

In questo blog da oltre 16 anni scrivo di Borsa, economia e mercati finanziari.

Molti argomenti che ho trattato sono semplici, altri, invece, piuttosto complessi. Ma mi sono però reso conto recentemente di una grande mancanza.

Infatti, in questi anni non ho mai scritto come funziona la Borsa, dando per scontato un argomento che, forse, così scontato non è.

Beh, oggi è il caso di colmare questa lacuna. Oggi ti spiegherò come funziona la Borsa in parole semplici.

Cos’è e come funziona la Borsa valori: un po’ di storia.

Luoghi fisici dove si trattavano cambi, prestiti, merci, ecc… sono antiche quanto l’umanità. Se ne hanno evidenza fin dall’antica Babilonia, poi presso i Greci e i Romani.

Tuttavia, sebbene imprese e attività con capitale diffuso fossero ugualmente presenti fin dall’antichità, è solo dal ‘300 che si hanno esempi di un vero e proprio mercato di titoli azionari in qualche modo organizzato.

Le prime forme si svilupparono nell’odierno Belgio, precisamente nelle città di Bruges e Anversa. A Bruges, in particolare, si radunavano mercanti presso il “palazzo delle Tre Borse”, costruito dalla famiglia Van der Bourse. Qui venivano scambiati titoli di credito, partecipazioni, venivano stipulate comprevendite mercantili e operazioni di cambio.

L’iniziativa locale fu di grande successo e la consuetudine si diffuse presto presso altre piazze fiamminghe, in particolare ad Anversa, e poi nel resto d’Europa. Amsterdam divenne nel ‘500 la piazza principale e queste inziative private passarono lentamente sotto l’ombrello pubblico. Venne riconosciuto l’importante ruolo per l’economia generale di questi centri di contrattazione e con la diffusione della società per azioni questi centri divennero sempre più importanti.

Dopo Amsterdam fu la volta della Francia ad assumere un importanza notevole, con un vero e proprio boom nell’800, poi ovviamente la piazza di Londra, che divenne ben presto un centro primario mondiale. In Italia la prima Borsa non fu quella di Milano, bensì quella di Venezia, che dal ‘600 in poi fu l’unica Borsa della penisola fino all’apertura di quella di Trieste nel 1775. La Borsa di Milano fu aperta solo nel 1808 e divenne la principale nel corso del ‘900.

Ok, ma la Borsa come funziona?

Fin qui i cenni storici, ma ora è il momento di vedere, concretamente, come funziona la Borsa.

E’ molto semplice. La Borsa non è altro che un luogo di incontro di “commercianti” di titoli, merci, valute, ecc…

Limitiamoci ora ai solo titoli azionari. Per ogni titolo azionario negoziato, ogni giorno si incontrano persone (fisiche o giuridiche) che vogliono comprare quell’azione o persone che vogliono venderla.

Dall’incrocio tra la domanda ed offerta di questi soggetti, dalle loro aspettative e dalle loro convinzioni, si formano i prezzi e gli scambi.

Come funziona la Borsa, un esemprio concreto.

Vediamo un esempio concreto ad esempio su l’azione Ferrari.

All’apertura delle contrattazioni, ci sono tre persone disposte a vendere Ferrari. Non tutti e tre, però, sono disposti a vendere allo stesso prezzo. Per via di aspettative diverse, il Signor Rossi è disposto a vendere a 190 euro, il Signor Verdi a 195 euro e il Signor Bianchi a 200 euro.

Dall’altra parte, ci sono altri tre signori disposti a comprare. Il primo a 188 euro, il secondo a 185 euro e il terzo a 180 euro.

In questa situazione, se ognuno resta sulle sue posizioni, non si stipula nessun contratto e non si forma nessuna compravendita.

A questo punto, però, supponiamo che arrivi un quarto operatore. Questi, avendo prospettive migliori sull’azione Ferrari rispetto agli altri tre compratori, è disposto ad offrire 190 euro. Più degli altri tre compratori ed esattamente il prezzo a cui è disposto a vendere il Signor Rossi, il venditore meno esoso.

A questo punto la compravendita tra i due si conclude e sul mercato si forma il prezzo a 190 euro. Ora aggiungiamo una piccola complicazione, cioè i volumi.

