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Inflazione in aumento: la colpa è dei semiconduttori?!

inflazione e semiconduttoriIn questo periodo non si fa altro che parlare di inflazione! I prezzi sono aumentati in maniera significativa rispetto alle attese.
Questo balzo dell’inflazione preoccupa non poco gli operatori di mercato che temono un intervento precoce della FED sul rialzo dei tassi d’interesse.
Le banche centrali, come la FED e la BCE sono più volte intervenute sul tema chiarendo che al momento non sono previsti interventi sui tassi d’interesse in quanto l’aumento dei prezzi è da considerare solo temporaneo e che nel medio periodo l’inflazione è destinata a ritornare sui livelli medi. Sulla base di quali osservazioni le banche sostengono la tesi di un aumento temporaneo dell’inflazione?

Picco d’inflazione ad aprile: la colpa è dei semiconduttori?

Per prima cosa chiariamo velocemente cosa sono i semiconduttori.
I semiconduttori sono una componente comune nei circuiti elettronici. Compaiono praticamente in ogni oggetto tecnologico di consumo (dai cellulari, ai televisori) e sono una componente fondamentale della tecnologia moderna.

Ma come è possibile che un bene così fondamentale per il funzionamento dell’economia mondiale sia diventato introvabile?
I  motivi principali possono essere ricondotti alle conseguenze della quarantena imposte dai governi di tutto il mondo per affrontare la pandemia.

Con le persone chiuse in casa c’è stato un aumento della domanda di tecnologia di consumo. Le vendite di pc e device ad esempio, sono aumentate a causa del lavoro da casa cui molti dipendenti sono stati costretti e dal potenziamento dei server resosi necessario per l’esplosione dell’attività online e del lavoro remoto che ha richiesto un aumento immediato e significativo della capacità server.

Questi due eventi  hanno inciso enormemente sull’aumento della domanda di semiconduttori a livello globale.

Aumento inflazione e diminuzione degli utili per il settore tecnologico

La carenza dei semicoduttori in presenza di una forte domanda ha determinato, nel breve termine, un aumento dei prezzi con ripercussioni su tutta la filiera tecnologica. In termini macroeconomici, tutto questo si è trasformato in un aumento dell’inflazione, o quanto meno è stata una delle principali cause.

Se la carenza di semiconduttori dovesse continuare, potremmo assistere a un impatto negativo sulle azioni delle molte aziende che in un modo o nell’altro sono implicate in questa filiera.

Inoltre, il problema della scarsità dei semiconduttori potrebbe spingere le aziende produttrici ad aumentare la produzione con investimenti strutturali. Maggiori spese per investimento significa minor utili oggi ma probabilmente maggior utili domani.

Domanda e offerta dei semiconduttori in equilibrio tra pochi mesi (?)

Stando a quando sostenuto anche dalle banche centrali, la domanda e l’offerta dei semiconduttori tenderà ad un equilibrio nei prossimi mesi.

Questo non vuol dire che l’utilizzo dei semiconduttori diminuirà. Anzi, nel futuro sempre più prodotti saranno automatizzati o messi in rete e per fare ciò serviranno i semiconduttori.

La Cina diventerà uno dei principali “consumatori” di semiconduttori che troveranno largo uso nelle città intelligenti. La Cina prevede di aumentare gli investimenti per lo sviluppo di città intelligenti del 13,5% nel periodo 2020-2023.
A livello globale, si stima che il mercato delle città intelligenti dovrebbe crescere del 24,7% dal 2020 al 2027.

Una crescita altrettanto impressionante è prevista per l’industria automobilistica che sta attraversando una fase di digitalizzazione che porterà ad un aumento significativo di utilizzo di semiconduttori.

Conclusioni

In passato, quando l’economia era prevalentemente “industriacentrica”, a scatenare l’inflazione era principalmente il rialzo del prezzo del petrolio.

In un’economia, che negli ultimi 20 anni sta ruotando vistosamente verso il settore dei servizi, la materia prima il cui costo ha un peso rilevante sull’andamento dell’inflazione è rappresentata dai semiconduttori.

In altri termini, oggi possiamo considerare i semiconduttori come il “petrolio” dell’era digitale!

L’ipotesi è che domanda ed offerta di semiconduttori nei prossimi mesi si allineeranno con una diminuzione della tensione inflazionistica indotta dal settore.

Come muoversi in questo contesto?

Come riportato già sopra, le società produttrici di semiconduttori potrebbero registrare dei cali di profitto a seguito degli aumento degli investimenti strutturali che dovrebbero tradursi auspicabilmente in utili futuri più alti.
Sul piano operativo, il consiglio è di evitare a avere una esposizione eccessiva al settore tecnologico, che è quello che ha i prezzi più alti ed è quello che in primis soffre per la carenza di semiconduttori.

Tuttavia, se l’inflazione sarà ben gestita dalle banche centrali, nel giro di poco tempo con l’adeguamento dei livelli di produzione dei semiconduttori alla domanda di mercato l’aziende coinvolte in questo settore potrebbero sperimentare un nuovo ciclo di rialzi.

Questo significa che non necessariamente i mercati azionari siano giunti ad un top. I rialzi, superata questa fase, potrebbero proseguire ancora per qualche anno.

Le scelte d’investimento oggi sono importanti più come mai. Saper strutturare il portafoglio è uno degli aspetti più importanti per evitare di perdere il capitale investito. Oggi per fortuna puoi impararlo in autonomia con il corso GRATUITO investitore SMART!

Buon investimento!

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