Riduzione del bilancio FED: cosa succederà ai mercati e all’economia?

riduzione-del-bilancio-FEDLa politica monetaria espansiva non convenzionale della FED, battezzata appunto quantitative easing, in questi anni è stata amata, odiata, criticata, apprezzata, condivisa, rigettata!

Insomma, esperti e non, si sono confrontati e scontrati su una manovra di politica monetaria mai attuata prima!

Tra critiche ed apprezzamenti, la FED è riuscita comunque a portare a termine il programma di politica monetaria che si era prefissato.

Quali sono stati gli effetti di una politica monetaria ultra espansiva?

L’economia americana ora è solida: le proiezioni sul PIL sono positive e il livello di disoccupazione è ai minimi storici. L’inflazione non ha raggiunto ancora i livelli obiettivo, ma tende a muoversi verso l’alto!

Quindi, l’immissione di una ingente quantità di liquidità nel sistema, affiancata ad una politica di tassi d’interesse a “zero” è stata la soluzione più efficace per tirare fuori l’economia da una recessione partita nel 2008?

Con dati macroeconomici alla mano, al momento, possiamo solo dare risposta affermativa!

Aspetta però, non rallegrarti troppo!

Fino ad ora abbiamo solo analizzato una parte della questione. La decisione da parte della FED di non immettere più liquidità nel sistema è solo l’inizio della fine della politica monetaria espansiva!

Da pochi mesi, infatti, è iniziata la “seconda fase”, solo al termine della quale si potrà parlare di conclusione della politica monetaria espansiva.

Magari in questo momento hai le idee un pò confuse. Non preoccuparti, continua a leggere e tra un pò ti sarà tutto chiaro!

Bilancio FED: Oggi vale circa 4.500 miliardi di dollari!

Cosa succede al bilancio FED quando la banca centrale immette liquidità nel sistema? 

La FED scambia denaro che stampa in proprio contro titoli di Stato Americani. E’ questo il passaggio “tecnico” che ha permesso alla FED di immettere liquidità nel sistema.

Più sono i titoli di Stato che la Fed acquistava sul mercato e maggiore era la quantità di denaro “nuovo” che veniva immessa nel sistema.

Dove sono andati i titoli di Stato che la FED acquistava sul mercato? 

I titoli di Stato sono inseriti nel bilancio delle FED tra gli impieghi (ovvero nell’attivo dello Stato Patrimoniale della FED).

Adesso capisci bene che in tutti questi anni di politica monetaria espansiva, il bilancio della FED è cresciuto a dismisura per effetto dell’enorme quantità di titoli di Stato che di volta in volta la banca centrale ha messo “in pancia”!

In questi anni, il bilancio FED è passato da circa 750 miliardi di dollari a 4.500 miliardi! La differenza rappresenta proprio il valore dei titoli di Stato americani che la banca centrale ha acquistato in cambio di nuova moneta messa in circolazione!

 

Riduzione bilancio FED: verso la normalizzazione del bilancio

L’immissione di liquidità nel sistema è quindi solo una faccia della medaglia. Quella nota ai più. L’altra faccia, invece, è poco conosciuta benché sia ugualmente rilevante e riguarda, come ormai ti è noto,  lo smaltimento dell’enorme quantità di titoli di Stato presenti nel bilancio della FED.

Durante il quantitative esasing, quando i titoli di Stato americani giungevano a scadenza, la FED provvedeva ad acquistarne altri di pari scadenza, per questo il bilancio della FED negli anni si è continuamente “gonfiato”.

Che fine faranno i titoli di Stato presenti nel bilancio FED?

La soluzione più semplice ed intuitiva sarebbe stata quella di liberarsi progressivamente di tali titoli, man mano che giungevano a scadenza. Questa soluzione avrebbe permesso in tempi relativamente rapidi la riduzione del bilancio FED. 

Le cose in realtà non sono così semplici! Il processo di riduzione del bilancio FED, benché poco discusso, è un’attività molto delicata, che se non ben gestita, potrebbe vanificare gli effetti positivi esercitati sull’economia reale dall’immissione di liquidità nel sistema!

