fbpx

Un indicatore ci aiuta a prevedere il mercato azionario

mercato-azionario-indicatore-compressorPer valutare lo stato di salute di un’economia, gli analisti si affidano spesso a diversi indicatori e dati macroeconomici e uno di questi può aiutarci a prevedere l’andamento del mercato azionario.

Sto parlando del Consumer Confidence Index (CCI), un indicatore ottenuto elaborando dati reperiti da interviste telefoniche a comuni cittadini, ai quali viene chiesto un parere sulle condizioni attuali e prospettiche dell’economia  e sulla propria situazione finanziaria per i successivi 6 mesi.

Mercato azionario e CCI: una relazione molto stretta

Il grafico con CCI e mercato azionario evidenzia a colpo d’occhio una relazione diretta tra le due variabili. Un incremento dell’indice richiede un crescente ottimismo tra i consumatori. Al contrario crolli di mercato sono sempre accompagnati da un diffuso pessimismo.

mercato azionario

Nell’arco di tempo analizzato c’è stato però un periodo in cui le due variabili hanno mostrato un andamento decorrelato.

Tra la fine del 2002 e la fine del 2007 il mercato azionario ha registrato un trend certamente rialzista. Al contrario, il CCI dopo un’iniziale fiammata verso l’alto, si è caratterizzato per un andamento laterale-ribassista.

Chiaramente non è l’unica motivazione, ma è possibile suppore che il mercato azionario nel 2007 sia stato zavorrato nella realizzazione di nuovi massimi storici proprio da un mancato diffuso e consolidato ottimismo tra i consumatori!

Questa osservazione evidenzia che l’aspetto psicologico del consumatore influenza significativamente l’andamento del mercato azionario. Ed è quindi una variabile imprescindibile per una corretta analisi dei mercati azionari!

Dopo la crisi del 2008 sembra essersi ricreata una forte correlazione tra le due variabili.

Mercato azionario e CCI: quale è la situazione attuale?

Oggi il livello è significativamente alto (molto simile a quello raggiunto prima del crollo del 2007-08). Tuttavia, è ancora lontano dal massimo storico raggiunto del 2000, quando si raggiunse la follia collettiva!

Come ci insegnano i mercati azionari, non è necessario raggiungere nuovi massimi prima di avere un’inversione di mercato. Per questo, una flessione di tale indicatore potrebbe essere un primo importante segnale di allarme.

Il mercato potrebbe avere la forza di spingersi ancora oltre, ma la creazione di una divergenza come nel 2007 rappresenterebbe il preludio ad una contrazione dei mercati!

Tuttavia, allo stato attuale se combiniamo questo dato con altri di carattere macroeconomico, come ad esempio i livelli di disoccupazione, il quadro americano è senz’altro positivo è la possibilità che tali condizioni permangano per tutto l’anno ed oltre sembrano alte.

In altri termini, è più probabile una accelerazione della crescita economica che non una nuova crisi!

Certo, prima o poi si raggiungerà un top del ciclo che darà seguito ad una nuova crisi!

Quando si raggiungerà questo top non ci è dato saperlo ed ogni proiezione è assolutamente un azzardo. Lo ripetiamo ossessivamente: non ha senso anticipare i mercati. Ciò che garantisce i guadagni è una valida strategia!

Non condividiamo l’idea di molti analisti che sono usciti dal mercato solo perché ritengono che abbiamo corso troppo!

Si rischia di lasciare al mercato una buona fetta di guadagni. Del resto, non abbiamo neanche la presunzione di uscire sui massimi!

Ciò premesso, sulla base degli attuali studi riteniamo che attualmente ogni “caduta” delle quotazioni rappresenti un’ottima occasione di ingresso sul mercato azionario.

Anzi, se dovesse permanere questo quadro i prossimi veri ritracciamenti potrebbero rappresentare le uniche vere occasioni per entrare a prezzi scontati da qui al prossimo anno!

Buon investimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.