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Inflazione USA: mercati in fermento, ecco dove investire!

inflazione USA e politica monetariaMercati in attesa dei dati sull’inflazione USA. Sui mercati si respira area di preoccupazione su una potenziale impennata dei prezzi al consumo.
L’evidente aumento dei prezzi delle materie prime cui stiamo assistendo in questi giorni rende plausibile l’atteso rialzo dei prezzi.

Attesa inflazione USA: borse e obbligazioni in correzione

Come abbiamo ricordato agli abbonati iscritti ai nostri prodotti, in questi giorni (13 maggio) verrà pubblicato il dato sull’inflazione USA di aprile. Un dato, in questa fase storica, molto importante. Sicuramente l’inflazione è uno dei market mover più attesi dal mercato. Il dato potrebbe, infatti, condizionare le politiche monetarie delle FED. Gli operatori dei mercati sono, infatti, preoccupati per un possibile rialzo anticipato dei tassi d’interesse da parte delle FED.
I mercati azionari hanno registrato in queste ore movimenti a ridotta volatilità con tendenza a ribasso. La maggior parte delle Borse internazionali ha archiviato i primi giorni di questa nuova settimana in lieve calo.

Sul fronte del mercato obbligazionario, si assiste anche qui ad una riduzione dei prezzi e quindi ad un aumento dei rendimenti. In salita i rendimenti dei titoli di Stato sia in Eurozona che negli Stati Uniti.

In pochissime sedute il Bund tedesco ha registrato un’impennata dei rendimenti del +18,9% rispetto a gennaio 2020.
In Italia, i tassi del Btp a 10 anni sono schizzati allo 0,989%.

Fermento anche negli Stati Uniti, dove il Treasury a dieci anni è entrato in area 1,60% fino a toccare quota 1,615%.

Cosa fare in vista di un aumento dell’inflazione?

Diversi funzionari della Fed hanno affermato che l’economia statunitense è sul sentiero della ripresa, ma i rischi sono ancora tanti e pertanto è prematuro ipotizzare una riduzione degli stimoli monetari.

Una visione molto simile anche in Europa: Draghi, intervenendo al summit sociale Ue ad Oporto, ha dichiarato che il sostegno fiscale all’economia europea martoriata dal Covid non deve essere ritirato troppo presto, aggiungendo che il programma Sure della Commissione per attutire gli effetti della disoccupazione nel continente deve rimanere in piedi.

Facciamo in modo di non ritirare troppo presto il sostegno fiscale, facciamo in modo che il programma Sure rimanga in piedi”.

Al momento c’è attesa sul mercato. Il collo di bottiglia dell’offerta di semiconduttori e le preoccupazioni sull’aumento dell’inflazione USA indotta da un aumento del costo delle materie prime hanno messo in allarme gli investitori. Ma non sembra che si stia assistendo a scenari da panico!
In un contesto del genere, l’idea operativa è quella di non rimanere totalmente fuori dal mercato. Piuttosto, è consigliabile un riassetto del portafoglio a favore di azioni value e discapito delle più costose azioni tecnologiche.

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Buon investimento!

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