Oro 1980 – Dollaro 2007: quale parallelo? – EF Report 212

Nel 1981 l’oro superò quota 800$, raggiungendo il suo massimo
storico per poi scendere in continuazione per i successivi 20 anni. Solo
di recente, dall’inizio del millennio, il metallo giallo ha ripreso la sua
corsa arrivando a superare nuovamente quota 800$.

Il dollaro ha raggiunto uno dei suoi picchi nei primi anni del millennio
contro l’euro (che sotto molti aspetti è erede del marco tedesco), per
poi perdere oltre il 50% negli anni successivi, fino ad arrivare ai giorni
nostri.

Per me, c’è un parallelo tra i due “declini”.

Tornando ai primi anni ’70, l’oro era senza alcun dubbio moneta. Certo, già
allora nessuno andava più a fare la spesa con monete d’oro, ne il Gold
Standard era più presente nella maggior parte dei paesi del mondo. Tuttavia,
il dollaro americano era ancora convertibile in oro. Non dalla gente comune,
ma dalle banche centrali degli altri paesi.

Di conseguenza, l’oro aveva ancora una funzione monetaria.

Quanndo Nixon sgancio il dollaro dall’oro, il metallo giallo era quindi ancora
moneta almeno nelle menti degli operatori professionali. Ed il cambio tra oro
e dollaro era palesemente sottovalutato. In altri termini, vista la quantità di
dollari in giro per il mondo, il cambio con l’oro era eccessivamente favorevole
al dollaro.

Il mercato, come sempre, tende a riallineare i valori. Così, l’oro accelerò. E
poiché il mercato generalmente tende anche a creare delle bolle, è probabile
che i livelli raggiunti nei primi anni ’80 fossero eccessivi.

Ma il vero motivo per cui l’oro arrivò, negli anni successivi, tra i 200$ e i 300$
non è solo il fatto che le quotazioni fossero eccessive. A mio avviso, questo
dipende dal fatto che l’oro ha perso la sua funzione monetaria. Anche agli
occhi degli operatori professionali, oltre che delle banche centrali

La politica di alti tassi seguita da Volker prima, la caduta del muro di Berlino
e lo status degli USA quale ultima superpotenza mondiale e, infine, la fiducia
quasi cieca verso Alan Greenspan, hanno dato al dollaro il ruolo di moneta
di riserva mondiale. L’oro perse questo status. Ed è chiaro che venendo meno
gran parte della domanda monetaria le quotazioni scesero in continuazione.

Ora, perché il parallelo tra l’oro negli anni ’80-’90 e il dollaro oggi?

Perché forse ora anche al dollaro sembra venir meno la domanda come
valuta di riserva mondiale.

Il forte deficit commerciale, unito al forte deficit federale, più l’arrivo dell’euro
quale alternativa e la continua svalutazione negli ultimi anni stanno minando la
fiducia verso il biglietto verde.

In molti, nell’analizzare il dollaro, dicono che ora è sottovalutato contro l’euro,
giustificando la cosa con gli strumenti ordinari, come ad esempio la parità di
potere d’acquisto o i differenziali di tassi (ancora favorevoli, forse per poco,
agli USA).

Ma se al dollaro viene meno anche solo una parte della domanda quale valuta di
riserva, questi strumenti sono solo una parte dell’equazione e forse non la più
importante.

Questo per dire che “questa volta può essere davvero differente“.

Il dollaro viene da mesi di ribassi, quindi ora potrebbe anche fare un rally. Ma
non è affatto scontato che i ribassi contro l’euro siano finiti.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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