Banche in crisi: perché lo spread sta penalizzando le banche?

banche in crisi

I ribassi dei mercati degli ultimi mesi hanno nuovamente visto le banche essere il comparto più penalizzato.

Di fatti, da molte parti si inizia a parlare nuovamente di banche in crisi, soprattutto per via della crisi dello spread.

Ma perché le banche sono di nuovo in crisi? Quali sono i maggiori problemi che stanno penalizzando gli istituti bancari e quali sono i maggiori rischi che le banche si troveranno ad affrontare?

Oggi ti racconterò qualcosa in più sulla situazione attuale delle banche.

In particolare, capirai meglio il rapporto tra spread e banche e perché lo spread sale e le banche scendono.

Banche in crisi, i due principali problemi

Le due maggiori minacce al conto economico di un bilancio bancario risiedono nella qualità dell’attivo. In particolare:

  1. I crediti erogati debbono essere restituiti puntualmente dai clienti
  2. Gli investimenti effettuati dalle banche debbono preservare valore e dare un adeguato rendimento.

Per quanto riguarda il primo aspetto, non c’è dubbio che la crisi iniziata nel 2008 abbia peggiorato notevolmente la qualità dei crediti.

Molte aziende non sono state in grado di rimborsare integralmente i prestiti ricevuti. Lo stesso vale per le famiglie che non sono riuscite a pagare i mutui.

Spesso le garanzie dei prestiti e mutui, principalmente beni immobili, non hanno comunque permesso il recupero integrale del prestito, perché sul mercato tali beni si sono svalutati notevolmente.

Quindi le perdite su crediti sono state e sono tutt’ora un problema non da poco per i bilanci bancari, soprattutto considerando che le regole contabili in proposito sono diventate piuttosto stringenti e impongono alle banche notevoli accantonamenti e svalutazioni.

Questo però, se vogliamo, era un fattore già noto al mercato.

I nuovi ribassi bancari e il rischio di una nuova crisi sono invece legati al problema dello spread sui titoli italiani.

Banche in crisi: il legame spread e banche

E banche destinano una quota molto elevata del loro portafoglio titoli alle obbligazioni statali. Quelle italiane, come è facile immaginare, investono molto sui titoli di stato emessi dal Tesoro. Quindi BOT, BTP, CCT.

Poiché i BOT fino a qualche mese fa avevano rendimenti quasi nulli o addirittura negativi e poiché i titoli esteri di emittenti importanti come Germania o Francia hanno, ugualmente, rendimenti infimi, molte banche hanno aumentato nel tempo la presenza di BTP.

Ora, come sappiamo anche da questo articolo, quando i rendimenti salgono i prezzi dei BTP scendono.

Un BTP a 10 anni con cedola al 3% e rendimento medio di mercato dell’1,50%, avrà un prezzo di circa 114 euro per ogni 100 di valore nominale. Se il rendimento medio di mercato passa però al 3,50%, allora lo stesso titolo finirà per quotare circa 96.

Un aumento del rendimento del 2% ha fatto calare il prezzo del 16%.

Ora, c’è da considerare una cosa.

Se i titoli vengono portati a scadenza, un investitore può anche non preoccuparsi della quotazione. A scadenza lo Stato rimborserà comunque 100.

Le banche, però, non possono permettersi questo lusso.

Infatti, ogni trimestre le banche debbono fare il “mark to market” al loro portafoglio titoli, quindi se i prezzi scendono il capitale della banca si riduce.

Questo mette a rischio il superamento degli stress test sui ratio patrimoniali bancari e potrebbe richiedere agli azionisti nuove immissioni di capitale (dopo le numerose già fatte negli anni scorsi).

Questo, chiaramente, ha penalizzato il comparto bancario italiano.

Banche in crisi: la situazione attuale.

Nelle ultime giornate c’è stato un recupero sia dell’indice generale, sia del settore bancario. Comunque, negli ultimi 3 mesi la sottoperformance resta. Questo è il grafico di Unicredit, Intesa e l’indice FTSE Mib:

banche in crisi grafico

Come vedi, in tre mesi il divario resta ancora di 7-8 punti percentuali.

Il pericolo spread per le banche resta più che mai concreto. Pertanto, il mio consiglio è di non avvicinarsi per ora a questo settore.

Buon investimento.

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