Rossi ha in offerta 20.000 azioni a 190 euro. L’ultimo compratore è disposto a comprare a quel prezzo, ma a lui interessano solo 15.000 titoli. Li comprerà tutti da Rossi e se nient’altro accade nella giornata si registrerà il prezzo del titolo a 190, con un contratto concluso e volumi totali per 15.000 azioni.

Ma che succede se l’ultimo compratore vuole 50.000 titoli?

Beh, in questo caso comprerà i 20.000 di Rossi a 190. A questo punto, avrà due alternative. O si fermerà lì, o dovrà andare dal secondo venditore, Verdi, e offrire 195 euro. Se opterà per la seconda scelta, il nuovo prezzo registrato sarà 195 euro.

Come funziona la Borsa, un turbinio di aspettative ed emozioni

Bene, ora ti ho fatto un esempio molto semplice, ma concreto. La Borsa funziona così. I prezzi si formano dall’intreccio tra domanda e offerta.

Nella pratica, poi, le cose non sono così lineari.

Ad esempio, quando la Borsa era meno informatizzata e gli operatori erano pochi e in carne ed ossa, prevalentemente agenti di cambio che operavano per conto di clienti terzi.

Se il compratore dell’esempio precedente era un agente che notoriamente operava per qualche grossa istituzione o per qualche grande investitore particolarmente bravo e famoso, probabilmente creava un “effetto imitazione” da parte degli altri operatori, che iniziavano progressivamente ad alzare il loro prezzo di acquisto. La maggiore domanda farebbe cos’ alzare il prezzo, visto che progressivamente le offerte di titoli ai prezzi più economici sarebbero stati rastrellati. Effetto collaterale, venditori più esosi, vedendo l’aumento della domanda, probabilmente inizierebbero a mettere sul mercato anche i loro titoli.

Per contro, se a vendere fosse stato qualcuno di importante, si sarebbe potuto creare un “effetto panico”. Altri venditori avrebbero offerto i loro titoli sul mercato, probabilmente a prezzi via via più bassi.

Oggi è tutto telematico e le persone non si ritrovano più di persona.

Gli ordini di acquisto e vendita dei vari Signori Bianchi, Verdi e Rossi, così come le grandi istituzioni e i grandi fondi, sono trasmessi sul mercato tramite migliaia operatori autorizzati. I così detti “brokers”.

Nonostante questo, i concetti restano validi. Offerte improvvise di titoli a prezzi più bassi o disponibilità improvvise di comprare a prezzi crescenti generano “effetti imitazione” da parte di altri operatori.

Ecco come funziona la Borsa. Ma il lungo termine?

Se hai avuto la pazienza di leggere fino a qui, vedrai che ti ho descritto come funziona la Borsa in una giornata tipica.

Ma questo come si concilia con l’orizzonte di lungo termine che io supporto continuamente?

Beh, si concilia benissimo.

Proprio perché è difficile intercettare gli umori giornalieri, è quasi impossibile guadagnare ogni singolo giorno comprando e vendendo.

Ma nel lungo termine, se le prospettive del titolo sono buone, ci saranno sempre più compratori disposti a comprare a prezzi crescenti e sempre meno venditori disponibili a liberarsi del titolo a prezzi bassi o discendenti.

Il risultato è che domanda e offerta si incrocieranno sempre a prezzi più alti. Se tu hai comprato tempestivamente, potrai in futuro decidere di vendere ad un prezzo diventato progressivamente più alto, realizzando un profitto.

La Borsa come mercato secondario

Ecco, hai visto il funzionamento della Borsa valori.

Un ultima cosa prima di concludere. Come hai visto, la Borsa è essenzialmente un mercato secondario. Si negoziano, cioè, titoli già emessi dall’emittente che passano di mano tra i vari operatori. Questi passaggi di mano non hanno effetti concreti sulle finanze dell’emittente.

Naturalmente, dopo la prima emissione il prezzo di Borsa dovrà essere tenuto in considerazione se l’emittente vorrà fare nuove emissioni. Di fatto, queste emissioni saranno influenzate dal prezzo prevalente di Borsa del momento.

Ora che hai visto come funziona la Borsa, è il momento di capire come investire in Borsa e come trarne profitto.

Per questo, il punto di partenza per evitare gli errori più comuni può essere proprio il nostro Corso Gratuito in 7 email INVESTITORE SMART.

Buon investimento.

 

 

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