L’inflazione necessaria – EF Report 116

Prima del 1971, ma soprattutto prima del secolo scorso, il
mondo occidentale ha sperimentato uno stabile, ma sostanzialmente
costante, incremento del tenore di vita ed un progressivo aumento
del potere d’acquisto della moneta in mano alle persone.

Questo è diventato evidente soprattutto con la rivoluzione industriale.

Dato il notevole aumento della produttività, la quantità di beni e
servizi a disposizione dell’umanità anno dopo anno aumentava
sempre di più e con essa anche lo standard di vita. Quello che
è molto importante osservare è che durante la maggior parte
della storia umana, l’aumento dei prezzi è stato sempre molto
basso e per molti anni il numero di beni i cui prezzi diminuivano
anzichè aumentare era molto elevato.

Durante la maggior parte della storia umana poi, la moneta
usata dall’uomo è sempre stata una moneta metallica o comunque
garantita da un metallo.

Il metallo più importante è stato storicamente l’oro.

Questo sarebbe possibile oggi? Sarebbe possibile avere una
moneta che anzichè svalutarsi ogni giorno che passa riesca a
comprare un numero sempre maggiore di beni e servizi?

Se fosse possibile non sarebbe male.

I lavoratori con redditi fissi avrebbero un potere d’acquisto
sempre maggiore.
E risolverebbero una volta per tutte il
problema dell’adeguamento degli stipendi e delle pensioni.

Purtroppo questo non è possibile. Nonostante governi e banchieri
centrali dichiarino di voler tenere sotto controllo l’aumento
dei prezzi, in realtà esso non potrà mai ridursi sotto un certo livello.

Governi e banche centrali non solo sanno questo, ma sono i
principali artefici dell’aumento dei prezzi. Il deficit dei governi
predilige interessi nominali non elevati e le banche centrali
intervengono sui mercati obbligazionari acquistando bond e
contribuendo a calmierare verso il basso i tassi di interesse.

Per farlo, ovviamente, stampano moneta. Un ritorno al passato,
un ritorno ad un sistema monetario che protegga il potere d’acquisto
della moneta è attualmente impossibile. Il costo sarebbe enorme.

I tassi di interesse salirebbero, le azioni scenderebbero, molti mutui
non potrebbero essere pagati e le banche si impossesserebbero
degli immobili ipotecati. A quel punto però i prezzi degli immobili
scenderebbero così tanto che molte banche semplicemente non
riuscirebbero a collocarli. Il passo verso dei fallimenti a catena
del sistema bancario sarebbe molto breve.

I costi del ritorno ad un sistema monetario più sano e naturale
sono attualmente spropositati.

Questo perchè l’espasione del credito ha raggiunto livelli
enormi. In passato, il debito era una cosa rarissima. Quando non
esistevano le banche centrali, le diverse banche private dovevano
limitare la concessione dei crediti sulla base delle riserve metalliche
possedute. Era normale che il volume di credito fosse leggermente
maggiore del valore del metallo posseduto, ma quando il rapporto
tra i due valori cresceva troppo, il mercato si accorgeva in breve
tempo che le note di credito emesse da quella particolare banca
erano a rischio, non garantite. Presto si realizzava una corsa
alla conversione che metteva in difficoltà la banca “furba”.

In questo stato di cose, il debito privato era molto raro. Le banche,
dovendo limitare il credito, lo riservavano alla clientela più virtuosa.

Per comprare, le persone guadagnavano e risparmiavano. Questo
creava anche un certo comportamento più sano e normale.

Oggi invece c’è la banca centrale pronta a fornire tutta la liquidità
necessaria in caso di fallimenti bancari a catena. E senza l’oro a fare
da riserva, le banche possono concedere tutti i crediti che vogliono.

Così il credito ai privati è esploso. E con un volume di credito
gigantesco l’inflazione monetaria e dei prezzi è necessaria. La
deflazione è semplicemente un costo insostenibile. Sarebbe un
peso enorme per le persone indebitate. Sarebbe una minaccia per
il sistema bancario che rischierebbe il fallimento su vasta scala.

Ma sarebbe una minaccia anche per le persone virtuose che non
sono indebitate, hanno assets, investimenti e risparmi. Infatti, il più
grande tra i debitori, il governo, diventerebbe insolvente e
naturalmente chiederebbe ai suoi “sudditi” di partecipare al
risanamento.

E le richieste sarebbero molto elevate, dato che la crisi non
sarebbe locale, di questo o quello stato, ma sarebbe globale.

CONCLUSIONI

Se conti su una progressiva riduzione del livello dei prezzi o
addirittura sulla deflazione puoi tranquillamente scordartela.

Con il sistema monetario attuale ed al livello di debito e di liquidità
a cui siamo giunti, la deflazione sarebbe un costo insostenibile.

L’inflazione dei prezzi e della moneta sono semplicemente necessarie.

Uno slogan ben noto negli ambienti finanziari è “inflaziona o muori”.

Naturalmente qualcuno potrebbe pensare che il sistema attuale,
permettendo di affrontare meglio i debiti, non sia poi così male.

Sbagliato! Enormemente sbagliato! Il debito altro non è che il prodotto
di tale sistema. Poichè l’espansione monetaria è stata, negli ultimi anni,
tra il 7% e il 10% e l’economia reale semplicemente non può crescere
a questi livelli, il risultato è che anno dopo anno i beni e i servizi
costano sempre di più.

Questo comporta che le persone debbano indebitarsi per sostenere
il costo della vita, finché sarà il debito stesso a diventare insostenibile.

Attenzione! Quando parlo di debito per sostenere il costo della vita
non parlo solo di indebitarsi per acquistare il superfluo. In fin dei conti,
i gingilli elettronici, pc e cellulari di ultima generazione, ecc… sono
diminuiti di prezzo.

Il costo della vita diventato inaffrontabile è quello legato soprattutto
ad immobili, energia e servizi locali. Beni e servizi indispensabili, ma
inevitabilmente “limitati” e poco elastici nell’offerta.

Quale sarà la soluzione a tutto questo? Semplicemente non lo so.

Mai l’uomo si era spinto tanto oltre come ora nel creare un sistema
monetario basato esclusivamente sulla fiducia e niente altro.

Mai il potere di emettere e gestire discrezionalmente la moneta
si era concentrato così tanto nelle mani di pochi soggetti.

La conclusione di tutto questo è semplicemente priva di un qualche
ricorso storico. Gli esperimenti su scala più ristretta (in particolare
quelli di John Law alla corte di Francia), non finirono bene.

Ma in confronto a dove si è arrivati oggi, John Law aveva solo
mosso qualche passo.

Forse tra tre anni un’articolo di Educazione Finanziaria sarà
dedicato al crollo dell’attuale sistema monetario e dell’inflazione
necessaria, con tutti i costi sociali ed economici di cui ho parlato prima.

O forse il sistema durerà per altre tre generazioni.

Probabilmente, la verità starà nel mezzo.

Nel frattempo, non contare su una diminuzine dei prezzi e del
costo della vita.

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