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La Brexit c’è stata: ma questo è irrilevante per i tuoi investimenti!

All’inizio di questa settimana ho scritto che probabilmente la Brexit non ci sarebbe stata. Dopo i risultati di oggi, posso dire senza problemi di aver sbagliato previsione. Nonostante questo, la cosa è completamente irrilevante per i miei e i tuoi investimenti.

Dirai: “Come completamente irrilevante? Dopo una discesa del 12% di Piazza Affari, un calo tra i 6% e il 10% degli altri listini europei, un crollo della sterlina ai minimi da anni, può essere che tutto questo è irrilevante?

Sì, può essere!

Perché la Brexit è irrilevante per i tuoi investimenti

Nell’articolo dove ho affermato che la Brexit non ci sarebbe stata, alla fine ho scritto:

“In 5 o più anni, qualsiasi sia il risultato del referendum, questo sarà riassorbito dai mercati azionari, che si muoveranno in base agli utili delle società quotate. La Brexit può portare una recessione, ma alla fine le aziende si aggiusteranno.

Il principale problema in caso di Brexit è che aumenterà la volatilità di breve periodo, ma se hai un portafoglio adeguato al tuo profilo di rischio questo non deve spaventarti e, anzi, potrebbe anche essere una buona opportunità”.

Ed è esattamente quanto è successo. La volatilità è aumentata moltissimo, lo abbiamo visto. Ma sono convinto che tra 3 o 5 anni, dal punto di vista dei mercati finanziari, questo giorno sarà stato completamente riassorbito. E’ sempre stato così, sicuramente lo sarà anche questa volta.

Naturalmente, rimane la volatilità di breve periodo, che non è comunque piacevole.

Ma anche in questo caso, se hai un portafoglio diversificato, la volatilità non ha avuto un impatto devastante.

Ad esempio, posso parlarti del Portafoglio Dinamico del nostro servizio premium Trend e Strategie di Investimento.

In questo portafoglio abbiamo pochissimi titoli azionari europei, i quali chiaramente hanno subito una correzione notevole. Ma, appunto, sono pochissimi titoli.

Abbiamo alcuni ETF mercati emergenti che grazie al fatto di non essere particolarmente coinvolti nei problemi europei e alla forza valutaria hanno limitato le perdite a poco più di un punto percentuale. Abbiamo ETF con forte esposizione sugli USA che, grazie a perdite più contenute e alla forza del dollaro hanno ugualmente perso poco più di un punto.

Ancora, abbiamo bond e liquidità che ovviamente hanno permesso di contenere le perdite.

Infine, abbiamo un’esposizione sui metalli preziosi che sono cresciuti moltissimo oggi. Oro e argento hanno guadagnato tra il 5% e il 6% espressi in euro.

La vera forza di un investitore non è saper prevedere il futuro. Come vedi, anche io ho sbagliato nonostante molti indicatori suggerissero chiaramente che la Brexit non ci sarebbe stata. L’imprevisto, il famoso “cigno nero”, è sempre dietro l’angolo.

Ma con un’ottica di lungo termine e una buona diversificazione è possibile disinteressarsi delle previsioni e degli elementi macroeconomici.

Proprio questo è ciò che insegno in modo più approfondito nel mio corso gratuito in 7 email INVESTITORE SMART, a cui consiglio di iscriverti se non l’hai ancora fatto.

Buon investimento.

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