Mario Draghi dà l’addio alla BCE dopo 8 anni!

Mario DraghiMario Draghi, giovedì ha tenuto la sua ultima conferenza da Presidente della BCE. Ruolo che ha mantenuto per 8 lunghissimi anni!

Lo scettro dal Primo novembre passerà al Christine Lagarde, ex numero uno del fondo monetario internazionale!

Gli 8 anni di Draghi alla guida della BCE sono stati molto intesi e tali da mettere a dura prova lucidità mentale e capacità governative.
Diversi sono gli interventi e scelte di politica monetaria che Draghi ha dovuto prendere durante il suo mandato. Alcune di queste scelte meritano di essere ricordate, in quanto hanno cambiato le sorti dell’Europa!

2012: Mario Draghi pronuncia la parola magica “Whatever it Takes

Dopo poco l’insediamento, Draghi è messo a dura prova dalla crisi del debito pubblico dei Paesi periferici che scatenò un’ondata speculativa senza precedenti sui titoli di Stato di alcuni paesi europei. In particolare Grecia, Spagna e Italia.
Fu l’anno della psicosi da spreed! Termine tecnico che in pochi mesi si diffuse anche tra la gente comune. La crisi fu talmente insidiosa che iniziò a concretizzarsi l’idea che l’euro potessi essere giunto alla fine!

Nel corso di una conferenza tenutasi a Londra nel luglio del 2012 Draghi pronunciò la frase “Whatever it Takes“! Tale frase, che ebbe a significare che la BCE era disposta a fare di tutto per salvare l’euro, mostrò subito  la sua “efficacia”! Da lì a poco gli spreed registrano un calo continuo!

2015: Mario Draghi annuncia il “Quantitative Easy”!

Il presidente Draghi qualche anno prima era riuscito a salvare l’euro ma non l’Europa! La crisi economica era ancora evidente, l’economia diventò stagnante e l’inflazione iniziò ad invertire direzione fino a diventare deflazione! 

All’inizio del 2015 annunciò il quantitative easing; ovvero l’acquisto sul mercato secondario dei titoli di debito pubblico dei paesi europei ad un ritmo di 60 miliardi di euro al mese!

Una misura che Draghi “copiò”, per molti analisti con forte ritardo rispetto alle necessità, dalla banca centrale Giapponese ad Americana!

L’obiettivo principale era riportare il livello di inflazione attorno a valore del 2%! Lo stimolo nel tempo si è dimostrato valido ma non sufficiente per cui da dicembre 2018 la BCE ha ripreso con gli acquisti.

Nel pieno delle politiche di quantitative easing si scatenò la così detta “guerra valutaria“! L’immissione di liquidità nel sistema economico avrebbe generato una svalutazione della moneta domestica, favorendo le esportazioni. La maggior parte delle banche centrali iniziò quindi ad immettere liquidità nel sistema anche per evitare che la propria moneta diventasse troppo forte rispetto a quelle appartenenti a paesi che adottavano il Q.e.!

Rallentamento 2019: Draghi tagli ancora i tassi d’interesse!

Il 2018 è stato l’anno dell’inversione di marcia, almeno si pensava che così fosse! In America, la FED, in previsione di una crescita economica più stabile aveva iniziato ad aumentare i tassi d’interesse. Per tutto il 2018 lo fece per quattro volte. In Europa, mai  ancora uscita totalmente dalla crisi, si era iniziato a parlare di un possibile aumento dei tassi dopo molto tempo!

Le cose però sono destinata a cambiare alla fine del 2018! Gli aumenti dei tassi d’interesse da parte della FED iniziavano ad essere considerati troppo asfissianti e a dicembre dello stesso anno i mercati finanziari registrano un crollo che si aggirò attorno al 20%! Una contrazione fortissima che i mercati americani non registravano da diversi anni ormai!

Da lì, la decisione della FED, fortemente pressata da Trump, di ritornare ad un taglio dei tassi d’interesse. Le cose cambiano anche in Europa. Draghi a settembre decide di intervenire con un ulteriore taglio dei tassi già negativi, portandoli da -0.40% a -0,50%!
Decisione che aveva generato qualche malcontento nel direttivo! In particolare furono Francia e Germania a “lamentarsi” di questa decisione. Ricordando che i tasso negativi creano problemi alle banche commerciali e ai fondi d’investimento e pensionistici che non trovano rendimenti da cogliere sul mercato.

Il giudizio su Draghi: qualche lamentala, ma è promosso a pieni voti!

Negli ultimi periodi sono stati portati avanti diversi sondaggi su Draghi. I dati raccolti evidenziano che sebbene vi sia qualche malcontento, la maggior parte dei partecipanti al sondaggio hanno espresso parere favorevole sull’operato di Draghi in questi  difficili 8 anni di attività!

Tra i suoi contestatori vi sono coloro che sostengono che la politica dei tassi sui depositi negativi ha reso la vita difficile alle banche europee.  Inoltre l’ultimo taglio dei tassi avvenuto a settembre è considerato prematuro in quanto le condizioni economiche non sono così pessime da richiedere un intervento del genere. Il dubbio è che aver utilizzato l’arma ora, lascerà in futuro la BCE senza le giuste difese nel caso l’economia dovesse rallentare significativamente! A proposito! Se ti interessa sapere se ore conviene investire in Europa leggi l’articolo in questione!

Tu cosa pensi?! Pensi che Draghi abbia agito bene?! Faccelo sapere nei commenti! 😉

Buon investimento!

2 pensieri riguardo “Mario Draghi dà l’addio alla BCE dopo 8 anni!

  • 28 ottobre 2019 in 19:38
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    Buongiorno, Roberto
    Secondo il mio modesto parere ha agito
    bene, se no facevamo la fine della Grecia.
    P.S. Recentemente hai parlato di Etf real estate
    globali e non hai menzionato l’ amundi epra nareit.
    Non lo consideri un valido Etf?
    Saluti

  • 29 ottobre 2019 in 10:15
    Permalink

    Ciao Clemente,
    grazie per la tua opinione!
    adesso mi appunto l’etf che ci hai segnalato eventualmente integriamo l’articolo o ne facciamo uno ex novo!
    grazie per la segnalazione e continua a seguirci ! 😉
    Buon Investimento!

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