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Inflazione: ha ancora senso l’obiettivo della BCE? C’è altro cui pensare?!

inflazioneIl targeting dell’inflazione perseguito dalla BCE si è rivelato un successo straordinario per oltre un decennio. Ma le cose sono drasticamente cambiate quando in Europa si sono abbattute una serie di crisi!

L’ultima volta che il tasso di inflazione nella zona euro è stato superiore al 2% è stato prima della crisi del 2008!

Inflazione: la BCE ha perso il controllo e la credibilità!

La persistente incapacità della BCE di raggiungere l’obiettivo di inflazione intorno al 2 per cento non ha nulla a che fare con il livello dell’obiettivo o con l’asimmetria intrinseca.

Il targeting dell’inflazione è basato sul presupposto che gli obiettivi delle politiche della banca centrale abbiano credibilità presso il pubblico.

In passato, i sindacati e datori di lavoro usavano l’obiettivo della BCE come riferimento per negoziare i salariali. Oggi non è più così! Ormai si è consapevoli che la BCE ha perso il controllo dell’inflazione! Non è colpa sua, ma la realtà è questa!

L’adozione di un altro tipo di target non cambierà nulla. Attualmente, è in corso un dibattito su un nuovo concetto di inflazione. La banca centrale dovrebbe perseguire come obiettivo il raggiungimento di un livello medio di inflazione attorno al 2%.

In questo modo la banca centrale cerca nel presente di “recuperare” l’inflazione non generata in passato, perseguendo un livello di inflazione superiore al 2% in modo da compensare i bassi livelli d’inflazione precedenti.

La Federal Reserve statunitense ha appena adottato un target di inflazione flessibile. In questo modo, si consente di superare l’obiettivo del 2% per compensare la performance passata al di sotto del livello obiettivo.

L’inflazione degli Stati Uniti potrebbe benissimo superare il 2 per cento con la ripresa dell’economia. Ma al momento, non c’è alcuna possibilità che ciò accada in Europa.

Ad agosto, l’inflazione core annua nella zona euro ha toccato il minimo storico dello 0,4 per cento. Inoltre, la ripresa economica si è indebolita dopo un iniziale aumento post lockdown!

Perché la BCE non riesce a raggiungere i livelli di inflazione obiettivo?

La domanda che i politici e banchieri europei dovrebbero porsi è: come è riuscita la zona euro a rimanere bloccata in una trappola deflazionistica?

La risposta potrebbe essere legata a due fattori in particolare:

  • una carenza di investimenti pubblici
  • un’incapacità cronica di fornire veri stimoli fiscali discrezionali durante una crisi.

Un buon esempio di stimolo potenzialmente fallito è il piano francese di misure da 100 miliardi di euro. Il piano include varie tipologie di tagli alle imposte sulle società. Tuttavia, la maggior parte di questi non entrerà in vigore prima del 2021.

La Commissione europea e gli Stati membri sono molto bravi a “buttare fumo negli occhi” annunciando interventi massicci a sostegno di imprese e famiglie!

Ad esempio, la Germania è stata applaudita per un pacchetto di 25 miliardi di euro di sostegno al credito per le piccole e medie imprese. La realtà dimostra che di questo pacchetto sono stati erogati solo 700 milioni di euro!

Inoltre, sarà interessante vedere quanto dei 312 miliardi di euro di stimolo fiscale dell’UE concordati di recente si riverseranno effettivamente nell’economia reale.

Quando le economie sono bloccate in quella che è nota come stagnazione secolare, hanno problemi più grandi di un “semplice” obiettivo di inflazione.

Insomma, potrebbero aver ragione i sostenitori della moderna teoria monetaria. E’ tempo di mettere in discussione le ortodossie della dottrina attuale e le sue caratteristiche, come il targeting dell’inflazione e la nozione strettamente connessa di indipendenza della banca centrale.

Entrambi si basano in modo cruciale sulla validità di una teoria economica che ha persistentemente fallito nello spiegare le caratteristiche essenziali della vita economica nel 21 ° secolo.

C’è altro cui pensare prima dell’inflazione?

Un ulteriore rompicapo per i responsabili politici europei è l’apprezzamento della valuta. Il cambio euro/dollaro ha toccato $ 1,20 all’inizio di questo mese. Il tasso di cambio effettivo nominale dell’euro ha raggiunto il massimo di cinque anni il mese scorso!

Questo è un aspetto sul quale i responsabili politici europei e i banchieri centrali devono rimanere concentrati! Sarebbe un grossolano errore se sprecassero i prossimi 12 mesi con una discussione sull’obiettivo dell’inflazione da perseguire. Ci sono infatti questioni più urgenti da affrontare, come solvibilità aziendale, produttività e apprezzamento del tasso di cambio.

La BCE deve essere onesta sia con se stessa che con i leader dell’UE su ciò che può e non può fare! Sarebbe sbagliato affermare che la politica monetaria è inefficace. Ma sarebbe anche sbagliato affermare il contrario e cioè che una banca centrale possa fare e ottenere tutto ciò che serve!

Che piaccia o meno, la realtà sta dimostrando che la BCE, suo malgrado, non riesce a tenere sotto controllo l’inflazione! Forse perché ciò accada è necessario che vi sia maggiore flessibilità anche su altri parametri come la spesa pubblica. Ma, come detto prima, è necessario che i maggiori investimenti e gli stimoli fiscali non siano solo annunciati ma che vengano posti realmente in essere! 

La realtà è che forse la BCE, ma in generale tutte le istituzioni europee, anche se oggi meno rispetto al passato, sono ancora germanocentriche e nelle decisioni rivivono ancora gli anni neri dell’iperinflazione in Germania.

Oggi, più che in passato, è veramente complicato interpretare la realtà! Anche il tema dell’inflazione e la sua evoluzione avrà un impatto notevole sulle decisioni di investimento.

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Buon investimento!

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