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Inflazione USA alle stelle: uscire dal mercato è la cosa giusta?!

inflazione USAIn questi giorni è stato pubblicato il tanto temuto dato sull’inflazione USA di aprile! I prezzi al consumo sono balzati oltre le attese!
L’inflazione durante il quarto mese dell’anno è crescita del 4,2%! Un balzo che ha scosso gli operatori di mercato e che ha spinto giù le borse! Come muoversi in queste circostanze?! Uscire dal mercato è la cosa giusta?

Inflazione USA: i mercati da sottopesare in questa fase

Uscire completamente al mercato, al momento, non sembra essere necessario. Ciò che è più consigliabile fare in questa fase è una gestione settoriale e geografica del portafoglio.

Il settore tecnologico ha dei prezzi troppo alti rispetto agli utili. Nell’ultimo periodo ha corso veramente tanto. Sicuramente è uno dei settori sottoposti a maggior tensione in questa fase. Non a caso, l’indice Nasdaq in questa settimana ha perso oltre il 4,5%. Meno peggio gli altri indici USA.

I mercati da sovrappesare in questa fase

Al momento i mercati che reggono meglio sono in primis il mercato Europeo e la Cina. Sul piano tecnico, già da diverse settimane abbiamo evidenziato ai nostri abbonati come l’Europa stesse creando una struttura tecnica favorevole. Inoltre, le quotazioni non sono così alte come negli USA.

Sull’aspetto macroeconomico, l’Europa presenta dati in miglioramento e soprattutto con spazi di crescita più ampi, in quanto il gap pre-crisi non è stato ancora sanato.
Lo stimolo di aiuti varato dalla commissione Europea dovrebbe sostenere, anche se in maniera non uniforme tra i vari paesi, il rilancio e il consolidamento dell’economia.
Inoltre, il piano di aiuti prevede investimenti di carattere strutturale. Progetti, quindi, che non si limiteranno a rilanciare solo i consumi, ma che andranno a “rimodernare” l’Europa.
Chiaramente per ora si tratta di ambizione! Solo il tempo ci potrà dire se questa crisi è servita a creare una nuova Europa e a renderla maggiormente competitiva in ambito internazionale.

Questa fase tecnica favorevole potrà quindi esaurirsi in poco tempo o essere il punto di partenza per un rialzo di medio/lungo termine.

La Cina al momento sembra essere indifferente alla questione dell’inflazione USA. In questo ultimo periodo i movimenti di tale mercato sembrano un pò assopiti. Neanche le preoccupazioni di un rialzo dei tassi USA sembra scuoterlo.

Secondo alcuni, la Cina è destinata a diventare nel giro di pochi anni la prima potenza mondiale. L’insensibilità della borsa cinese alle possibili variazioni in aumento dei tassi USA è sicuramente un primo elemento da cogliere in quella direzione.
La Cina, ma in generale i paesi emergenti, di norma reagiscono male ad un aumento dei tassi USA, perché ciò non giustificherebbe più l’investimento in paesi più remunerativi ma più rischiosi.
Se un aumento dei tassi USA non genera più questa ristrutturazione dei portafogli, o comunque la minimizza, vuol dire che la Cina viene sempre più percepita come paese sicuro e a crescita stabile.

Chiaramente questa è solo un’analisi limitata alla prima reazione dei mercati Cinesi ad un ipotetico aumento dei tassi USA. Servirà ancora del tempo per avere la conferma che il mondo non è più americanocentrico!

Tuttavia, possiamo già notare come gli etf emergenti, che quindi includono oltre la Cina tante altre nazioni ritenute tali, abbiano reagito negativamente alle ipotesi di un aumento dei tassi conseguenziali ad un’impennata dell’inflazione USA.

Sarà solo il tempo a chiarirci il ruolo che ogni nazione giocherà sull’ampio scacchiere internazionale.

E se non succedesse nulla…

Chiaramente quello che consigliamo è un riassetto prudenziale del portafoglio non necessariamente di lungo periodo. Potrebbe infatti accadere che con qualche settimana di chiusura negativa delle borse americane le quotazioni potrebbero arrivare a livelli più accettabili e creare nuove occasioni d’acquisto.

Conclusioni

Per chi ha una forte esposizione sugli USA, in particolare sul tecnologico, l’invito è di alleggerire o chiudere le posizioni. La liquidità potrebbe essere utilizzata per esporsi ai mercati europei e cinesi (ed eventualmente se migliora l’assetto tecnico anche sugli emergenti) ed una parte in oro per proteggersi dall’inflazione.

Per chi, invece, è più ottimista e ipotizza un movimento solo di breve, può utilizzare la liquidità per rientrare sui mercati USA a prezzi più convenienti.

Il consiglio che vale per tutti, in questa fase, è comunque di non essere eccessivamente esposto agli USA.

Anche in contesti così complessi, esistono delle azioni capaci di reggere bene alle flessioni del mercato, o addirittura di registrare delle performance positive.
Individuarle non è facile! Oggi, però, grazie al servizio Crescita&Rendimento, aperto solo per altri pochissimi giorni, c’è chi le seleziona per te!

Buon investimento!

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