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I 4 frugali: sì al Recovery fund, ma i soldi vanno restituiti!

i 4 fugaliContinua il tira e molla tra i vertici europei per delineare il piano di aiuti! L’Europa ormai è spaccata in due blocchi. Da un lato i paesi periferici più la Francia, sul cui fronte si è schierata anche la Germania, dall’altro i 4 frugali!

I 4 frugali, ovvero, Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca, sono stati battezzati in questo modo per la loro avversione ad accettare condizioni di sostegno all’economia dei paesi europei particolarmente favorevoli! Cosa contestano e cosa propongono i 4 frugali?

I 4 frugali: bisogna fare di più!

Qualche giorno fa è stato pubblicato sul noto quotidiano Financial Times un articolo a firma dei rappresentanti dei 4 frugali.

Tutti e 4 i paesi “ostili” hanno espresso il loro malessere per le migliaia di vittime da coronavirus! Un’emergenza sanitaria globale senza precedenti!

La lotta contro la pandemia ha paralizzato gran parte delle attività quotidiane e messo in ginocchio gran parte dell’economia europea! Anche le loro economie non sono rimaste indenni.

L’Unione Europa ha mobilitato già diverse somme di denaro per sostenere le imprese e l’occupazione. (Ci chiediamo quali siano questi sostanziosi interventi. A meno che per Unione Europea non si intenda anche l’operato della Bce, allora abbiamo meno perplessità al riguardo).

Nonostante gli interventi già effettuati, continuano i 4 esponenti, siamo disposti a fare di più!

I 4 ostili: mercato unico, europa solidale e crescita sostenibile

I 4 paesi rivendicano il principio di solidarietà europea. Sono convinti che la ripresa passi per un mercato integrato più forte. Far ripartire il mercato unico è di fondamentale importanza per lasciarsi alla spalle la crisi nel modo più veloce possibile!

I 4 leader ricordano che lo sviluppo dei loro paesi dipendano dall’andamento dell’economia dei paesi periferici e viceversa.
Nel loro comunicato citano anche l’Italia e Spagna. Affermano che il futuro economico della Danimarca e dell’Austria dipende dalla solidità delle economia italiana e spagnola e viceversa: “The stronger the Italian and Spanish economies are, the better for Denmark and Austria. And vice versa. We are in this together.

Nell’interesse di tutti è quindi fondamentale creare una strada comune per la ripresa! Bisogna realizzare investimenti diretti ai bisogni reali.
Inoltre, per una ripresa duratura è necessario garantire uno sviluppo sostenibile che abbracci la rivoluzione del verde e lo sviluppo del digitale. Solo in questo modo si riesce a favorire la crescita e la creazione di posti di lavoro.

Recovery fund: per i 4 frugali i soldi vanno restituiti!

Ed eccoci arrivati al nocciolo della questione! Dopo una lunga “introduzione”, i 4 ministri, attraverso la loro “lettera”, fanno sapere che non condividono l’ultima proposta messa sul tavolo dalla commissione europea che prevede un piano d’aiuti di circa 500 miliardi di euro, per lo più a fondo perduto!

Si tratterebbe, quindi, di somme di denaro che non andrebbero più restituite. I 4 frugali non le mandano a dire. Sul punto sono categorici: “But there is no such thing as new or fresh money. Money spent will also have to be earned and paid back — by taxpayers“.
I soldi vanno spesi e rimborsati dai contribuenti! Questo è il nocciolo della questione!

I 4 paesi supportano pienamente la creazione di un fondo per il recupero di emergenza che vada ad aiutare chi realmente ha bisogno. Il fondo, tuttavia, deve essere a durata limitata. Dovrebbe essere a disposizione fino al 2022.
Secondo i 4 leader il fondo dovrebbe essere a durata limitata perché le sfide e priorità dell’UE vanno affrontate del bilancio di lungo termine 2021-2027.

I 4 paesi si rendono quindi disponibili a collaborare per la creazione di un fondo per l’emergenza aperto fino al 2022 e alla programmazione del bilancio 2021-2027!

I 4 frugali non lasciano spazio quindi alla possibilità di condivide la proposta della commissione europea su un contributo di solidarietà a fondo perduto!

Come puoi vedere, la questione in Europa resta ancora aperta! Permangono ancora forti divergenze anche se vi è la volontà, alimentata da un interesse comune, di trovare una soluzione!

Tutto questo non fa altro che riversarsi sul mercato azionario, soprattutto europeo, che manifesta una forte volatilità e scarsa direzionalità. E nonostante i recenti recuperi, da inizio anno sta sottoperformando quello americano.

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Buon investimento!

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