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Una nuova depressione economica è probabile in futuro?

depressione economica

Dopo il lockdown più o meno globale, peraltro ancora in corso in molti Paesi al mondo, arriverà una nuova Grande Depressione?

Per capire se oggi potremmo trovarci agli albori di una depressione economica, dobbiamo fare alcune valutazioni macroeconomiche.

La situazione attuale vede un’economia in fase di ripresa, ma che deve ancora presentare il conto reale di quanto accaduto da marzo in poi per via del blocco delle economie.

Depressione economica nell’immediato futuro?

Molte piccole aziende salteranno, alcune sono già saltate. Le aziende del turismo avranno fatturati che nel migliore dei casi saranno dimezzati. Ma anche grandi multinazionali hanno pagato caro questa fase. Grandi aziende da anni sul mercato hanno chiuso i battenti ed hanno lasciato a casa molte persone che si ritrovano a chiedere sussidi di disoccupazione.

La crisi economica, come sempre, porterà con se anche tensioni sociali. Il ruolo dei governi in queste fasi è cruciale per la tenuta del sistema nel suo complesso.

Oggi viviamo in un mondo interconnesso.

Le economie sono collegate tra loro nei modi più disparati e spesso le difficoltà di un settore economico o di un Paese potrebbe causare un effetto domino, intaccando tutti gli operatori del mercato. Esattamente come avvenne dal punto di vista finanziario (e sociale) con la crisi dei mutui sub prime.

Cosa possiamo aspettarci?

Molti sostengono che questo sia l’inizio di una nuova depressione economica. Altri sostengono che si tratti semplicemente di un incidente di percorso, ma che il progresso e le economie avanzate sapranno far fronte alla situazione uscendone più forti di prima.

Iniziamo col fare alcune considerazioni.

Depressione economica, da dove veniamo?

Veniamo da 10 anni di “crescita economica”. In realtà nell’economia reale questi 10 anni di crescita economica non sono stati poi così tanto esaltanti, soprattutto in alcuni paesi come l’Italia, in cui in realtà si è fatto ben poco per sfruttare il momento positivo, e su questo dobbiamo fare un po’ di mea culpa.

Tuttavia, se ci si basa sui mercati finanziari si può senza dubbio affermare che la crescita degli ultimi 10 anni sui mercati azionari è tra le migliori della storia della Borsa.

Si sono affermate le grandi multinazionali tecnologiche, hanno incrementato e consolidato il loro business e sono diventate delle vere e proprie potenze mondiali al pari degli stati. Forse di più.

Per contro, per buona parte di questo periodo è andata avanti l’espansione monetaria.

Da qualche anno si discuteva, però, sul fatto di terminare questa sorta di “droga monetaria” ed era inziato recentemente il processo per portare nuovamente i tassi a livelli più ragionevoli.

Questo si scontrava con la crescita di diversi paesi, che presentava ancora livelli molto bassi e debiti pubblici altissimi, per il quale l’aumento dei tassi avrebbe potuto generare non pochi problemi.

In questo scenario, si è introdotto il Covid 19, entrando senza preavviso in una situazione già parecchio tesa sotto il profilo economico e sociale.

Ora, inevitabilmente questo scenario di emergenza sanitaria globale ha spinto i governanti a cercare di limitare il più possibile i danni nel presente. Una volta che tutto sarà finito, però, (sempre che sia trovata una cura o un vaccino), bisognerà fare i conti con una situazione in termini di debito ancora più grave rispetto a quella pre-Covid.

I problemi saranno più evidenti nei paesi del Sud Europa, ma il resto del mondo sarà tutt’altro che indenne.

Vediamo meglio la situazione.

La depressione economica nel mondo

L’Europa subirà una notevole recessione, questo è inevitabile. Attualmente le stime dicono che a livello di produzione siamo ora sotto di un 15-30% rispetto all’anno precedente. Recuperare questi livelli sarà tutt’altro che veloce.

