Alcuni possibili motivi della rivalutazione dello yuan

Due settimane fa la Cina ha dichiarato che lascerà fluttuare
maggiormente la sua valuta contro il dollaro, al quale
prima era sostanzialmente “ancorata”. La People’s Bank
of China ha affermato la scorsa settimana che avrebbe
reso la moneta cinese più flessibile, ma ha precisato
poi che non ci sarà una rivalutazione immediata.

La strategia della Cina di mantenere fisso il cambio
col dollaro è stata fortemente criticata, accusata di
essere un sistema scorretto per avere vantaggio
competitivo. Ora, questa decisione sembra andare
incontro alle pressioni internazionali, anche se, come
detto, non sarà cercata, né benvenuta, alcuna repentina
rivalutazione. In ogni caso, gli analisti si attendono una
moderata crescita della valuta cinese contro il dollaro
nei prossimi mesi.

Diverse le interpretazioni a questa mossa cinese. Alcuni
ritengono che, in realtà, la decisione sia orientata a
contenere la notevole inflazione che si sta sviluppando
in Cina, portando i salari reali soprattutto degli operai
ad avere meno potere d’acquisto, con l’aumento delle
rivendicazioni da parte di molti di essi.

Il “Dragone” in questo momento non vuole assolutamente
avere a che fare con rivolte e proteste interne, quindi potrebbe
intraprendere una strada orientata alla moderazione della
crescita dei prezzi, in modo da dare maggiore potere d’acquisto
alle fasce lavoratrici.

Va segnalato che, in questi anni, la Cina e’ stata una delle
maggiori forze deflazionarie a livello internazionale, grazie
al basso costo dei suoi prodotti e delle sue lavorazioni.

L’eventuale rivalutazione della propria moneta, insieme alla
tendenza all’aumento dei selari che si registra da qualche tempo,
potrebbe attenuare questa forza.

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