Guerra commerciale USA-Cina: cosa ci aspetta in autunno?

guerra commerciale

La guerra commerciale tra USA e Cina è stato sicuramente uno dei driver principali dei mercati azionari nell’ultimo anno.

Infatti, si tratta senza dubbio di un elemento in grado di avere un impatto notevole sui profitti societari. Questo perché i dazi limitano sicuramente il commercio e quindi i profitti delle aziende USA che hanno centri produttivi e mercati in Cina, oltre a penalizzare le società cinesi che esportano in USA.

Stiamo parlando di una parte importante dell’economia mondiale.

Non a caso, i vari annunci sui dazi che ci sono stati questa estate hanno avuto effetti importanti sui mercati.

Vediamo però insieme cosa è successo effettivamente ad agosto.

La cronistoria recente della guerra commerciale

Il primo di agosto Trump annuncia un aumento dei dazi del 10% su prodotti cinesi per un controvalore di oltre 300 miliardi di dollari.

Questa scelta è arrivata dopo che il Presidente americano si è detto deluso dalle concessioni cinesi durante il G20 di Osaka.

Peraltro, con questa decisione l’obiettivo di Trump è stato duplice: da un lato colpire i cinesi, dall’altro mettere pressione al Governatore della FED per un taglio dei tassi, vista la minaccia di rallentamento economico dovuto proprio alla guerra commerciale.

Se da parte della FED non è arrivato il taglio sperato, sicuramente la mossa ha messo pressione alla Cina.

Una delle prime reazioni è stata la svalutazione dello yuan. Secondo molti analisti, questo andamento è stato indotto dal governo centrale di Pechino.

Il 23 agosto, poi, la Cina ha risposto ulteriormente, aumentando i dazi su alcuni prodotti USA tipici. Questo ha provocato la reazione di Trump, che minaccia nuove ritorsioni.

Mercati e guerra commerciale

Tutto questo non ha aiutato i mercati, che hanno vissuto un agosto piuttosto movimentato. Questi sono stati gli andamenti:

Mercato USA: -1,65%

Mercato europeo: -1,23%

Mercati emergenti (in euro): -3,86%

Durante il mese, poi, le perdite hanno raggiunto livelli più elevati, tra il 5% e, sui mercati emergenti, fino al 7%.

Insomma, la guerra commerciale sicuramente non piace.

Ora cosa ci aspetta per l’autunno?

Quale futuro nella guerra commerciale tra USA e Cina?

Naturalmente il livello di incertezza è notevole. Trump non è certo un personaggio facile da codificare e la Cina in questa fase sembra faccia fatica a reagire alle rapide mosse del Presidente USA.

Ora, comunque, sembra che entrambi i soggetti siano interessati a trovare un accordo.

Del resto, Trump ha l’importantissimo appuntamento con le presidenziali di novembre 2020. Non può assolutamente permettersi di presentarsi a questo appuntamento con un’economia troppo debole e un mercato azionario in discesa.

Pertanto, probabilmente è anche suo interesse non tirare troppo la corda e trovare un accordo con la Cina.

Quest’ultima dal canto suo, è da tempo che cerca un accordo, perché sembra in grossa difficoltà di fronte alla limitazione del commercio con gli USA.

Nel frattempo, ricorda che la cosa migliore per i tuoi soldi è di non farti distrarre troppo da questi aspetti.

La politica e la macroeconomia sono del tutto imprevedibili. La cosa migliore è avere una buona asset allocation coerente con il tuo profilo di rischio, che ti permetterà di navigare tranquillo in ogni situazione di mercato. Ed è proprio quello che facciamo anche nel nostro servizio Trend e Strategie di Investimento.

Buon investimento.

 

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