Se la FED a scadenza non rinnoverà gli acquisti dei titoli, si avrebbe in poco tempo la riduzione e quindi la normalizzazione del bilancio, ma l’effetto sui mercati potrebbe essere disastroso!

Si registrerebbe una contrazione significativa ed improvvisa della domanda di titoli di Stato. La “legge” della domanda e dell’offerta ci dice che se la domanda cala, diminuisce anche il prezzo del bene/servizio che in questo caso è rappresentato dalle quotazioni dei titoli di Stato.
Una diminuzione delle quotazioni dei titoli Americani, che in questo periodo  sono eccessivamente alte, genererebbe instabilità sui mercati e quindi molto probabilmente una crisi del debito!

Riduzione bilancio FED: ecco la strategia adottata

La FED, benché se ne parli poco, è chiamata a gestire una fase molto delicata. E’ proprio in questa fase, più della precedente,  che i banchieri dovranno dimostrare le proprie abilità!

Per evitare di drenare troppo velocemente liquidità rendendo il mercato asfittico, la banca centrale ha stabilito un preciso programma di riduzione del bilancio FED.

Tale programma si basa su una lenta normalizzazione del bilancio. Normalizzazione che prevede che il riacquisto dei titoli di Stato diminuirà progressivamente in misura sempre maggiore con cadenza trimestrale.

Il programma di riduzione del bilancio FED è iniziato ad ottobre 2017 e seguirà questo percorso. Su base trimestrale è stabilito l’ammontare di denaro che non sarà più reinvestito per acquistare titoli:

  • ottobre – dicembre 2017: 10 miliardi 
  • gennaio – marzo 2018: 20 miliardi
  • aprile – giugno 2018: 30 miliardi
  • luglio – settembre 2018: 40 miliardi
  • da ottobre 2018: 50 miliardi 

Riduzione bilancio FED: la strategia funzionerà?

E’ lecito chiedersi se la strategia funzionerà o meno. Difficile dare una risposta a priori! La FED sta navigando a vista! Non esiste esperienza passata da cui trarre insegnamenti! Sarà tutto un work in progress.

Secondo la FED, i tagli al riacquisto possono subire oscillazioni in funzione delle risposte da parte del mercato e degli andamenti macroeconomici!

Il primo trimestre del programma di riduzione del bilancio FED è passato in sordina. Le quotazioni dei titoli di Stato non hanno subito, al momento, nessuno strappo verso il basso.
La curva dei rendimenti obbligazionari tende a spostarsi parallelamente verso l’alto coerentemente con la politica di innalzamento dei tassi d’interesse.

Tuttavia, nel grafico puoi notare che, mentre nel breve periodo i rendimenti sono cresciuti,  sulle scadenze lunghe (30 anni) sono leggermente calati!

Nulla di allarmante al momento! La capacità della FED sta tutta qui: evitare che la curva dei rendimenti si appiattisca o inverta. Quando ciò accade il passo verso una crisi è vicino!

curva-rendimenti-USA
curva-rendimenti-USA

Al momento tutto sembra procedere nel verso giusto! Un contesto macro favorevole  gioca un ruolo fondamentale anche in termini di credibilità del rimborso del debito da parte degli Stati Uniti.

Come vedi, anche con il mare calmo c’è sempre motivo di pensare che arrivi una tempesta improvvisa! Quando ti confronti con i mercati hai davanti a te due alternative:

  • Non investire! C’è sempre un motivo per dubitare e ipotizzare una crisi. Se pensi di attendere il momento perfetto, passerai la tua vita senza investire un centesimo!
  • Investire con una strategia che ti permetta di gestire al meglio il tuo capitale. Di guadagnare quando i mercati salgono, di proteggere il tuo capitale quando i mercati scendono! Esisterà sempre un motivo per far scendere i mercati! Ricordatelo!

Se possiedi una tecnica che negli anni ti ha fatto guadagnare allora continua a seguirla. Altrimenti è arrivato il momento di dare un’occhiata qui!

Buon investimento!

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