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Banca Europea per gli Investimenti: cos’è e cosa fa?

banca europea per gli investimentiDella Banca europea per gli investimenti, ne hai sentito parlare tante volte, specie in questo periodo.

Ma esattamente cos’è la banca europea degli investimenti, spesso abbreviata in “BEI”? Di cosa si occupa? Quali sono le sue funzioni?

Che cosa fa la BEI?

La BEI è di proprietà dell’Unione Europea. E’ un istituto di diritto privato le cui quote di capitale sociale appartengono ai Paesi membri che ne sono quindi proprietari.
L’Italia attualmente, ad esempio, possiede una quota di circa il 16%.

La  Banca Europea per gli investimenti è stata fondata nel 1958 in occasione del Trattato di Roma. I primi firmatari furono Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda e Lussemburgo.

L’obiettivo era quello di creare una banca che servisse a finanziare opere per lo sviluppo dell’Unione Europea.
Ad esempio, i fondi della BEI sono stati utilizzati per la costruzione di reti di trasporto su scala europea, lo sviluppo economico regionale delle aree più arretrate, il sostegno alle iniziative volte a mitigare i cambiamenti climatici.

Come si finanzia la Banca europea per gli investimenti?

La BEI recupera denaro dagli investitori privati attraverso i mercati dei capitali. Sicuramente avrai sentito parlare delle obbligazioni BEI. Non a caso il canale principale attraverso cui la banca europea recupero denaro è l’emissione di prestiti obbligazionari.

Quindi, a sua volta, eroga prestiti a condizioni molto vantaggiose.

Chi può chiedere un prestito alla BEI?

Chiunque gestisca un’azienda o un’attività nel settore pubblico può richiedere un prestito alla BEI. Nello specifico possono chiedere prestiti alla banca europea per gli investimenti:

  • Le PMI che abbiano un organico non superiore a 250 dipendenti;
  • Le grandi imprese, definite MID CAPS, che hanno da 250 a 2.999 dipendenti.
  • I soggetti privati che erogano servizi pubblici in settori previsti da programmi specifici;
  • Le imprese femminili;
  • Le PMI e le MID CAP che hanno già beneficiato di una garanzia da parte di ISMEA o facenti parte di un accordo di cooperazione produttiva.

La BEI non si occupa solo prestiti. Essa offre anche un servizio di blending, ovvero aiuta i soggetti finanziati con i fondi BEI ad accedere a ulteriori finanziamenti privati. E, infine, offre attraverso i suoi esperti servizi di consulenza per far sì che i progetti ottengano i migliori risultati possibili.

Al momento, a capo della BEI c’è il tedesco Werner Hoyer, presidente di un Consiglio d’amministrazione composto da un rappresentante per ciascuno dei 27 Paesi membri, ai quali si aggiunge un elemento nominato dalla Commissione Europea. Vi sono poi il comitato di gestione, organo esecutivo della Banca, e il Comitato di verifica, utile a controllare che tutte le operazioni svolte dalla BEI siano corrette.

Il ruolo nella ripresa economica della BEI

Nel piano di aiuti per la ripresa economica presentato dalla commissione Europea è previsto un ruolo importante anche per la BEI.

La BEI dovrà muovere 200 miliardi di euro di prestiti per le imprese europee entrate in crisi a seguito del lockdown che ha, di fatto, paralizzato l’attività economica di tutti i paesi europei.

Nello specifico la BEI, attraverso il suo consiglio di amministrazione, ha approvato un fondo di garanzia di 25 miliardi di euro.
Questo ammontare verrà utilizzato per garantire i finanziamenti delle banche alle aziende. In base alle proiezioni della BEI, questa mossa può arrivare a stanziare prestiti per 200 miliardi di euro complessivi.

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Buon investimento!

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