fbpx

Inflazione e deflazione, cosa sarà più probabile nel post-covid 19?

inflazione significato, deflazione definizione, deflazione significato, inflazione definizione
inflazione e deflazione

Quante volte ti sarà capitato di sentire i tuoi genitori o i tuoi nonni lamentarsi che il prezzo di un bene ai loro tempi era più basso?

Questo si verifica perché col passare del tempo, il denaro è inevitabilmente eroso dall’inflazione (l’aumento generalizzato e prolungato dei prezzi).

Come mai si verifica questo?

Perché quando in un sistema economico si alza la domanda di beni e la produzione resta la stessa o scende, i prezzi a cui i produttori possono permettersi di vendere vendere sono più alti.

Il contrario accade quando vi è un calo della domanda. In questi casi, infatti, i produttori sono costretti a vendere a prezzi inferiori, in quanto se alzassero i prezzi rischierebbero di vendere troppa poca merce. Questo fenomeno è detto deflazione.

Molti in questo periodo si interrogano se nel mondo post-Covid 19 prevarrà l’inflazione o la deflazione. Oggi vedremo meglio questo aspetto di inflazione e deflazione.

Inflazione e deflazione, cosa sono?

Ti ho fatto un’introduzione, ma ora è il momento di fare uno step in più sulle definizioni di inflazione e deflazione.

Inflazione significato: L’inflazione è un aumento del livello medio dei prezzi in un determinato periodo di tempo.

L’inflazione si può generare:

  1. Per via dell’aumento improvviso e continuato della domanda a cui l’offerta attuale non riesce ad adeguarsi rapidamente
  2. Per via di un calo della produzione. E’ il caso delle guerre o delle carestie o di eventi esogeni che impediscono ai produttori di mantenere i precedenti livelli di output. Questa motivazione si verifica anche in sistemi con scarsa concorrenza, dove i monopolisti o gli oligopolisti riescono a tenere i prezzi alti.
  3. Aumento dei prezzi delle materie prime, per motivi politici o per eventi particolari (inflazione da costi)

Quello che però occorre considerare è che l’inflazione è sempre un fenomeno monetario. L’aumento costante di moneta e credito rende la valuta meno pregiata agli occhi dei produttori e maggiore disponibilità per i compratori. E’ l’aumento della quantità di moneta e credito che fa crescere la domanda. Sempre l’aumento di moneta è a volte uno dei casi di aumento dei prezzi delle materie prime.

Per contro vediamo cosa si intende per deflazione.

Deflazione definizione: per deflazione si intende una discesa del livello medio dei prezzi in un determinato periodo. La deflazione si ha:

  1. Quando la domanda scende.
  2. Quando la produzione cresce a ritmi molto sostenuti, più del corrispondente aumento della domanda. Si verifica spesso quando ci sono forti discontinuità tecnologiche che aumentano la produttività
  3. Calo del prezzo delle materie prime.

Anche qui, l’elemento monetario è determinante. E’ il calo o la stabilizzazione di moneta e credito che fa ristagnare spesso la domanda. Ugualmente, quando la moneta si apprezza le materie prime tendono a diminuire di prezzo.

La politica deflazionistica non è molto popolare.

Abbiamo capito meglio cosa sono inflazione e deflazione.

Storicamente, l’inflazione ha sempre preso il sopravvento sulla deflazione.

Infatti, a parte le guerre e le carestie, l’inflazione, nel corso della storia, è stata uno dei peggiori nemici dell’uomo e dell’economia.

Basti ricordare l’iperinflazione tedesca degli ’20, quando i lavoratori tedeschi venivano pagati ogni 3 ore perché i prezzi aumentavano così velocemente che il potere d’acquisto diminuiva quasi ora per ora. Addirittura, era più economico bruciare soldi per riscaldarsi piuttosto che accumularli. Più di recente, abbiamo visto l’iperinflazione del Venezuela nel 2019. Questi sono esempi estremi, è ovvio, legati ad un deterioramento strutturale di una società, ma dimostrano quanto possa essere pericoloso questo fenomeno.

