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La FED cambia strategia: priorità all’occupazione! Solo dopo l’inflazione!

FED cambio di strategia monetariaPowell, numero uno della FED, in occasione dell’incontro (virtuale) tenutosi a Jackson Hole, annuncia la revisione della strategia della Banca centrale americana! La FED manterrà i tassi bassi anche qualora l’inflazione dovesse superare il livello obiettivo del 2%! L’biettivo primario della FED è quindi quello di consolidare il mercato del lavoro!

FED: inflazione non più al 2% ma inflazione media del 2%

Di la verità, hai avuto la sensazione che il titolo di questo paragrafo sappia un pò di indovinello! In realtà quello che sa di “gioco di parole”, riassume il cambio di strategia della FED con conseguenze non di poco conto!

La FED, con l’annuncio della nuova politica monetaria,  non avrà più come obiettivo quello raggiungere e mantenere il livello d’inflazione vicino al 2%, ma di perseguire un obiettivo medio d’inflazione del 2%. Questo significa che l’inflazione in alcuni periodi potrà superare tranquillamente il livello del 2%, purché in media nel tempo, l’inflazione, si aggirerà attorno a tale valore! Perché questa scelta? La risposta nel prossimo paragrafo!

FED: la massima occupazione è l’obiettivo primario!

La necessità di essere più tolleranti sulla dinamica dei pezzi, nasce dall’esigenza di evitare che ridimensionamenti della politica monetaria possano ostacolare il raggiungimento della massima occupazione.

Se la FED lasciasse invariato l’obiettivo dell’inflazione attorno al 2%, verosimilmente potrebbe accadere che sarebbe necessario aumentare i tassi d’interesse per evitare il superamento del 2% dell’inflazione, in una fase in cui il mercato del lavoro non si è ancora consolidato!

Al contrario, lasciando margini più ampi sull’andamento dei prezzi, la FED può concedersi l’opportunità di continuare a mantenere bassi i tassi d’interesse ancora per lungo tempo e quindi sostenere l’espansione economica ed occupazionale, anche con un’inflazione superiore al 2%!

Banca centrale a favore di famiglie e imprese?

Il cambio di rotta annunciato dalla banca centrale americana dovrebbe andare a favore di imprese e famiglie.  Il prestito per le famiglie e le imprese – per qualsiasi cosa, dai prestiti auto e mutui per la casa all’espansione aziendale – rimarranno probabilmente bassissimi per molto altro tempo!

Si tratta, quindi, di un ulteriore tentativo da parte della banca centrale americana di intraprendere un percorso di rilancio dell’economia americana.

Necessità che nasce dalla diffusione dei dati preliminari del PIL del secondo trimestre. L’economia americana nel secondo trimestre si è contratta del 31,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno! Un dato negativo ma tuttavia in lieve miglioramento rispetto al -32,9% della prima rilevazione (pubblicata a fine luglio). Inoltre, il dato è migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su una contrazione del 32,5%. Ma è comunque la peggior performance da quando esistono le moderne statistiche trimestrali sul Pil.

Tassi d’interesse negativi ed effetti collaterali

Il cambio di politica monetaria intrapresa dalla FED sembra essere cosa buona e giusta! Tuttavia, c’è chi sostiene che una politica di tassi d’interesse bassi o peggio  ancora (reali) negativi (quando l’inflazione è superiore al tasso d’interesse nominale), non è libera da effetti collaterali!
Anzi, per alcuni analisti/economisti ritengono che una politica di tassi bassi/negativi alla lunga possa danneggiare l’economia!

Come puoi ben vedere il contesto macroeconomico diventa sempre più difficile da interpretare.  Per questo è fondamentale attuare una strategia di portafoglio che si basi su un’ottima diversificazione. Approfitta del corso GRATUITO investitore SMART!

Buon investimento!

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