Fuori dell’UE, in Europa il calo di Turchia e Russia dovrebbe essere inferiore. La ripresa in Turchia dovrebbe essere più rapida, mentre la Russia potrebbe richiedere più tempo.

In Asia è difficile poter parlare di depressione economica. Sì, la perdita di produzione c’è stata anche qui ma il recupero sembra essere già iniziato. Certo, Banche Centrali e governi hanno iniettato molte risorse. Ci sono delle incognite. Ma senza dubbio, sembra l’area più robusta in questo momento.

Chi potrebbe veramente subire più di tutti una nuova Grande Depressione economica è l’America Latina. Anche questa volta, come quasi un secolo fa, abbiamo avuto un forte calo dei prezzi delle materie prime, oltre che una fuga di capitali verso l’estero. Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato un calo del PIL nel 2020 superiore al 5%, ma questo dato è probabilmente già superato (in peggio). E in molti Paesi non c’è molto spazio per politiche fiscali e monetarie espansive. Basti pensare all’Argentina, praticamente di nuovo in default. Il rischio di depressione econimica in Sud America è davvero notevole.

Depressione economica e mercati finanziari

Dal punto di vista dei mercati finanziari, gli enormi interventi delle banche centrali hanno spinto nuovamente le quotazioni.

La domanda quindi è: “Questa situazione può essere sostenibile? E per quanto tempo?”

Se si valuta razionalmente la situazione, dobbiamo tenere a mente questi aspetti:

1) i governi faranno di tutto per salvaguardare il futuro a breve termine. Il confine tra recessione temporanea e depressione economica prolungata in questi frangenti è minimo. Pochi errori di policy possono peggiorare notevolmente la situazione. Gli stati sembrano essersi preparati dal punto di vista sanitario per far fronte a questo pericolo, pertanto potrebbe essere scongiurato il rischio di un nuovo Lockdown totale. Vedremo gli effetti sull’economia.

2) I mercati azionari resteranno probabilmente l’asset da preferire fino a che i tassi non torneranno a salire. Saranno probabili ritracciamenti, anche piuttosto rilevanti, ma è possibile che gli azionari possano arrivare comunque a superare i massimi precovid, anche perché abbiamo notato proprio in questi ultimi anni che il P/E in questa fase storica non sembra essere così importante. Del resto, quando gli investimenti alternativi rendono zero (o meno), pagare molto un buon business è ritenuto ampiamente accettabile. La capacità di crescita delle aziende è considerata più importante. Infatti, i titoli growth in questi anni hanno ampiamente battuto i titoli value.

3) Terminata questa fase abbastanza “prevedibile”, una volta che il problema del virus sarà ufficialmente lasciato alle spalle (non sappiamo ancora quando di preciso questo potrà avvenire), si dovrà tornare a fare i conti con una situazione molto complicata, alla quale sarà necessario dare risposte nuove dal punto di vista macroeconomico e geopolitico, se si vorrà uscire continuare a mantenere questo equilibrio di sistema senza lasciare che la situazione degeneri.

C’è veramente un rischio di depressione economica?

Personalmente credo che avremo una recessione prolungata, ma non una depressione economica.

A differenza degli anni ’30 del secolo scorso questa volta i governi hanno agito rapidamente con aiuti e sostegni all’economia. Le Banche Centrali sono state ancora più veloci.

Certo, in Europa a livello di UE ci sono ancora rallentamenti ed incertezze. Ma la direzione di marcia sembra molto più chiara rispetto al 2010-2011. Il Recovery Fund potrebbe aprire ad una nuova stagione per l’UE.

In USA ed Asia l’intervento è stato molto rapido.

Questi interventi dovrebbero sostenere la produzione. Non eviteranno la recessione pesante nel 2020, ma la ripresa economica dovrebbe partire già dal 2021. E i mercati azionari sembrano anticipare proprio questo.

Buon investimento.

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