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Inflazione: ecco gli strumenti per difenderti dall’aumento dei prezzi!

strumenti per difendersi dall'inflazioneInflazione ancora al centro dell’attenzione! Un’impennata così in Italia non si vedeva dal 1991. Stando alle stime preliminari dell’Istat sui livelli di inflazione previsti a marzo, l’indice nazionale dei prezzi al consumo continua a crescere su base mensile dell’1,2%, su base mensile del 6,7%. Ad imprimere un’accelerata così alta ai prezzi è sicuramente il forte rincaro delle materie prime energetiche. Anche se stiamo sperimentando un aumento considerevole dei prezzi anche negli acquisti quotidiani.

L’inflazione fa bene o male all’economia?

Come spesso accade, la risposta migliore è “dipende”.
L’andamento dei prezzi è un indicatore economico fondamentale, esso condiziona:

  • il potere di acquisto delle famiglie
  • la crescita delle aziende
  • l’orientamento delle politiche monetarie delle banche centrali

L’andamento dei prezzi, per molti è considerata il termometro dell’economia. Il suo andamento descrive lo “stato di salute” di un paese.
Benché non sia una legge universale, anni di studio sull’andamento dell’economia e evidenze empiriche, hanno permesso di giungere alla conclusione che una crescita dei prezzi attorno al 2% è il miglior livello d’inflazione per garantire una crescita occupazionale ed economica di un paese.

Sulla base di questo assunto, la maggior parte delle banche centrali del mondo, compresa BCE e FED, per garantire una stabilità dei prezzi, si sono date come obiettivo quello di mantenere il tasso l’inflazione attorno al 2%.

Inflazione alta: cosa comporta per l’economia?

Questa condizione la stai assaporando sulla tua pelle! Ti senti più povero, vero?! Non è una sensazione, è proprio così! L’aumento esponenziale dei prezzi deprime la tua ricchezza! Questo perché a parità di stipendio puoi comprare meno cose!

Ne consegue, che un livello troppo alto dei prezzi impoverisce le famiglie. Se le famiglie spendono di meno, diminuiscono i consumi! In una economia capitalistica come quella attuale, che si fonda sui consumi, è facile comprendere come una riduzione di questi si rifletta necessariamente sull’andamento dell’economia, causandone un rallentamento.

Ad essere rigoroso, c’è da considerare, però, anche il vantaggio per i debitori che, con l’aumento dell’inflazione, vedono diminuire il valore reale del proprio debito. Questo è un vantaggio per le economie fortemente indebitate come l’Italia.
Tuttavia, quando l’inflazione cresce troppo, complessivamente si ottengono più svantaggi che vantaggi.

Inflazione bassa: cosa comporta per l’economia?

Livelli di inflazione troppo bassi di solito solo sinonimo di un’economia in recessione o stagnazione. La crescita dei prezzi tende a rallentare, fino in alcuni casi, come accaduto un paio d’anni fa, a decrescere, ovvero a diminuire, creando deflazione.
In un paese a bassa inflazione o in deflazione, è un paese in cui si spende poco a causa, spesso, di elevati livelli di disoccupazione.
In questi casi l’offerta di beni e servizi è in eccesso rispetto alla domanda. Le aziende per stimolare gli acquisti, e per evitare scorte elevate d’invenduto, sono costrette ad abbassare i prezzi e ciò si riflette sui margini di guadagno.

Per chi studia o ha studiato economia sicuramente si ricorderà la curva di Phillips. Phillips, mise in relazione i livelli di disoccupazione e inflazione arrivando a evidenziare, quello che abbiamo espresso intuitivamente in questo articolo, ovvero che:

  • a livelli elevati di occupazione (bassa disoccupazione) sono associati alti livelli di inflazione
  • a livelli bassi di occupazione (alta inflazione) sono associati bassi livelli di inflazione

Attualmente siamo attraverso un momento di forte inflazione. Il trend è iniziato nel 2021 e sta continuando anche per quest’anno.
Secondo le ultime stime fatte dall’Ocse i prezzi sono cresciuti del 5,8%. Livelli così alti non si vedevano da 25 anni. Nel campo dell’energia l’inflazione ha fatto crescere i prezzi del 27,7% fino a novembre 2021, e sul cibo l’aumento è stato del 5,5%.

Gli strumenti per difenderti dall’inflazione

Prezzi in forte aumento, oltre a ridurre la tua ricchezza, deprimono anche il valore dei tuoi risparmi. Agli attuali livelli di inflazione, tra 10 anni 20.000 euro avranno un valore reale di circa 15.000 euro. Questo significa che tra 10 anni, potrai comprare con i tuoi 20.000 euro qualcosa che oggi ne vale 15.000.
Capisci bene che in questo caso è necessario intervenire per almeno frenare questa “erosione”.

Quali sono gli strumenti su cui puntare per difenderti dall’inflazione?

  1. Investire nelle materie prime
  2. Investire nei beni rifugio, come l’oro, il platino o l’argento
  3. Obbligazioni indicizzate all’inflazione (inflation linked)
  4. Azioni

Oltre ai primi tre strumenti d’investimento, anche un investimento in azioni può aiutarti a difenderti dall’inflazione.
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Buon investimento!

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