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Obbligazioni Paesi emergenti e azioni, ci sono dei rischi?

Obbligazioni Paesi emergenti

Ultimamente abbiamo spesso parlato della disconnessione e divergenza tra mercato ed economia reale. Lo abbiamo fatto soprattutto con riferimento agli Stati Uniti.

La divergenza, però, esiste anche sui mercati emergenti. Questo può portare a dei problemi per le obbligazioni Paesi emergenti e le azioni.

La divergenza presente su questi mercati è ancora più pericolosa.

Infatti, gli Stati Uniti hanno il dollaro come valuta, che è considerato la moneta rifugio per eccellenza. Anche l’Europa, con l’euro, hanno una valuta ritenuta solida e di gran fiducia dai mercati internazionali.

I mercati emergenti, invece, non hanno questo vantaggio.

Valuta, obbligazioni Paesi emergenti e azioni.

Cosa comporta quanto appena detto?

Per capirlo, andiamo a vedere cosa è successo sui mercati emergenti mentre la pandemia si stava diffondendo in tutto il mondo.

Tre mesi fa, c’è stato un enorme deflusso di capitali finanziari da questo comparto, che ha provocato la discesa dei prezzi delle materie prime e delle valute più rischiose.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, ci sono stati 78 miliardi di dollari di deflusso dalla fine di gennaio ad inizio marzo, rispetto ai 20 miliardi di dollari che erano stati tolti nei tre mesi successivi alla crisi del 2008.

Gli investitori nei momenti di crisi vedono il dollaro come più sicuro, a scapito delle valute emergenti che soffrono una forte svalutazione.

Gli investitori infatti, diventati più avversi al rischio, hanno dirottato la domanda sul dollaro Usa, preferendolo a molti asset rifugio tradizionali.

Inoltre, la rottura degli accordi OPEC ha spinto in una spirale negativa i prezzi petroliferi mondiali, già indeboliti dal calo della domanda. I prezzi del petrolio sono quindi crollati e scesi addirittura sotto lo zero a fine aprile. Per molti Paesi emergenti le materie prime, in particolare quelle energetiche, sono una fonte di export importante. Basti pensare alla Russia o al Brasile.

Le obbligazioni Paesi emergenti a più alto rendimento hanno visto un’impennata notevole. In alcuni casi, sono arrivate ad uno spread di oltre 1000 punti base rispetto ai Treasury.

Diciamo non una situazione rosea.

Le imprese statali emergenti come le compagnie aeree e i servizi di pubblica utilità (che rappresentano circa il 60% del debito delle società non finanziarie emergenti), hanno sempre più bisogno di salvataggi.

Da inizio anno, le emissioni di titoli di stato dei mercati emergenti in dollari è a livelli record (circa 350 miliardi di dollari), in crescita del 15% rispetto al 2019. Questo testimonia una certa carenza di valuta estera pregiata. Questi Paesi stanno facendo fatica ad acquisire dollari con la normale attività commerciale.

Tuttavia il rischio è che quando le emissioni sono eccessive, si possa generare un’indigestione sul lato dell’offerta.

Flussi finanziari e obbligazioni Paesi emergenti. Un rischio notevole!

Ma c’è anche un’altra “bomba” potenzialmente rischiosa.

L’aumento di liquidità da parte di FED, BCE e altre Banche Centrali di Paesi maturi non è finita tutta sui mercati nazionali. Una parte è stata investita su obbligazioni Paesi emergenti e anche sulle azioni mercati emergenti. Questo ha fatto ovviamente aumentare i prezzi di queste classi di investimento.

Ma questi incrementi di liquidità non saranno perenni. E cosa succederà quando gli investitori dei Paesi sviluppati inizieranno a ritirare questi investimenti? Il rischio di una nuova correzione può essere notevole.

Da questo punto di vista, sarà estremamente importante che questi governi riescano a gestire al meglio i flussi attuali, al fine di favorire una nuova e robusta crescita economica in grado di sostenere questi maggiori livelli di indebitamento in valuta estera.

Obbligazioni Paesi emergenti, investimenti e aree geografiche

Questi rischi, comunque, non sono identici per tutte le aree geografiche.

Se proviamo a considerare le diverse aree geografiche emergenti, l’Asia resta quella nella posizione migliore. Ciò grazie agli stimoli cinesi, ma anche alla dinamicità di altri Paesi come la Corea del Sud e le altri “Tigri Asiatiche”.

Anche i paesi dell’Europa centrale e orientale hanno beneficiato dell’espansione europea supporto europeo.

Al contrario, i Paesi dell’America Latina si troveranno probabilmente in difficoltà. L’Argentina potrebbe essere già la prima vittima (per l’ennesima volta). Ma altri Paesi sono molto a rischio.

In questa situazione, non ti dimenticare che è sempre prioritario costruire un portafoglio ben diversificato e ben strutturato. Per questo, approfitta del nostro Corso gratuito in 7 email Investitore Smart.

Buon investimento.

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