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Cambio euro dollaro, perché sta risalendo?

cambio euro dollaro

Il cambio euro dollaro è sicuramente il più seguito e quello con il maggior volume di transazioni.

Del resto, rappresenta il rapporto di cambio tra le due principale valute mondiali.

Oggi ti spiegherò gli elementi che influenzano un rapporto di cambio e in particolare il cambio euro dollaro. Poi vedremo perché il cambio sta aumentando in questo momento a favore dell’euro.

Cosa incide sul cambio euro dollaro?

Ci sono numerosi elementi che possono avere impatti più o meno rilevanti sulla coppia valutaria e sono:

  1. I tassi di interesse (BCE e FED) e le relative aspettative.
  2. Tasso di disoccupazione dei due paesi coinvolti.
  3. La bilancia commerciale.
  4. Il tasso di inflazione.
  5. I tassi di crescita del PIL.
  6. Stabilità dei Paesi e dei relativi sistemi finanziari.

Questi sono gli elementi che più direttamente influenzano i cambi, perché sono i determinanti dei flussi di capitale.

Con l’allentamento della crisi sanitaria dovuta al Covid 19 stiamo assistendo, per ora, ad un apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro.

Cerchiamo di capire a cosa può essere dovuto questo movimento, e se è un trend che potrebbe proseguire a lungo o meno.

Cambio euro dollaro: l’importanza della sicurezza.

Normalmente gli USA sono visti come paese sicuro.

Gli Stati Uniti d’America rappresentano, per gli investitori, il paese più forte. Militarmente sono la prima potenza mondiale, economicamente possono vantare le più grandi corporation, a livello tecnologico negli ultimi anni si è assistito alla nascita di veri e propri monopoli globali made in USA.

Negli ultimi 20 anni, durante le crisi, il dollaro si è quasi sempre apprezzato. In momenti difficili e critici, infatti, le persone tendono a mettere i propri risparmi sugli asset reputati più sicuri. E gli USA, come detto, presentano (insieme alla Svizzera) gli asset considerati tra i più sicuri.

A questo contribuisce anche il fatto che la Fed è sempre intervenuta per risolvere le crisi che si sono verificate, e questo porta gli investitori a portare i capitali sulle aziende USA nei periodi di tensione.

Se guardiamo il grafico storico del cambio euro dollaro quindi dal 1999 ad oggi, ci accorgiamo che l’andamento si è tenuto dentro questi due valori estremi: 1,60 e 0.82.

cambio euro dollaro

Possiamo osservare come a seguito della crisi del 2008, il dollaro sia andato via via apprezzandosi (l’euro è sceso, candele del grafico colore rosso).

Dal 2007 al 2008 il cambio si trovava sui massimi, con un Euro nettamente più forte rispetto all’Euro.

Tuttavia immediatamente dopo lo scoppio della bolla dei mutui sub prime, la tendenza si è invertita ed il dollaro si è apprezzato per quasi tutto il 2008.

Anche nel 2013, a seguito della crisi in area euro del 2010-2012, il dollaro ha avuto un forte apprezzamento.

Quando ci sono delle emergenze, possiamo confermare che la tendenza è stata rifugiarsi nel dollaro. Quando invece la situazione diventa un po’ meno rischiosa, gli investitori diventano più confidenti sulla tenuta dell’economia generale e spostano i soldi dall’area dollaro anche ad altre aree (emergenti, Europa ecc).

Dicevamo che durante le crisi osserviamo che la volatilità tra le due valute è aumentata sensibilmente; infatti ad un primo impatto in cui il dollaro viene preso come bene rifugio, segue la fase in cui arriva la consapevolezza del peggio che è passato,  quindi gli investitori tornano a guardarsi attorno investendo in altri mercati caratterizzati da valute diverse.

Perché attualmente il cambio euro dollaro sta aumentando di nuovo?

Oggi ci troviamo circa sul valore medio storico del cambio, pari a 1,13.

Tuttavia, fino a pochi mesi fa ci trovavamo ad 1,09.

L’euro si sta apprezzando rispetto al dollaro.

Come mai?

Proprio per i motivi che dicevamo prima.

Primo aspetto: Iniziamo col dire che l’emergenza ha immediatamente portato gli operatori a chiudere operazioni di carry trade, in cui si indebitavano in euro (a tassi bassi) per investire in dollari, per via del differenziale dei tassi tra le due aree. La chiusura di queste operazioni, comportando il riacquisto di euro, ha spinto in alto tale valuta.

Secondo aspetto: la grandissima mole di interventi messi in campo dalla FED.
Il forte taglio dei tassi (che non poteva invece attuare la Bce dato che i tassi erano già a zero in Europa)e l’espansione monetaria portano sicuramente ad una svalutazione del dollaro sull’euro, anche perché vanno ad aumentare sensibilmente la quantità di dollari in circolazione.
Inoltre, un Euro più forte fa bene alle esportazioni Usa. Adesso, infatti, è importante far riprendere l’economia e in questo senso le esportazioni possono essere rilevanti per aiutare a tornare a macinare buoni numeri.
In conclusione, la FED non si sta certamente opponendo al recupero dell’euro.

Terzo aspetto: questa è la fase in cui la prima ondata è passata. I lockdown nei principali paesi coivolti stanno terminando. Per quanto possibile,si cerca di tornare alla normalità.
Questo è visto con fiducia dagli investitori, che ritornano ad esporsi al di fuori degli Usa, incentivando la domanda anche su altri asset, soprattutto in Europa.

La situazione del cambio euro dollaro è destinata a proseguire su questa linea?

Molto dipenderà da come proseguiranno le politiche della Fed e della BCE. Soprattutto, però, dipenderà dal verificarsi o meno di un’eventuale seconda ondata in autunno.
In questo scenario infatti, potremmo vedere nuovamente i capitali spostarsi verso il dollaro, considerato comunque più sicuro dell’Euro.

Buon investimento

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