Per evitare che quindi il denaro arrivi a valere così poco, con tutti gli effetti devastanti che questo può provocare, le banche centrali provano a governare l’inflazione tenedola sotto controllo.

In questo caso, l’inflazione tende sempre a prevalere sulla deflazione. Tuttavia, lo fa gradualmente nel tempo, senza sconvolgere il sistema economico.

Del resto, un’inflazione moderata ma costante è da sempre l’obiettivo di chi governa la moneta. Questo perché la deflazione viene spesso associata a crisi economica, recessione e sistema economico immobilizzato.

Inflazione e deflazione al tempo del Covid 19

Al tempo del Covid 19, in prima battuta sembra che ci siano tutte le premesse per l’inflazione.

La produzione è diminuita a causa dei vari lockdown in giro per il mondo. E le Bance Centrali stanno espandendo rapidamente i loro bilanci per trasferire risorse al sistema economico e a quello finanziario.

Inoltre, le stesse Banche Centrali hanno tenuto i tassi sempre ai minimi o li hanno abbassati dove c’era ancora spazio (USA). In questo modo il credito sarà sostenuto ed ampliato.

Nell’economia reale, poi, la pandemia andrà a modificare sensibilmente il mondo dell’offerta.

Molte attività potrebbero non riuscire a superare la crisi. Da qui la possibilità che larghe fette di mercato vengano divorate dai big, con un rischio oligopolio per più di un settore.

Poi c’è il discorso deglobalizzazione. Se davvero il mondo dopo il coronavirus proverà ad essere meno “globalizzato come filiere di produzione”e cercherà di accorciare le catene del valore, allora dovrà farà i conti con un aumento dei costi. Forse, in questo quadro, potrebbe riprendere spazio un pensiero protezionista, e quindi dazi, barriere e quant’altro.

Sebbene questo sia un cocktail perfetto per l’inflazione, in realtà è la deflazione il vero rischio.

Perché tra inflazione e deflazione quest’ultima potrebbe prevalere

Il lockdown ha generato una prima caduta dei redditi per imprese e lavoratori. E l’inevitabile crisi che si produrrà farà aumentare ancora di più i disoccupati, con relativa pressione sui redditi.

Per contro, il Covid 19 non è una guerra. Quest’ultima fa calare la produzione in molti settori, ma in altri c’è un’enorme espansione della domanda e relativa richiesta di lavoratori. Allo stesso tempo, fa salire anche la domanda (e i prezzi) delle materie prime.

Il Covid 19, invece, se si eccettua i beni alimentari e farmaceutici tende a far scendere la domanda quasi tutti i settori. I governi cercheranno di stimolare la domanda, ma non c’è una domanda pubblica chiara, rapida e diretta in specifici settori. E come stiamo vedendo con il petrolio, i prezzi delle materie prime sono state in caduta libera.

Certo, c’è sempre l’espansione monetaria. Ma questa in prima battuta è controbilanciata dalla caduta dell’economia e in futuro sarà in parte bilanciata dalla distruzione di credito e moneta generata dagli inevitabili fallimenti.

Nell’immediato, la deflazione è quindi il rischio maggiore.

Inflazione e deflazione nel lungo periodo

Come al solito il lungo periodo è difficile da prevedere. Non è escluso che, nel lungo termine, le forze inflazionistiche prendano il sopravvento.

Ma questo, nell’immediato, non è un problema. E’ la deflazione il vero rischio.

Il capo economista BCE Philip Lane, il PIL europeo potrebbe scendere fino al 12% quest’anno. I livelli pre-crisi sarebbero recuperati solo nel 2023.

In questo scenario, pensare ad un rischio inflazione è molto difficile.

Buon investimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.