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Tassi negativi sui depositi BCE: e se fossero applicati anche sui conti correnti?!

tassi negativi depositi bce e conti correntiPrima di capire cosa sono i tassi negativi sui depositi BCE e sui conti correnti e la loro conseguenza, è necessario che tu abbia chiaro cosa sia il tasso d’interesse.

Il tasso di interesse misura il costo del denaro che prendiamo a prestito.
Se hai un mutuo significa che hai preso dei soldi a prestito, e sai benissimo che a fine mese, oltre a dover rimborsare una frazione del capitale preso a prestito, paghi anche una parte degli interessi maturati fino a quel momento sul prestito esistente.

In questo caso abbiamo a che fare con un tasso di interesse passivo, che per noi è un costo! Al contrario, per la banca che ci ha prestato il denaro, il tasso d’interesse è attivo. Il tasso attivo rappresenta per la banca quindi un ricavo.

Chiaramente, i tassi di interesse attivi possono esserlo anche per noi cittadini. Questo avviene quando, in qualità di risparmiatore, deposti i tuoi risparmi su un conto deposito bancario, o li investi in strumenti finanziari, come alcuni tipi di etf.

Ma cosa c’entrano i tassi negativi? Fino ad ora, ho sentito parlare solo di tassi passivi e tassi attivi! Tra un attimo ti sarà tutto chiaro!

I tassi negativi: quando il mondo iniziò a girare alla rovescia!

Qualche anno fa, la BCE, con l’allora presidente Mario Draghi, pensò bene di iniziare a ribaltare le regole del gioco, e se vogliamo anche quelle del buon senso!

L’ex presidente della Banca Centrale Europea, nel pieno della crisi del 2012, decise che Francoforte avrebbe applicato tassi negativi sui depositi. 

Cosa significa applicare tassi negativi sui depositi? E perché lo fece?

A scanso di equivoci precisiamo che Draghi, avrà commesso i suoi errori durante il suo mandato, ma è un uomo perfettamente sano di mente!
La decisione della BCE di adottare tassi negativi sui depositi aveva un obiettivo molto chiaro!

Draghi si rese conto che la macchina di erogazione del credito aveva un ingranaggio bloccato.

Le banche commerciali in piena crisi preferivano tenere i capitali al sicuro sui conti deposito della Bce. Rischi zero e guadagno certo seppur modesto.

Questo atteggiamento chiaramente impediva che il denaro continuasse a viaggiare lungo al filiera per arrivare nelle mani di imprenditori e famiglie.

Tassi negativi sui depositi e la spinta al credito

Con i tassi negativi le banche commerciali non ricevono più una remunerazione per depositare i propri capitali ma al contrario sono costrette a pagare!

Tendere depositato denaro su un conto corrente per poi pagarci anche degli interessi (interessi negativi) non è affatto conveniente. Questo di fatto ha spinto, almeno in teoria, le banche commerciali trovare un altro canale di remunerazione del proprio denaro iniziando a prestare maggiormente a imprenditori e famiglie.

Abbiamo detto “in teoria” perché la realtà ci ha mostrato che non sempre le cose sono andate in questo modo!

Le banche hanno trovato un modo ancora più efficacie per remunerare i propri capitali: investire in titoli di Stato Italiani!
Non a caso oggi le banche italiane hanno in pancia una bella fetta del debito pubblico italiano.

Inoltre, parte della liquidità è andata a finire anche sul mercato azionario. Le quotazioni attuali degli indici azionari dimostrano che nel settore vi è un crescente investimento di liquidità! Ma questo è un altro discorso!

Dai tassi negativi sui depositi BCE ai tassi negativi sui conti correnti?

Per molti è un tabù, per noi un aspetto come tanti altri da considerare! Le banche centrali ci hanno insegnato che quando c’è un problema da risolvere non hanno limiti alla fantasia! Sono pronte a spiegare armi non convenzionali di ogni genere!

E se nei prossimi mesi assistessimo all’imposizione di tassi negativi anche sui conti correnti?! Beh, questo in qualche misura già avviene. Se ci pensi ormai i conti correnti non rendono più nulla e le banche in questo periodo hanno aumentato i costi di tenuta conto.
Alcune banche, come Fineco Bank, oggi hanno costi di tenuta conto sui 4 euro/mese. Fino qualche mese fa il conto era gratuito!

Di fatto, se mantieni i risparmi sul conto, considerando i costi di tenuta conto e l’imposta di bollo in effetti a fine anno ci trovi meno di quello che hai versato!

Tuttavia, l’imposizione di tassi negativi sui conti correnti sarebbe immediatamente percepibile dai risparmiatori! Ma quale sarebbe l’obiettivo di una manovra così “cattiva”?!

Tassi negativi sui conti correnti e stimolo all’economia!

Imporre tassi negativi sui conto correnti ha esattamente lo stesso fine dei tassi negativi sui conti deposito BCE. Stavolta, chiaramente, ad essere spronati a spendere non sono le banche ma i risparmiatori!

L’idea è pertanto quella di spingere i risparmiatori italiani a mettere in circolo la moneta per stimolare l’economia! In un periodo di piena crisi i risparmiatori generano aspettative negative sul futuro e tendono a spendere meno! Questo fenomeno del risparmio “forzato” era ben chiaro a Keynes, che lo incorniciò nel termine “trappola della liquidità“!

Non sappiamo mai se le banche arriveranno ad imporre tassi negativi sui conti correnti. Sta di certo, che già oggi non conviene lasciare marcire il proprio denaro sul conto bancario!

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Buon investimento!

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