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La crisi 2020 ha migliorato i rapporti tra istituzioni e stati Europei?

crisi 2020 e un Europa miglioreChi non ha mai sperimentato nella propria vita un periodo di difficoltà? In quei momenti si è alla ricerca di qualcuno che ci possa consolare e aiutarci a tirare su il morale.
Tra le tante parole e frasi che abbiamo sentito, sicuramente c’era “dalle cose brutte nasce sempre qualcosa di buono“! Non ci resta quindi che chiederci se la crisi 2020, causata dal covid-19, abbia effettivamente prodotto qualcosa di buono!

Crisi 2020: l’anno della banca centrale e delle istituzioni Europee

La crisi 2020 come sappiamo è stata una crisi indotta. Dinanzi al diffondersi su scala mondiale del virus, gli Stati di tutto il mondo non hanno potuto fare altro che limitare le attività economiche e sociali! Il 2020 è stato l’anno in cui per la prima volta nella storia dell’essere umano il mondo si è letteralmente fermato!

Tutto questo ha generato necessariamente delle conseguenze disastrose sul piano economico! I governi hanno dovuto far fronte all’inaspettata impennata della spesa sanitaria affinché si potesse assistere tutti i malati. Al contempo hanno dovuto adottare misure economiche per indennizzare imprese, lavoratori autonomi e non. Sostenere le famiglie, soprattutto quelle a reddito più basso.

Tutto questo, per i conti dei governi si è trattato in un aumento esponenziale delle uscite e una limitazione severa delle entrate. I governi non hanno potuto far altro che puntare tutto su una spesa pubblica in deficit!

Naturalmente, ognuno secondo le proprie possibilità. Gli stati più virtuosi come la Germania hanno avuto più spazi di manovra. Altri come l’Italia, con un debito pubblico già al 135% del Pil  (per questo nuovo anno è previsto un rialzo al 160%), hanno potuto fare bene poco!

Se è reso, così, necessario cercare delle strategie europee che consentissero a tutti i paesi, indipendentemente dalla singola situazione, di poter affrontare ed uscire da questa crisi impossibile da prevedere!

Non è una novità che in “casa Europa” la convivenza tra i vari Stati membri non sia proprio delle migliori! Si è aperto così un lungo di battito tra i leader europei su quale fosse il miglior modo per intervenire. Dibattito a volte sfociato in vero e proprio scontro.

La commissione Europea e il Recovery Fund

Tra le varie misure proposte e poi approvate quella sicuramente più incisiva è il fondo per la ripresa denominato Recovery Fund oggi ribattezzato Next Generation EU. 

Una strategia che ha visto impegnati i leader europei per oltre 4 mesi! Il Recovery Fund prevede che in questo nuovo anno saranno investiti nel rilancio economico 750 miliardi di euro tra prestiti e sussidi. Di questi, 209 arriveranno all’Italia.

L’intervento della banca centrale Europea

Anche l’intervento della banca centrale europea è stato fondamentale! La Bce, rispetto alla FED, è storicamente più lenta e conservatrice. Tuttavia, l’inaspettata e anomala crisi 2020, ha spinto la Bce ad essere più incisiva e concreta negli interventi!

La first lady della Bce, Christine Lagarde, dopo l’infausta dichiarazione del 12 marzo in cui affermò che non è compito della BCE ridurre gli spread (“not here to close spreads”), ha dovuto rivedere il suo piano d’azione!

La Lagarde ha corretto progressivamente la rotta andando al di là di un semplice Quantitative easing, intervenendo invece in maniera più puntuale:

  • ha messo in campo il PEPP, Pandemic Emergency Purchase Programme;
  • ha varato un nuovo Quantitative Easing;
  • ha tagliato i tassi sulle TLTRO3, le maxi-aste di liquidità, per il periodo fra giugno 2020 e giugno 2021;
  • ha lanciato una nuova serie di operazioni di rifinanziamento per l’emergenza pandemica chiamate PELTRO (Pandemic Emergency Longer-Term Refinancing Operations)

Questi sono gli interventi più significativi messi in campo dalla Bce. Vale la pena ricordare che l’intervento della Bce sui mercati dei titoli di Stato ha permesso un contenimento dei prezzi. In caso contrario era molto probabile che paesi come l’Italia avrebbero visto schizzare verso l’alto lo spread come nel 2012!

Peraltro, l’agenzia di rating Fitch ha ridotto il giudizio sull’affidabilità del debito pubblico italiano a BBB-, un solo gradino sopra il livello “junk”, spazzatura. Mentre Moody’s ha deciso di lasciare il nostro merito creditizio invariato, considerata la natura “temporanea” della crisi. S&P Global Ratings ha confermato il rating BBB.

Crisi 2020: è nata un’Europa migliore?

Seppur con tutte le difficoltà, incomprensioni, paradossi e contraddizioni, la crisi 2020 sembra aver creato una maggior coesione tra i vertici europei.
Non stiamo dicendo che ciò che è stato fatto è la miglior soluzione in assoluto. Riteniamo, però, che la crisi 2020 abbia reso necessariamente più coesi i paesi europei.
L’Europa è un insieme eterogeneo di paesi,  sia sul piano culturale, sia economico. La pandemia per la prima volta ha posto i paesi dianzi allo stesso “mostro”, rendendoli più simili tra loro! L’obiettivo comune li ha spinti necessariamente a mediare una soluzione comune!

Anche il ruolo della Bce è stato più incisivo ed incalzante. Nei fatti, si è posta come garante di ultima istanza del debito pubblico dei paesi europei.

E’ l’inizio di una convivenza più serena tra i paesi europei e tra paesi europei e le sue istituzioni? E’ un convivenza forzata che prima o poi riesploderà?! Quando si ritornerà alla normalità, diventeremo nuovamente individualisti? Punteremo il dito contro gli Stati con debiti e deficit più alti? Qualcuno implorerà il “fate i compiti a casa“?!

Difficile dirlo! E’ probabile che neanche loro sappiano come andranno le cose!
Come cittadini italiani ed Europei ci piace pensare che nella grande famiglia Europea sia iniziata una nuova era e che “dalle cose brutte sia nato qualcosa di buono“.

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Buon investimento!

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