BorsaItaliana: un 2017 alla riscossa!

Borsa Italiana riscossaLa BorsaItaliana è stata per anni il fanalino di coda tra i mercati sviluppati, ma in questo 2017 le cose sembrano essere cambiate.

Da inizio anno, l’indice Borsa Milano, misurato dall’FTSEMIB, ha guadagnato il 12,5% circa. Nello stesso periodo, l’indice mondiale MSCI World è salito solo del 5%.

Un 2017 di riscossa per la BorsaItaliana

Quali sono stati i motivi di un rialzo così scoppiettante per la Borsaitaliana?

Beh, con il risultato delle elezioni francesi favorevoli ai pro-euro e pro-Europa, molte incertezze sono state rimosse.

L’incertezza era proprio ciò che aveva penalizzato il nostro listino negli anni recenti, perché senza un quadro chiaro sul futuro dell’euro e dell’Europa, in particolare dopo la vittoria della Brexit al referendum inglese del 2016, gli investitori preferirono puntare sui mercati europei più solidi come la Germania, oppure addirittura scelsero di investire proprio fuori dall’area euro.

Ora, con un quadro più chiaro e favorevole, è ritornato l’interesse sui mercati “periferici” come Italia e Spagna.

Altro aspetto importante è la ripresa del settore bancario e finanziario, in parte collegato con il punto precedente. Il listino Borsa Milano è pieno di banche e assicurazioni, quindi quando questo settore è in recupero, il nostro listino se ne avvantaggia.

Dove arriverà l’indice della borsa Milano?

Fin qui il passato, ma ora cosa ci aspetta per il futuro?

Io credo che Borsaitaliana possa ancora far bene.

In fin dei conti, storicamente il rendimento del mercato italiano non ha avuto troppe divergenze con quello degli altri mercati internazionali sviluppati. Negli ultimi 10 anni, invece, i risultati sono stati pessimi:

BorsaItaliana vs mercati principali
BorsaItaliana a confronto con l’indice DX e l’S&P500

L’indice della borsa di Milano è quello in blu. Come puoi vedere la differenza con l’indice tedesco DAX e quello americano S&P500 è notevole.

Certo, qualcuno può tirare in ballo la crisi italiana e la scarsa crescita del nostro Paese come spiegazione. In parte ci può stare, ma non dimentichiamoci che nel listino principale abbiamo anche in Italia società globali e multinazionali, non molto diverse dai loro competitors esteri.

ENI, ENEL, Leonardo-Finmeccanica, Autogrill, Atlantia, Luxottica, Brembo, Saipem, Campari e le varie banche non hanno certo performance inferiori rispetto ai loro competitors. Anzi, in alcuni casi ci sono dei veri e propri campioni del rispettivo settore.

In realtà buona parte della differenza di performance è dovuta proprio alla presenza rilevante del settore finanziario. Sul nostro listino ancora oggi il peso è del 36% (e in passato anche di più). Sul DAX il peso è del 16%, sull’S&P500 del 15%.

Nel lungo termine, ritengo che le differenze debbano sempre tendere a colmarsi. Mi aspetto quindi che il nostro mercato possa battere gli altri indici.

Naturalmente nulla è certo e sicuro, ma una piccola esposizione all’indice Borsa Milano non può che far bene in un portafoglio diversificato. A patto di avere un orizzonte temporale di lungo periodo e di non eccedere con il capitale.

Buon investimento.

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