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Cosa vuol dire la crisi in Ucraina per gli investitori?

La crisi in Ucraina e’ stato l’evento geopolitico dell’anno.

I mercati hanno visto crescere la volatilita’ e alcuni indici hanno avuto correzioni rilevanti.
Ma cosa vuol dire questo per i vostri investimenti?

Dopo una lunga pausa, Educazione Finanziaria torna a pubblicare
nuovi articoli. In questo periodo, come avrete senz’altro notato,
abbiamo cambiato completamente la versione grafica del sito.

In questo mese di silenzio, ci sono stati diversi eventi e
situazioni meritevoli di approfondimento. Oggi vediamo la prima
e sto parlando della crisi tra Russia e UE/USA.

La crisi in Ucraina, infatti, e’ stato sicuramente il piu’ importante
evento geopolitico di questo 2014. E se all’inizio ci si poteva
aspettare una soluzione rapida e veloce, ora le cose sembrano
destinate a durare, con un aumento delle tensioni tra Russia
da un lato ed USA/UE dall’altro.

In questo blog noi non ci occupiamo di elementi geopolitici.

Infatti, l’evoluzione dei rapporti tra queste potenze e le
conseguenze per l’economia mondiale non sono prevedibili ora.

Ed e’ proprio per questo che dobbiamo prepararci.

Mercati, economia e geopolitica

La prima cosa da considerare e’ che non sempre c’e’ legame
tra mercati, economia e geopolitica.

Non sono rari i casi in cui, a fronte di una geopolitica
instabile, i mercati guadagnano comunque bene.

Basti pensare, ad esempio, agli anni ’50-’60, quando in piena
Guerra Fredda i mercati azionari vissero uno dei piu’ importanti
Bull Market secolari di sempre.

Addirittura, per gli USA la WWII fu l’occasione per vedere ripartire
il loro mercato azionario, che era ormai stabilmente sotto i massimi
del 1929.

Del resto, i mercati guardano avanti e scontano in anticipo il
presente.

Anche alla vigilia della crisi in Ucraina, il mercato russo era
uno dei piu’ economici a livello mondiale. Non escluso, quindi,
che il mercato scontasse gia’ un qualche evento di questo tipo.

Cosa deve fare un investire?

Ma come puo’ fare un investitore a proteggersi da situazioni
di questo tipo?

A mio avviso, bisogna distinguere tutte le cose in due
categorie:

1 – Le cose che si possono controllare e gestire
2 – Le cose che non si possono controllare

Dedicarsi alle cose del secondo tipo è a mio avviso una perdita di
tempo, oltre che poco proficuo.

Molto meglio, invece, concentrarsi sull cose del primo tipo.

Questo vuol dire:

1 – Concentrarsi sulla propria asset allocation
2 – Mantenere una buona diversificazione internazionale
3 – Avere un buon metodo per tagliare le perdite

Con l’asset allocation, dividendo il proprio capitale
in azioni, bond, liquidita’ e altre classi di investimento,
e’ possibile smorzare notevolmente la volatilita’ anche quando
emergono crisi internazionali.

Una funzione simile è svolta anche dalla diversificazione
internazionale. In questa crisi, ad esempio, la Russia e’ scesa
molto, ma altri mercati non hanno risentito eccessivamente della
cosa.

Infine, con un buon sistema per tagliare le perdite è
possibile evitare che i ribassi di un singolo investimento
diventino eccessive. Uno dei metodi migliori, a questo proposito,
e’ l’uso delle trailing stops.

E permettetemi di aggiungere una cosa. Le crisi geopolitiche sono
fonte di rischio e volatilita’, ma anche di opportunità. Chissà
che la Russia non possa diventare un mercato interessante.

Il tuo educatore

Roberto.

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