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Cos’è il tapering? E perché se ne sente parlare tanto in questo periodo?

taperingCos’è il tapering? E perché se ne sente parlare così di frequente in questo periodo?
Il tapering è una manovra di politica monetaria adottata da una banca centrale.
Ma cos’è esattamente il tapering, qual è il suo significato e che cambiamenti di politica monetaria prevede?

Perché è necessario ricorrere al tapering?

Il termine tapering sta ad indicare il rallentamento, da parte della banca centrale, nel ritmo di acquisto di asset (principalmente titoli di Stato) sul mercato secondario.

Il tapering è quindi quella politica monetaria che viene adattata per rallentare una politica espansiva (anche detta quantitative easing), fino a concluderla del tutto.

Il altri termini, con il quantitative easing le banche centrali adottano politiche monetarie espansive che si concretizzano nell’acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario, il cui scopo è quello di sostenere le quotazioni dei titoli e, al contempo, immettere nuova liquidità nel sistema economico e finanziario.
Quando le banche centrali decidono che è arrivato il momento di cessare lo stimolo, allora definiscono un programma di graduale riduzione degli acquisti fino a cessarlo del tutto. Questo programma di politica monetaria restrittiva prendere il nome di tapering.

La domanda che sicuramente ti starai ponendo è “Se il quantitative easing sostiene l’economia, perché le banche centrali ad un certo punto decidono gradualmente di cessarlo?”

Le banche centrali possono utilizzare una serie di politiche per stimolare la crescita, ma queste manovre non possono durare in “eterno”.
Se non si conclude lo stimolo si potrebbe innescare un surriscaldamento dell’economia con una crescita eccessiva dell’inflazione!
Per contro, se lo stimolo cessa di botto il rischio concreto è che si possa mandare l’economia in recessione, annullando tutta la fatica fatta fino a quel momento.

Come puoi vedere, la vita dei governatori delle banche centrali non è affatto facile! Tra i loro compiti non c’è solo quello di stabilire “come” fare, ma anche “quando” intervenire!
Individuata la miglior politica da intraprendere, quest’ultima può produrre risultati disastrosi se le tempistiche d’intervento non sono quelle giuste!
Spesso è impossibile sapere in anticipo quando intervenire.
Gli stessi banchieri fanno riferimento alle esperienze passate o “navigano a vista“, cercando di cogliere i segnali provenienti di mercati finanziari e dall’andamento dell’economia.

Il tapering nel passato

La prima banca centrale a mettere in campo manovre di politica conducibili al tapering è stata la Fed. Quest’ultima, dopo lo stimolo monetario che ebbe inizio nel 2008,  iniziò a parlare di tapering nella prima metà del 2013.

Il tapering del programma QE negli Stati Uniti, istituito in risposta alla crisi finanziaria del 2008, ha avuto inizio nel 2013 ed è continuata fino alla maggior parte del 2014.
Nel gennaio 2014 la Federal Reserve annunciò l’intenzione di attuare il tapering, riducendo gli acquisti mensili da un importo di 75 miliardi a 65 miliardi di dollari. I tagli proseguirono fino a quando il programma si concluse nel mese di ottobre 2014.

In quegli anni le politiche di intervento della Fed furono tutto sommato correte anche nelle tempistiche. I mercati azionari USA, tranne qualche fase di ribasso, hanno mantenuto sempre un trend di fondo rialzista e l’economia USA ha registrato una crescita tutto sommato soddisfacente anche sul piano occupazionale.

Per il tapering non piace ai mercati?

Se guardiamo alla recente storia non c’è motivo per essere preoccupati per l’avvio del piano di riduzione degli stimoli da parte della banca centrale.
Tuttavia, gli operatori di mercato quando si tratta di politiche monetarie restrittive tendono a reagire non benissimo. C’è sempre la paura che qualcosa possa andare storto e una nuova crisi possa essere dietro l’angolo!

Del resto, queste misure restrittive prima o poi sono necessarie. Come detto sopra, e come stiamo ripetendo da diversi giorni ormai sul blog, un eccesso di stimoli può causare un surriscaldamento dell’economia e quindi una crescita eccessiva dell’inflazione!

Oggi il rischio concreto è che l’economia possa crescere troppo velocemente e che l’inflazione possa impennarsi vertiginosamente!

Conclusioni

Come abbiamo visto, il tapering, ma in generale tutte le politiche monetarie ed economiche restrittive sono necessarie quanto quelle espansive per garantire nel medio/lungo termine una stabilità al sistema.
Allo stato attuale, se le aspettative sull’inflazione, che le banche centrali ipotizzano essere solo temporanee, dovessero rivelarsi sbagliate, il rischio è che l’economia possa destabilizzarsi per una crescita eccessiva.
Oggi, quindi ci si dovrebbe preoccupare di più per un possibile ritardo d’intervento delle banche centrali che non per politiche restrittive da adottare.
La questione, oggi è per lo più legata alla questione “tempo” e non sul come intervenire.
In un contesto così  incerto, come come hai deciso di operare? Meglio stare alla larga dai mercati azionari? O fruttare la ripresa economica in atto?
Qualunque sia la tua scelta è fondamentale avere un portafoglio bene equilibrato. Scopri come costruirlo con il corso GRATUITO investitore SMART!

Buon investimento!

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