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L’euforia ci dice che le azioni sono entrate in bolla speculativa

bolla speculativa

E’ da oltre 10 anni che assistiamo ad un mercato rialzista che sembra non trovare fine. E’ uno dei più grandi rialzi della storia dei mercati, sia per durata, sia per dimensione.

L’unico vero stop si è avuto solo momentaneamente con la recente crisi da coronavirus che ha provocato un ribasso lampo. Tuttavia, dopo tale discesa è seguito un altro slancio rialzista con una forza ancora maggiore di prima.

Questo è stato dovuto alle forze messe in campo dalle economie mondiali per far fronte ad una situazione economica in grave difficoltà. A seguito di questi interventi, l’ottimismo è ripartito più forte che mai.

Ad aiutare anche i tassi di interesse bassi o sotto lo zero, che di fatto hanno annullato l’esistenza di valide alternative di investimento.

Il tutto ha però portato a valutazioni molto elevate delle azioni e in molti ormai si chiedono se siamo in una bolla speculativa. E chi se lo chiede non ha tutti i torti a domandarselo.

Bolla speculativa ed euforia

Te l’ho detto, siamo al cospetto di mercati azionari altissimi, soprattutto su determinati titoli tecnologici.

Ci sono valori di P/E completamente fuori da ogni logica di analisi fondamentale.

Ma le valutazioni di per se non spiegano tutto. Come detto, l’assenza di valide alternative di investimento sul mercato dei bond spinge ovviamente ai massimi i multipli.

La cosa che mi preoccupa di più attualmente è una notevole euforia che si sta sviluppando sul mercato.

Tutti voglio entrare ed essere della partita. La paura di perdere il treno, chiamata “Fear Of Missung Out”, è notevole e sta crescendo sempre di più. Quindi chi è fuori si affretta a comprare e spinge ancora di più i prezzi.

Se si considerano le interviste fatte a numerosi gestori di fondi, questo aspetto è lampante.

La possibile bolla speculativa è sempre più evidente ascoltando i gestori di fondi

“L’unico motivo per essere ribassista è… che non c’è motivo per essere ribassista”. Questo era il titolo del sondaggio sui gestori di fondi globali di Bank of America e Merrill Lynch a febbraio.

Il sondaggio mensile chiede a circa 200 professionisti degli investimenti cosa vedono nel mercato. E secondo loro, non ci sono buone ragioni per non scommettere sulle azioni.

Questo tipo di euforia generale è ciò che spinge un mercato azionario al rialzo. La gente vede una corsa unidirezionale verso i profitti. E saltano dentro con due piedi. Naturalmente, questo mette anche le basi per una futura implosione della bolla.

Gli investitori professionali non hanno cambiato idea da febbraio. Sono tanto ottimisti oggi quanto lo erano allora.

Ad esempio, le disponibilità liquide dei gestori sono vicine al minimo che abbiamo visto negli ultimi dieci anni. Non un buon segno perché riduce lo spazio per futuri flussi sui mercati azionari.

Allo stesso modo, il 62%  di loro sono sovrappesati in azioni in questo momento. Questa è la seconda percentuale più alta dal 2002.

Insomma, gli investitori professionali si stanno comportando da “parco buoi“, correndo a comprare di tutto e di più sul mercato azionario.

E sia chiaro, gli investitori retail non sono da meno.

Anche gli investitori retail si comportano come in una bolla speculativa

L’American Association of Individual Investors rileva estremo ottimismo presso i suoi componenti. Questi non sono investitori professionisti, ma individui che operano attivamente sul mercato.

Un recente sondaggio ha mostrato che il 57% degli intervistati era ottimista sulle azioni. Questa è una delle letture più alte che abbiamo visto negli ultimi dieci anni.

Gli investitori individuali sono stati solo due volte più rialzisti nell’ultimo decennio. La prima alla fine del 2014, la seconda all’inizio del 2018. E poiché l’impennata delle azioni continua, probabilmente siamo diretti a percentuali ancora più estreme.

Tutto questo dipinge un quadro chiaro per i mercati. Che si tratti di investitori professionali o individui, tutti sono ottimisti. Quasi tutto sta andando su, fare soldi sembra facile. Allora perché non saltare sul carro e approfittarne?

Si tratta della mentalità euforica e spericolata che spingerà la bolla speculativa al suo apice finale. Questo non vuol dire, però, che questo apice arriverà domani. Il rialzo potrebbe proseguire ancora. E’ la regola del trend following: “Quando un asset stabilisce una tendenza – in aumento o in calo – tende a continuare a muoversi nella stessa direzione”.  In questo momento, gli indicatori mostrano che le azioni USA stanno tendendo al rialzo. E questo significa più rialzo in vista.

Gli investitori sono eccessivamente ottimisti oggi. Di conseguenza, le azioni stanno ancora toccando nuovi massimi storici. E sebbene questo possa essere un avvertimento per vendere, è meglio aspettare un segnale concreto prima di uscire.

Bolle speculative e prudenza

Non c’è dubbio che la bolla speculativa finirà per esplodere prima o poi. Ma non potendo sapere quando questo avverrà, è bene non correre a vendere tutto.

Certamente è bene usare prudenza. Una possibilità potrebbe essere quella di prendere profitto man mano che i rialzi continueranno, tenendo invariata la percentuale di allocazione azionaria o riducendola leggermente. E’ bene comunque avere una certa esposizione per non perdere il treno dell’ultimo rialzo.

Del resto, spesso proprio nell’ultima fase di una bolla speculativa è il momento in cui si guadagna maggiormente.

Buon investimento.

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